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Secondo album per i tedesco-svedesi Abscession Secondo album per i tedesco-svedesi Abscession

Secondo album per i tedesco-svedesi Abscession

recensioni

titolo
Rot of Ages
etichetta
Transcending Obscurity Records
Anno

PROVENIENZA: Svezia/Germania 

GENERE: Death Metal 

FFO: Bloddbath, Lik, Dismember, Carnage, Revel in Flesh 

LINE UP: 
Thomas Clifford - vocals 
Skaldir - guitars, bass, keyboards, vocals 
Markus Porsklev - drums 

TRACKLIST: 
1. Rat King Crawl [03:46] 
2. Theater of Pain [03:30] =VIDEO= 
3. Dead Man's Hate [03:38] =ASCOLTA= 
4. Rains of Death [03:10] =ASCOLTA= 
5. Rot of Ages [06:02] 
6. The Final Furnace [03:31] 
7. When the Guillotine Falls [04:49] 
8. War Machine [03:24] 
9. Prometheus Unbound [03:10] =ASCOLTA= 
10. Eta della Putrefazione [04:56] 

Running time: 39:56 

opinioni autore

 
Secondo album per i tedesco-svedesi Abscession 2021-11-22 19:17:04 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    22 Novembre, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Secondo album per i tedesco-svedesi Abscession, che tornano con "Rot of Ages" - licenziato da Transcending Obscurity Records - a sei anni di distanza dal debut album "Grave Offerings" (2015, Final Gate Records). Possiamo star certi che quando arriva un lavoro old school Swedish Death dalla label indiana non sarà per nulla banale, e tale è la proposta della band che si divide tra Goeteborg e la Vestfalia: manco a dirlo "Rot of Ages" è un disco che alla fine sicuramente lascerà contenti i tantissimi fans del genere. Ovviamente, non brilleranno per originalità, ma va dato atto agli Abscession di aver tirato fuori un lavoro quadrato, compatto, in cui i soliti riffoni trovano delle "vie di fuga" in sapienti passaggi melodici che danno una maggior varietà all'assalto frontale perpetrato dal trio, pur mantenendo un approccio ed un'attitudine più brutali (in questo ricordano abbastanza i Bloodbath). Quello che riesce a colpire è il songwriting ispirato, il quale riesce a far sì che per quanto duri come granito, i brani che compongono la tracklist riescono ad essere in un certo qual modo catchy - per quanto lo possa essere un album Death Metal, ovviamente -. Fatto sta che grazie a dei refrains estremamente funzionali, i pezzi degli Abscession riescono a piantarsi immediatamente in mente, come ad esempio i singoli "Theater of Pain" e "Dead Man's Hate". Dai primissimi istanti dell'opener "Rat King Crawl" fino a quelli conclusivi di "Eta della Putrefazione" (sì, senza accento su "età", n.d.r.) non avrete un solo attimo per annoiarvi e vi ritroverete più di una volta a muovere il capoccione sotto i colpi sparati dagli Abscession. Non un album che farà gridare al miracolo, ma comunque "Rot of Ages" raggiunge una promozione piena meritatissima.

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