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Incursed: un epico Viking Metal sempre più dirompente da parte degli spagnoli Incursed: un epico Viking Metal sempre più dirompente da parte degli spagnoli Hot

Incursed: un epico Viking Metal sempre più dirompente da parte degli spagnoli

recensioni

gruppo
titolo
Beskavigin
etichetta
Hellheim Records
Anno

TRACKLIST:
1.1615
2. Baskavigin
3. Who Stole My Beer?
4. The Black Hunter
5. Colossal
6. Eusko Troll Label
7. Into The Curse
8. Patxi Porroi
9. Paganauts
10. Souls On Fire
11 Saltus Eta Ager Part 1: Saltvs Vasconvm
12.Saltus Eta Ager Part 2: Ager Vasconvm                                 

LINE UP:
Lander Lourido – Vocals, guitars
Oier Calvo – Vocals, guitars
Jon Koldo Tera – Vocals, keyboards
Haitz Etxebarria – Bass
Asier Amo – Drums

opinioni autore

 
Incursed: un epico Viking Metal sempre più dirompente da parte degli spagnoli 2022-02-26 17:59:42 Gianni Izzo
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Gianni Izzo    26 Febbraio, 2022
Ultimo aggiornamento: 26 Febbraio, 2022
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Gli spagnoli Incursed tornano alla grande con il disco “Baskavigin”, che sicuramente renderà felici gli amanti del Viking/Folk Metal di stampo nordico, tra Metal estremo e aperture corali in clean. Già mi sono occupato del gruppo negli anni precedenti, e devo dire che ad ogni lavoro ho notato un miglioramento da parte del quintetto di Bilbao. Ancora non mi convincono a pieno quando le clean vocals sono solitarie (ma momenti tali ne troviamo per fortuna molto pochi), questo perché nessuno della band possiede un timbro o un’impostazione da cantante solista che potrebbe reggere troppo senza stancare i momenti più melodici, ma quando partono i cori epici e gli inni da stadio, che si fronteggiano con il possente growling, allora ci lasciamo facilmente sommergere dalla musica degli Incursed. Si inizia con un'intro sinfonica e cinematica in crescendo che esplode con la diretta title-track. Da li in poi si passa tra brani incalzanti come “The Black Hunter”, a quelli dall’incedere marziale come “Colossal”, ad altri più goliardici come “Eusko Troll Label”, fino alla solennità della seconda parte di “Saltus Eta Ager” che in realtà fa parte di una suite di 10 minuti, che in sé riunisce tutte le sfaccettature della band, dalle parti acustiche fino ai blast beat. Poco da ridire, non ci sono brani minori o skippabili questa volta, “Baskavigin” viaggia bene, supportato da una buonissima produzione moderna, e mostra una band sempre più sicura delle proprie possibilità.

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