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Dopo una lunga attesa pubblicano il loro quarto album gli olandesi Caedere Dopo una lunga attesa pubblicano il loro quarto album gli olandesi Caedere Hot

Dopo una lunga attesa pubblicano il loro quarto album gli olandesi Caedere

recensioni

gruppo
titolo
Eighty Years' War (Dutch War of Independence)
etichetta
Via Nocturna
Anno

PROVENIENZA: Paesi Bassi 

GENERE: Technical/Brutal Death Metal 

FFO: Deeds of Flesh, Skinless, Malevolent Creation, Dying Fetus, Aborted 

LINE UP: 
Michiel Lankhorst - vocals 
Niels Ottink - guitars 
Thomas Luijken - guitars 
Joey Veerbeek - bass 
Michiel van der Plicht - drums (session) 

TRACKLIST: 
1. Iconoclasm [03:37] 
2. Inquisition [03:07] 
3. Council of Blood [05:31] 
4. The Siege (of Long Breath) [07:07] 
5. War & Sorrow [01:34] 
6. Sea Beggars [05:06] =ASCOLTA= 
7. Divine Power of Kings [04:50] 
8. The Seven Provinces [06:36] 

Running time: 37:28 

opinioni autore

 
Dopo una lunga attesa pubblicano il loro quarto album gli olandesi Caedere 2022-01-11 19:21:05 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    11 Gennaio, 2022
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Continuiamo l'opera di recupero di dischi usciti durante la scorsa annata con il quarto album degli olandesi Caedere, band Technical/Brutal Death attiva sin dalla fine degli anni '90, ma che - diciamo - si è sempre presa il suo tempo per rilasciare nuovi album. Come detto, "Eighty Years' War (Dutch War of Independence)" è solo il quarto album per la band di Haaksbergen ed arriva dopo ben sette anni dal predecessore "The Lost Conveyance". Licenziato da Via Nocturna, "Eighty Years' War" è un concept sulla Guerra d'Indipendenza olandese ed i tumulti religiosi avvenuti in quelle terre tra il 1568 ed il 1648; un concept storico dunque, affrontato dalla band olandese con un sound che mischia alla perfezione tecnica e brutalità (Skinless, Deeds of Flesh, Aborted sono sicuramente tra le massime influenze per i Nostri). Particolarità di "Eighty Years' War" è che è stato registrato con ancora la formazione del 2020, con quindi il membro fondatore Michiel Lankhorst al microfono (sostituito nel 2020 da Ben de Graaff dei Phlebotomized) e senza batterista, con i compiti dati al session Michiel van der Plicht (Pestilence, ex-God Dethroned, ex-Prostitute Disfigurement). Tra blast beat di violenza inaudita ("Inquisition", "Sea Baggars"), pesantissimi rallentamenti ("Council of Blood") e non pochi passaggi tecnicamente ineccepibili, i Caedere ci portano per mano in un periodo sanguinoso nella storia della loro terra d'origine con un lotto di brani a cui il termine che maggiormente si addice è sicuramente "spietati"; delle doti dietro le pelli di van der Plicht ovviamente quasi non ce n'è bisogno di parlarne, ma va però messo l'accento sul canto del cigno di Michiel Lankhorst alla voce, autore di una prestazione magistrale a nostro avviso, e sull'incredibile lavoro della coppia d'asce Ottink/Luijken.
Dopo un lavoro ben al di sopra di una semplice sufficienza come come questo "Eighty Years' War", ci si chiede se i Caedere adesso ci faranno aspettare di nuovo molti anni prima di tornare con un nuovo disco. Dato che siamo sprovvisti di sfera di cristallo, possiamo giusto consigliare agli amanti della frangia più tecnica del Brutal Death di accaparrarsi una copia di questo disco: troverete pane per i vostri denti.

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