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Eldritch: dodicesimo album ed un ritorno alle sonorità progressive degli anni '90 Eldritch: dodicesimo album ed un ritorno alle sonorità progressive degli anni '90

Eldritch: dodicesimo album ed un ritorno alle sonorità progressive degli anni '90

recensioni

gruppo
titolo
EOS
etichetta
Scarlet Records
Anno

Line up:
Terence Holler - vocals
Eugene Simone - guitars
Rudj Ginanneschi - guitars
Oleg Smirnoff - keyboards
Dario Lastrucci - bass
Raffahell Dridge - drums

Tracklist:
1. Dead Blossom (1:07)
2. Failure of Faith (5:44)
3. The Cry of a Nation (6:08)
4. Circles (7:30)
5. No Obscurity (5:41)
6. Sunken Dreams (11:08)
7. Fear Me (6:31)
8. I Can't Believe It (5:24)
9. The Awful Closure (5:48)
10. Eos (6:43)
11. Runaway (3:42)

opinioni autore

 
Eldritch: dodicesimo album ed un ritorno alle sonorità progressive degli anni '90 2021-11-22 11:30:07 Celestial Dream
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Celestial Dream    22 Novembre, 2021
Ultimo aggiornamento: 22 Novembre, 2021
#1 recensione  -   Guarda tutte le mie opinioni

Nuovo capitolo all'interno della carriera della Prog/Heavy Metal band italiana, gli storici Eldritch. “EOS” è un disco ricco di novità; segna in primis il ritorno in formazione di un membro storico e decisivo come Oleg Smirnoff - che mancava da oltre vent'anni dietro alle sue tastiere - e riconduce la band su sonorità maggiormente Progressive e complesse rispetto agli ultimi dischi che avevano mostrato il lato più melodico ed immediato della band toscana. Già in partenza con “Failure of Faith” e “Circles”, in cui tastiere dal mood moderno si combinano alla grande con riff potenti e la voce dinamica di Terence Holler, notiamo un deciso ritorno a quel sound costruito con sapienza negli anni '90. Le bordate metalliche spinte dalla sessione ritmica di Rudj Ginanneschi alle chitarre e Raffahell Dridge al basso spingono il chorus di quest'ultimo pezzo. Più melodico e di facile presa risulta “The Cry of a Nation”, senza ombra di dubbio tra i brani di maggior impatto all'interno della tracklist, una song che si stampa in testa con un ottimo refrain. Dopo la lunga suite “Sunken Dreams”, ricca di spunti progressivi e cambi di atmosfera, corre via rapida “Fear Me” condotta dai tasti d'avorio di Oleg e lasciando presto spazio alla ballatona dall'alto tasso emotivo che risponde al nome di “I Can't Believe It”, dalle reminiscenze Queenryche-iane, per finire sui riff tritaossa di scuola Thrash di “The Awful Closure” che aprono la via ad un pezzo powereggiante nel suo incedere ed infine con la title-track, più elegante e raffinata nella sua evoluzione che porta ad un ritornello leggiadro.
Il dodicesimo disco in studio degli Eldritch è un lavoro complesso e dinamico, ricco di vibrazioni intense, che unisce tanti stili diversi in un unico sound. La band di Eugene Simone dopo quasi trent'anni di carriera riesce ancora a dimostrare tutto il proprio enorme talento con questo “EOS”.

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