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Il debutto degli Ewiniar è una luce nel buio Il debutto degli Ewiniar è una luce nel buio Hot

Il debutto degli Ewiniar è una luce nel buio

recensioni

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Burning The Night
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Anno

Tracklist:
1. Against the Stream
2. Under the Stars
3. Years of Heaven
4. Mother
5. Midnight Sun
6. Suspiria
7. Until the End of Time
8. Seekers of the Sense
9. Burning the Night

Line up:
Katarina Tramontana - vocals
Marin Tramontana - guitars, bass, keyboards, electronics

opinioni autore

 
Il debutto degli Ewiniar è una luce nel buio 2022-01-10 10:23:27 ENZO PRENOTTO
voto 
 
4.0
Opinione inserita da ENZO PRENOTTO    10 Gennaio, 2022
Ultimo aggiornamento: 10 Gennaio, 2022
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Lockdown continui, concerti in perenne rischio di annullamento, vendite dei dischi ondeggiante e mai ottimistiche, eppure ad ogni alba nascono piccole creature sonore che ambiscono ad arrivare al cuore degli appassionati di musica. Oggi si prende in esame una realtà proveniente da Spalato, una cittadina nella costa adriatica della Croazia, composta dai coniugi Tramontana, ovvero Marin e Katarina, che fondano il progetto Ewiniar (il dio della tempesta di Chuuk della Mirconesia, stato vicino alle Filippine) nel 2021. Quest'unione di forze crea una musica venata di gotica luce ed armoniose melodie dirette da Marin, mentre le liriche sono ad’opera di Katarina. Andando nel dettaglio il disco si inoltra in un Rock dal sapore drammatico/mistico contornato da qualche sfumatura di Melodic Metal, che si andrà ad approfondire nel corso della recensione.
Va premesso che le nove tracce del disco (al momento solo digitale, ma verrà pubblicato anche in CD in seguito) sono molto omogenee e decisamente simili ad un primo impatto e contengono al proprio interno i medesimi elementi. Il punto di forza del duo è riuscire a buttare fuori i propri sentimenti ed emozioni in maniera semplice ed efficace, grazie a melodie di ampio respiro, enfatizzate dalla soave voce di Katarina ed evocativi passaggi strumentali. La chitarra di Marin si erge a protagonista (rimanendo comunque sempre in secondo piano) sciorinando sognanti arpeggi, pennellate evocative di tastiera, ma soprattutto un pathos ad alto tasso emozionale (“Against the Stream”). Il modello di riferimento può essere quello degli Amorphis dell’ultimo decennio per il riuscire a coniugare eccellenti melodie e potenza (“Years of Heaven”), ma saltano all’orecchio anche i Nightwish nell’impetuosa title-track “Breaking the Night” per il susseguirsi di cori sinfonici e nei riff duri della sei corde. Le tracce rimanente sono anche più interessanti perché sono pregne di dettagli (“Seekers of the Sense”) che meritano di essere assaporati con calma, come se si gustasse un piatto complesso dai molteplici sapori eppure semplice nella sua concezione. L’orientaleggiante “Under the Stars” ha delle sferragliate aggressive di chitarra e vira verso il Gothic Rock alla Lacuna Coil con un ottimo lavoro sulle strofe molto cantabili e gli epici interventi solisti (idem per la magnetica “Suspiria”), mentre “Midnight Sun” rallenta i toni con ritmiche più aspre e venature mistiche. Le due rimanenti tracce sono, forse, le migliori. L’impalpabile pacatezza di “Mother” è una carezza Folk con un meraviglioso cantato in crescendo che viene accompagnato da spruzzate di elettronica ed assolo intensi e brevi di rara bellezza, mentre la potente “Until the End of Time” pone il sigillo su una piccola perla sonora che questo duo è riuscito a creare con meticolosa cura e passionalità. A costo di essere ripetitivi: nulla di nuovo o particolarmente originale, ma davanti a tanta goduria uditiva non si può che rimanerne piacevolmente rapiti.
Debutto davvero significativo per questo duo che promette davvero faville se continuerà a lavorare così bene. Seguiteli!!!

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