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Album di debutto per gli Athemon, frutto della collaborazione di un duo anglo-brasiliano Album di debutto per gli Athemon, frutto della collaborazione di un duo anglo-brasiliano Hot

Album di debutto per gli Athemon, frutto della collaborazione di un duo anglo-brasiliano

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Athemon
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Tracklist: 
1. Perception
2. Whispers
3. The Glass Hindered Us
4. Different from What Was Missing
5. Seed of Change
6. I Voice of Mine
7. Reaching Deepness
8. Greatest Understanding
9. Birth

Line-up:
Adriano Ribeiro - vocals, guitars
Tom MacLean - bass
Gledson Gonçalves - drums (session)

opinioni autore

 
Album di debutto per gli Athemon, frutto della collaborazione di un duo anglo-brasiliano 2021-11-16 20:26:21 Virgilio
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Virgilio    16 Novembre, 2021
Ultimo aggiornamento: 16 Novembre, 2021
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Con il moniker Athemon inizia la collaborazione tra il chitarrista brasiliano Adriano Ribeiro e il bassista britannico Tom MacLean (To-Mera, ex Haken): il primo si occupa anche delle parti vocali, mentre per la batteria i due hanno optato per un session-player e la scelta è ricaduta sul brasiliano Gledson Gonçalves. L'album è un concept molto introspettivo che si articola nell'arco di nove tracce. Il sound è piuttosto cupo e carico di groove: tra le influenze vengono citati Nevermore, Pain of Salvation, Opeth, Gojira e Mastodon, e possiamo essere effettivamente d'accordo, però va anche osservato come la band sembri provare a ricreare determinate sonorità senza in realtà effettivamente riuscire a rielaborarle in un mix efficace. La maggior parte dei brani presenta un sound duro, costruito attorno ad un massiccio muro sonoro di riff, spesso con ritmi piuttosto lenti e cadenzati; la tracklist però si dispiega a poco a poco, man mano che si sviluppa il concept e anche i brani cominciano ad essere meno ossessivi e più variegati: anzi, possiamo dire che a partire dalla quinta traccia, "Seed of Change", cresce la componente Progressive e anche la musica diventa un po' più aperta a qualche variazione tematica. Certo, il duo sembra troppo focalizzato sull'aspetto del concept, dando vita ad un sound potente ma allo stesso tempo quasi angosciante; sotto l'aspetto tecnico, soprattutto MacLean, svolge senz'altro un ottimo lavoro, talvolta accennando qualche virtuosismo (ad esempio all'inizio di "Whispers") ma, in generale, in tal senso ci saremmo aspettati qualcosa in più. Lascia poi spesso a desiderare il cantato, che tende peraltro ad essere piuttosto monocorde e Ribeiro non sembra sinceramente all'altezza di sostenere da solo le parti vocali per tutta la durata dell'album. In generale, come dicevamo, le cose migliori si possono ascoltare soprattutto nella seconda metà del disco, benché un po' a sprazzi e, in particolare, oltre alla già citata "Seed of Change", il full-length si chiude in bellezza soprattutto con "Great Understanding" e la conclusiva "Birth". A nostro avviso, questo progetto ha delle buone potenzialità, però sarebbe opportuno lavorarci su per renderlo più appetibile.

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