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Piacevole hard rock per i No Names Piacevole hard rock per i No Names Hot

Piacevole hard rock per i No Names

recensioni

gruppo
titolo
"Piano 21"
etichetta
Nadir Music
Anno

TRACKLIST:
1. Hurricane
2. Sunday
3. The Neverending Rock And Roll Show!
4. No Name
5. Days Of Fire
6. My Little Puppet
7. Rocktober
8. 21st
9. Drop My Deed
10. The Remaining Song

LINE-UP:
Eu – Vocals, guitars
Andre - Guitars
Dave - Bass
Ginger - Drums

Recensione Utenti

Opinioni inserite: 1

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4.0  (1)
 
Piacevole hard rock per i No Names 2021-12-07 17:04:08 Piero Pizzorni
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4.0
Opinione inserita da Piero Pizzorni    07 Dicembre, 2021
Ultimo aggiornamento: 07 Dicembre, 2021
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Quando ho ascoltato per la prima volta questa band mi sono ritrovato e proiettato negli anni ‘80, in una sorta di ritorno al futuro, tanto caro a Robert Zemeckis. In realtà poi scorrono via i minuti e nel sound dei No Names, (questo il monicker dei nostri) c’è di più. Sicuramente la matrice è quella: Street Rock, Hard Rock, Glam, anche se talvolta la band ama fondere tutte queste sfumature con il Rock moderno e anche il Grunge. “Piano 21” è il titolo del disco, abbiamo già parlato delle influenze musicali, cerchiamo di approfondire brano per brano quelle che sono le sensazioni che ci accompagnano. "Hurricane" è un consueto brano apripista, in cui i No Names ci immergono nel Rock 'n' Roll ribelle e qui ci tornano in mente i primi Guns’n’Roses, dall’impatto diretto e stradaiolo. Con "Sunday" i ritmi si fanno più ragionati, in una semi-ballad dai toni caldi, perfetta per un viaggio nel deserto afoso del Texas. Quanto lasciato al termine dell’opening è ripreso in mano sulle note di "The Neverending Rock and Roll Show", mentre una voce struggente fa gli onori di casa con "No Name", davvero una delle mie preferite. "Days of Fire" è il brano scelto dalla band, una sorta di referenza a 360°, in cui a rappresentare il suono dei No Names troviamo tutto quello che di buono la band ha fatto fino a qui, un intreccio di voci ora melodiche, ora graffianti, dove Eu si districa molto bene e sembra essere sempre a proprio agio. Le chitarre di Andre parlano, i riffs sono diretti, contraltare perfetto delle melodie, specie nei solos. La sezione ritmica supporta al meglio il lavoro, mettendosi sempre a disposizione della canzone, grazie a Dave al basso e Ginger alla batteria. "My Little Puppet" è bellissima, un altro viaggio di note malinconiche, una lite di coppia che non sembra finire per il meglio, la porta è sbattuta per sempre. "Rocktober" conferma quanto detto a inizio recensione, il sound dei No Names non è mai statico, e in questo caso ci riporta indietro di qualche anno con un Hard Rock americano, aggressivo e ragionato. Ho apprezzato questo repentino sali/scendi di emozioni,"‘21st." ne è la conferma, una ballad quasi acustica che, di fatto ci accompagna agli ultimi duri colpi prima di chiudere. C’è ancora spazio per la ‘cattiveria’ dei No Names, i ragazzi picchiano davvero duro con "Drop my Deed", complice un riffs granitico ad inizio brano, prima di lasciare spazio ad un chorus che si fa spazio nell’orecchio dell’ascoltatore. "The Remaining Song" e qui siamo ai titoli di coda, soddisfatti per l’ascolto di questo disco che mi sento vivamente di consigliare a tutti quelli che vivono di Rock. Vi troverete catapultati in atmosfere ricche di emozioni, specie se avete amato la musica 80's, ma con evidenti rimandi ai giorni nostri.

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