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Magnum: grazia e stile inossidabili. Magnum: grazia e stile inossidabili. Hot

Magnum: grazia e stile inossidabili.

recensioni

gruppo
titolo
“The Monster Roars”
etichetta
Steamhammer/SPV
Anno

Line-Up:
Tony Clarkin – Guitars
Bob Catley – Vocals
Rick Benton – Keyboards
Dennis Ward – Bass
Lee Morris – Drums

Tracklist:
1. The Monster Roars - 3:57
2. Remember - 5:05
3. All You Believe In - 5:01
4. I Won't Let You Down - 3:57
5. The Present Not The Past - 5:27
6. No Steppin' Stones - 3:57
7. That Freedom Word - 4:52
8. Your Blood Is Violence - 6:44
9. Walk The Silent Hours - 4:51
10. The Day After The Night Before - 4:23
11. Come Holy Men - 5:01
12. Can't Buy Yourself Heaven - 5:00

opinioni autore

 
Magnum: grazia e stile inossidabili. 2022-01-14 18:38:10 Corrado Franceschini
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Corrado Franceschini    14 Gennaio, 2022
Ultimo aggiornamento: 14 Gennaio, 2022
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L’appuntamento con gli inglesi Magnum (nati nel 1972 a Birmingham N.d.A.) si rinnova anche per quest’anno 2022. Il nuovo lavoro “The Monster Roars” presenta alcune piccole novità a partire dalla copertina in cui, al posto del solito disegno di Rodney Matthews, troviamo uno scatto fotografico di Rob Barrow: fratello dell’ex bassista della band Al Barrow. Anche i testi hanno subito qualche cambiamento visto che stavolta, in molti casi, si è preferito trattare argomenti più aderenti alla vita reale. Ultima vera novità è l’entrata in seno al gruppo del bassista americano Dennis Ward, ex-Pink Cream 69. Dal punto di vista musicale la coppia Clarkin/Catley ha consolidato nei decenni un timbro sonoro che è come un marchio di fabbrica riconoscibile; inutile aspettarsi stravolgimenti radicali. “The Monster Roars” contiene dodici tracce ben suonate e ottimamente mixate e masterizzate. La voce di Bob Catley è un poco appannata dallo scorrere del tempo, ma fa ancora la sua bella figura. Tony Clarkin si abbandona poche volte ai soli di chitarra e, quando li esegue, sono quasi sempre di una semplicità disarmante ma il suo apporto in fase di costruzione dei pezzi e dei riff portanti, non si discute. Chi sorregge tutto, e lo fa in maniera magistrale, è il tastierista Rick Benton al quale sono stati affidati grandi spazi di azione sia in fase di tratteggio del ritmo, sia in fase di solismo. Quello che ascolteremo, è oramai chiaro, sarà il solito Hard melodico venato di Pomp e Progressive Rock. Ci sono parecchie canzoni che mantengono un continuum spazio – temporale con gli album precedenti, tanto che sembra siano state scritte come outtakes e rimaste nel cassetto. Sto parlando ad esempio di “I Won’t Let You Down” o “The Present Not The Past”. Ci sono altri brani, invece, che cercano di smarcarsi dai cliches. Questo fatto è più evidente in “All You Believe In” in cui, come suggerisce il foglio del presskit, si è voluto andare a toccare lo stile dei Queen. Devo ammettere che l’operazione è riuscita bene e che il solo di chitarra, suonato alla maniera di Brian May, è veramente bello. L’Hard gioioso e pomposo di “No Steppin’ Stones” mi ha ricordato l’album “Suonare Suonare” della PFM mentre “Walk The Silent Planet” mi ha riportato ai tempi dell’uomo delle stelle (David Bowie N.d.A.). In chiusura di recensione vorrei consigliarvi di ascoltare i tre brani che più mi hanno colpito; “That Freedom World”, “Your Blood Is Violence” e “Come Holy Man”. Al pari di gruppi come AC/DC e i compianti Motorhead, i Magnum, attualmente, non brillano per originalità, ma piacciono per ciò che sono e per ciò che suonano. Teniamoceli stretti.
P.S. l’album, oltre che su CD, è uscito anche in doppio vinile rosso, in box in edizione limitata con tre pezzi in più, e in box con CD, LP e maglia.

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