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Opera Diabolicus: apocalisse in musica Opera Diabolicus: apocalisse in musica Hot

Opera Diabolicus: apocalisse in musica

recensioni

titolo
Death on a Pale Horse
etichetta
Season Of Mist
Anno

TRACKLIST:
1. Listen Everybody
2. Bring Out Your Dead
3. Second Coming
4. Siren's Call
5. Darkest Doom on the Brightest of Days
6. A Song of Detestation
7. Little Sister
8. Night Demon
9. At Nighttime

LINE UP:
Adrian de Crow - Bass
David Grimoire - Guitars, Keyboards

GUESTS & SESSION: 
Mats Levén (ex-Candlemass) - vocals
Snowy Shaw (ex-Mercyful Fate, ex-King Diamond) - vocals, drums
Madeleine Liljestam (Eleine) - vocals on tracks 3, 5
Angelina DelCarmen - vocals on tracks 4, 6, 7, 8, 9
Hangsvart (Abysmal Growls of Despair - vocals on track 5
Andy LaRocque (King Diamond) - guitars on track 3
Michael Denner (ex-King Diamond, ex-Mercyful Fate) - guitars on track 3
Elias Holmlid (Dragonland) - keyboards on track 3
Ronaldo Rodrigues - hammond organ, moog, piano on tracks 2, 4, 6, 7
Nathaniel Wolkstein - violin on track 2
Alexey Kochetkov - violin on track 5
Bettina Jucksch - violin on track 7

opinioni autore

 
Opera Diabolicus: apocalisse in musica 2022-01-15 15:30:55 MASSIMO GIANGREGORIO
voto 
 
5.0
Opinione inserita da MASSIMO GIANGREGORIO    15 Gennaio, 2022
Ultimo aggiornamento: 15 Gennaio, 2022
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Se un giorno ci dovesse davvero essere l'Apocalisse, questo album ne sarebbe la colonna sonora! Mamma mia, questo disco trasuda male da ogni solco, è maligno e malefico in ogni sua nota. Questo duo svedese di Goteborg che aveva esordito nel 2012 con l'album "1614", a distanza di quasi dieci anni riemerge dalle tenebre per regalarci un opera al nero che difficilmente verrà dimenticata per quanto è ben composta e congeniata. E' come se i Dimmu Borgir avessero incontrato il gotha del metallo nero più sinfonico per dare luogo ad una perversa session dalla quale non ne esce vivo nessuno. Già l'opening track ci dà la dimensione di questa band scandinava conterranea degli immensi Candlemass. La cifra artistica è di altissimo livello, con l'utilizzo di strumenti acustici tanto cari alla musica classica - archi, organo a canne e fiati compresi -, intessendo (con l'innesto di cori mastodontici) un intreccio indissolubile e malvagio tra armonia e tonalità cupe conferendo una atmosfera decadente e senza speranza. Quando entra il violino solista, sembra quasi che ci sia il diavolo in persona a suonarlo. E il bello è che è tutto incredibilmente metal e terribilmente gotico, epico con venature Doom! Anche i singers prescelti per l'occasione (prevalentemente Mats Lèven) sono all'altezza della situazione, in cui è da apprezzare il non aver optato per il solito growl o la solita vocina stridula da posseduto, preferendo un cantante dalle caratteristiche da Power Metal (che comunque non disdegna qualche assaggio in grado di far capire che sa cimentarsi anche con quelle tecniche canore, alla bisogna). Per di più, le linee vocali al femminile qua e là sapientemente inserite - Madeleine Liljestam (Eleine) e Angelina Del Carmen (Charetta) - risultano particolarmente gradite, conferendo ancora più pathos al tutto, laddove comunque serpeggia l'impronta del combo del nero castello. Dulcis in fundo, ad impreziosire il tutto appaiono axeman del calibro di Andy La Roque, ed è tutto dire. E' il caso di scomodare i titanici Slayer ed esclamare: "Diabolus in Musica"!

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