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Il ritorno alle origini di Ivar Bjørnson & Einar Selvik passa attraverso le radici di Yggdrasill Il ritorno alle origini di Ivar Bjørnson & Einar Selvik passa attraverso le radici di Yggdrasill Hot

Il ritorno alle origini di Ivar Bjørnson & Einar Selvik passa attraverso le radici di Yggdrasill

recensioni

titolo
Hardanger
etichetta
By Norse Music
Anno

Tracklist:
1. Heim Til Yggdrasil
2. Hardanger

Line-Up: 
Ivar Bjørnson - Guitars, Bass, Keyboards, Samples, Vocals
Einar Selvik - Vocals, Taglharpa, Kravik Lyre, Goat Horn, Birchbark Lure, Bone Flute, Percussion, Electronics

Guests:
Lindy-Fay Hella - Vocals
Grutle Kjellson - Vocals
Iver Sandøy - Drums, Vocals
Ice Dale - Acoustic Guitar
Silje Solberg - Hardanger Fiddle
Håkon Vinje - Piano, Vocals

opinioni autore

 
Il ritorno alle origini di Ivar Bjørnson & Einar Selvik passa attraverso le radici di Yggdrasill 2021-11-22 15:13:41 Francesco Yggdrasill Fallico
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Francesco Yggdrasill Fallico    22 Novembre, 2021
Ultimo aggiornamento: 22 Novembre, 2021
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Una delle recensioni più difficili che mi sia mai capitata questa della quale mi appresto a darvi il mio feedback. Amo visceralmente, sin dai loro esordi, le band dalle quali questi due immensi artisti provengono, rispettivamente Enslaved e Wardruna, e seguo le loro evoluzioni sempre col massimo interesse. Questo progetto che vede Ivar ed Einar unirsi a celebrare la grandezza della madrepatria Norvegia, con le sue radici più profonde ed ancestrali, arriva a questo nuovo EP dopo due full-length e una serie di partecipazioni ad eventi, e ci propone due tracce molto particolari.
In apertura c’è una versione in stile acustico, con testo in norvegese, di un vecchio classico degli Enslaved, “Return To Yggdrasill”, tratto dall’album “Isa” del 2004, qui riproposto in chiave decisamente diversa, sia dall’originale, sia dalla splendida versione che proprio il duo Bjørnson/Selvik aveva presentato qualche anno fa. La differenza è data dalla parte centrale del pezzo, diventato “Heim Til Yggdrasil”, che ad un certo punto viene disturbata da una base quasi remix che proprio non riesco a digerire e che, per quanto mi riguarda, ruba parte della magia che, invece era presente nella versione acustica che potete ascoltare anche nel canale ufficiale degli Enslaved. Questo mezzo passo falso, per quanto comunque reputi questa traccia molto interessante, unito anche alla scarsa durata dell’EP, è la motivazione di quel 3/5 che troverete come valutazione (e non è certamente una stroncatura!!!). La title-track invece ci dà modo di assaporare quella che è la matrice essenziale di questo progetto, con l’inserimento di super ospiti tra cui Grutle degli Enslaved e Lindy-Fay Hella, concentrando in poco più di quattro minuti, l’amore viscerale per la propria terra e per le origini, ora storiche, ora culturali, di un popolo che nel corso dei secoli ha saputo mantenere vivo il legame con un tempo che fu, senza, per questo, risultare anacronistico e banale. Un intersecarsi di percussioni e strumenti acustici, con il canto epico ad abbracciarci e condurci in mondi lontani, con la grazia che solo pochi hanno.
Poco meno di 10 minuti in versione digitale e vinile colorato, con una front cover che, in maniera tribal ci restituisce l’Albero della Vita. Se siete degli accaniti collectors fatevi avanti ed acquistatelo, io rimango nell’attesa di un nuovo full. Nel frattempo: SKÅL!!!

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