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Per i Clouds è arrivato il momento di raccogliere quanto è loro dovuto Per i Clouds è arrivato il momento di raccogliere quanto è loro dovuto Hot

Per i Clouds è arrivato il momento di raccogliere quanto è loro dovuto

recensioni

gruppo
titolo
Despărțire
etichetta
Personal Records
Anno

PROVENIENZA: Romania / UK 

GENERE: Atmospheric/Funeral Doom Metal 

FFO: Shape of Despair, Evoken, Doom:VS, Officium Triste, Aeonian Sorrow 

LINE UP: 
Daniel Neagoe - vocals, all instruments 
Mihai Dinuta - guitars 
Andrei Oltean - flute 

GUESTS: 
Mick Moss (Antimatter) - vocals on track 2 
Aaron Stainthorpe (My Dying Bride) - vocals on track 4 
Mihu (Abigail) - vocals on track 5 

TRACKLIST: 
1. Deepen this Wound [10:19] =VIDEO= 
2. This Heart, a Coffin [10:13] =ASCOLTA= 
3. Your Name in My Flesh [07:46] 
4. In Both Our Worlds the Pain is Real [08:39] 
5. The Door We Never Opened [07:22] 
6. A Place for All Your Tears [07:29] 
7. See the Sky with Blind Eyes [06:03] =ASCOLTA= 
8. Untitled (Bonus track) [02:57] 

Running time: 1:00:48 

opinioni autore

 
Per i Clouds è arrivato il momento di raccogliere quanto è loro dovuto 2021-12-06 17:26:08 Daniele Ogre
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    06 Dicembre, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Nonostante una carriera che dal 2013 li ha visti belli impegnati, con ben cinque album che hanno raccolto riscontri tutti estremamente positivi e la presenza nei maggiori festival di genere, i Clouds non sono mai riusciti a raccogliere quanto effettivamente hanno meritato in tutti questi anni; basti pensare che solo quest'anno il debut album "Doliu", il successivo "Departe" ed i due "Dor" hanno finalmente avuto una più ampia distribuzione grazie alle ristampe volute da Personal Records (i primi tre) e GS Productions ("Dor II"). E sempre per Personal Records, la band la cui anima è legata a doppio filo al cantante e polistrumentista romeno Daniel Neagoe (ex. Shape of Despair, ex-Aeonian Sorrow, ex-Unfathomable Ruination, ex-Pantheist e correntemente negli Aphonic Threnody) è arrivata a rilasciare il sesto album, dal titolo rigorosamente in romeno, di una singola parola e che comincia con la lettera "D": "Despărțire" (trad.: "separazione"). Eppure come dicevamo, i Clouds hanno sempre avuto un seguito notevole e la bontà del loro operato lo si può intuire anche dal notevole numero di ospiti che hanno avuto nei loro lavori, passati quanto quello odierno. Ma anche e soprattutto perché il loro Funeral Doom dalle malinconiche tinte atmosferiche ha ben poco da invidiare anche a bands ben più note; con i Clouds si respira nota dopo nota la tristezza, il senso di perdita, il lutto... Una musica commovente e ammantata di un romantico decadentismo fatta da un'anima spezzata per delle anime spezzate. Una lenta, inesorabile discesa nelle emozioni più recondite e malinconiche del proprio animo, uno sguardo velato di lacrime su un passato che non tornerà ("This Heart, a Coffin", "Deepen this Wound") o un futuro che non c'è mai stato ("The Door We Never Opened"). Un disco già emotivamente magnifico di suo che ha dalla sua anche la presenza di tre ottimi ospiti come Mick Moss degli Antimatter su "This Heart, a Coffin", Mihu degli Abigail in "The Door We Never Opened" e soprattutto mr. Aaron Stainthorpe in "In Both Our Worlds the Pain is Real", brano che giocoforza rimanda abbastanza alle sonorità dei My Dying Bride. Ci sono poi due punti di forza per i Clouds: in primis la voce di Daniel, che passa da un profondissimo e luttuoso growl, ad uno scream lancinante e disperato, fino a delle dimesse e sconfortate clean vocals; e poi c'è il violino, sempre presente nell'opera e che dona quell'aura di triste romanticismo ai brani (certo, a sapere chi lo suona...). Poco altro da aggiungere, se non che "Despărțire" è l'ennesima conferma che i Clouds meritano di essere menzionati tra i più grandi di questo genere, o per lo meno tra i migliori della nuova generazione insieme agli Aeonian Sorrow. Gli amanti di queste sonorità plumbee e depressive, chi trova affinità con il dolore della perdita che trasuda da ogni nota, chi è fan di gruppi come Evoken e Shape of Despair, farà meglio a procurarsi questa sesta fatica targata Clouds: un disco suonato con classe sopraffina che saprà affascinarvi.

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