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Schizophrenia, ovvero i degni eredi dei Demolition Hammer Schizophrenia, ovvero i degni eredi dei Demolition Hammer Hot

Schizophrenia, ovvero i degni eredi dei Demolition Hammer

recensioni

titolo
Recollections of the Insane
etichetta
Redefining Darkness Records
Anno

PROVENIENZA: Belgio

GENERE: Death/Thrash Metal

TRACKLIST:
1. Divine Immolation =VIDEO=
2. Cranial Disintegration =VIDEO=
3. Sea of Sorrow =ASCOLTA=
4. Monolith
5. Onwards to Fire
6. Souls of Retribution
7. Inside the Walls of Madness
8. Stratified Reality
9. Stratified Realities

LINE-UP:
Ricky Mandozzi - vocals, bass
Romeo Promos Promopoulos - guitars
Marty Van Kerckhoven - guitars
Lorenzo Vissol - drums

opinioni autore

 
Schizophrenia, ovvero i degni eredi dei Demolition Hammer 2022-02-21 15:17:02 Luigi Macera Mascitelli
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Luigi Macera Mascitelli    21 Febbraio, 2022
Ultimo aggiornamento: 21 Febbraio, 2022
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

C'è poco da fare: il talento e l'attitudine li riconosci immediatamente; bastano pochissime note della prima traccia di un disco per rendertene conto. Questo è il caso dei belgi Schizophrenia, quartetto nato solamente nel 2016 ma che ha già attirato su di sé una certa attenzione da parte della community: che si tratti di webzines o semplici ascoltatori, tutti stanno volgendo il loro sguardo verso questa giovane realtà fiamminga che già nel 2020 lasciò ben sperare con un EP clamoroso. Ora, dopo aver ascoltato questo "Recollections of the Insane", album di debutto per Ricky Mandozzi e soci, possiamo dirlo: gli Schizophrenia sono i degni eredi dei Demolition Hammer; fierissimi portavoce di un Death/Thrash violento e feroce come poche cose nella vita che trasuda old school da tutti i pori. Ma per giustificare un'affermazione così importante, ovviamente, non basta certo elogiare il sound proposto che, per inciso, è spettacolare. Ciò che rende il quartetto di Anversa degno di nota è l'insolita quanto inaspettata vena moderna che permea ogni singola traccia. Esattamente come il Death classico sta rivivendo una seconda vita - vedasi i francesi Corrupter di cui vi invitiamo a leggere la nostra recensione -, lo stesso può dirsi per il Death/Thrash. Immaginate di prendere il sound della vecchia scuola Death e Thrash, in particolare Demolition Hammer, Slayer, Morbid Angel e Obituary e poi di rivisitare, o meglio, riproporre il tutto in chiave moderna con un sound fresco, passaggi più articolati - ma MAI pomposi - che di tanto in tanto toccano i lidi del Black Melodico dei Dissection. Infine, ciliegina sulla torta, immaginate tutto questo suonato con un'insolita ed innaturale maestria tecnico-compositiva. Et voilà, il disco capolavoro è servito, pronto a segnare un'importantissima tappa musicale da un lato ed un inizio carriera gloriosissimo dall'altro. E stiamo parlando di gente che non supera i trent'anni di età!
"Recollections of the Insane" è un'opera che non presenta nemmeno una singola pagliuzza di indecisione riuscendo a spaziare a meraviglia senza per questo perdersi in eccessivi orpelli che farebbero scemare l'attenzione. Cosa affatto scontata in un disco Death/Thrash che notoriamente si rifà ad un modo di intendere il Metal piuttosto standard o comunque diretto. Qui invece avviene l'esatto contrario, pur rimanendo al 100% un prodotto che sprizza vecchia scuola da tutti i pori, e ancora non riusciamo a spiegarci come gli Schizophrenia siano riusciti in questa impresa. Se ci avessero fatto ascoltare l'album senza dirci nulla avremmo sicuramente detto che si tratta del nuovo disco dei Demolition Hammer. Ma ciò non è da intendersi come un copia/incolla dei grandi nomi del genere: piuttosto si tratta del proverbiale allievo che supera il maestro; un concentrato di ferocia e violenza pregno di tutti gli insegnamenti dei predecessori ma che alla fine riesce ad emergere con un'identità tutta sua. E ricordiamo ancora che si tratta solo del debutto a fronte di un singolo EP e nient'altro. Tolto il batterista Lorenzo Vissol che milita anche nei Bütcher - realtà comunque giovane con soli due full-length alle spalle - il quartetto è composto da ragazzi praticamente sconosciuti ed alle prime armi. Da qui anche il nostro voto che vuole incoraggiare i Nostri a procedere lungo questa strada appena battuta. Chissà, siamo di fronte a i nuovi portavoce del Death/Thrash di seconda generazione?

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