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Debutto per gli Hellfrost and Fire: Death Metal che più "vecchio" non si può Debutto per gli Hellfrost and Fire: Death Metal che più "vecchio" non si può Hot

Debutto per gli Hellfrost and Fire: Death Metal che più "vecchio" non si può

recensioni

titolo
Fire, Frost and Hell
etichetta
Transcending Obscurity Records
Anno

PROVENIENZA: UK 

GENERE: Death Metal 

FFO: Celtic Frost, Hellhammer, Bolt Thrower, Benediction, Warlord UK 

LINE UP: 
Dave Ingram - vocals 
Rick DeMusis - guitars, bass 
Travis Ruvo - drums 

Scott Fairfax - guitar solos 

TRACKLIST: 
1. Legion of Hellfrost and Fire [05:15] =ASCOLTA= 
2. Black Secrets in the Splintering Walls [03:20] =ASCOLTA= 
3. Across the Bridge of Tyrants [04:21] =ASCOLTA= 
4. Meridian's Acquisition [02:43] 
5. The Lost King and the Heir Apparent [04:33] 
6. A Crown of Conquest [03:37] 
7. Debris Wrought from Winter [03:40] =ASCOLTA= 
8. Sonance of the Swords [05:44] 
9. Throne of Infinite Illusion [03:17] 
10. Within and Without the Emperor's Frontier [04:45] 

Running time: 41:15 

opinioni autore

 
Debutto per gli Hellfrost and Fire: Death Metal che più "vecchio" non si può 2022-03-18 16:31:05 Daniele Ogre
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    18 Marzo, 2022
Ultimo aggiornamento: 18 Marzo, 2022
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

E dire che quest'album è pronto da tre anni... E' impossibile non chiedersi come sia possibile che sia dovuto passare questo lasso di tempo prima che una label - Transcending Obscurity Records in questo caso - prendesse in carico la produzione di quello che è uno dei migliori album old school Death Metal degli ultimi anni! Stiamo parlando di "Fire, Frost and Hell", debut album degli Hellfrost and Fire, side project di una leggenda vivente del Death Metal made in UK, un cantante che non bisogno di presentazioni: mr. Dave Ingram, che per l'occasione si fa accompagnare dal chitarrista/bassista Rick DeMusis e dal batterista Travis Ruvo (già con Dave negli Echelon), con l'aggiunta di un ospite "fisso" nella persone di Scott Fairfax (Memoriam, Massacre, As the World Dies) ad occuparsi dei solo. Basta guardare il nome della band, il titolo dell'album e la lunghezza dei titoli delle singole canzoni per capire quali siano i due gruppi che maggiormente vengono "omaggiati" in questa opera prima del combo con base britannica: Celtic Frost e Hellhammer. C'è molto di queste due leggendarie bands svizzere nel sound molto, MOLTO vintage degli Hellfrost and Fire, unito comunque ad un classico 'background britannico' (Bolt Thrower, gli stessi Benediction, Warlord UK...). Cercate qualcosa che sia al passo coi tempi? L'indirizzo degli Hellfrost and Fire è quello sbagliato: il sound è un concentrato di Death Metal della primissima ora, granitico, feroce... anzi, più che feroce potremmo dire semplicemente incazzato nero! Una valanga continua di riff rocciosi senza soluzione di continuità abbinati ad una batteria in modalità Infantry Tank Mk IV "Churchill" (tradotto: un carro armato!), con i soli di Fairfax chiamati a dare quel breve senso di melodia (sort of...). Non esiste alcun tipo di evoluzione qua, solo un sound talmente vecchio da far sembrare persino i Bolt Thrower una band moderna; ma soprattutto un album come "Fire, Frost and Hell" che è maledettamente divertente! Una volta premuto il tasto play sarà impossibile staccarsene e mettere in seria difficoltà il proprio collo con un headbanging continuo dalle prime note di "Legion of Hellfrost and Fire" fino alle conclusive di "Within and Without the Emperor's Frontier", passando per "Black Secrets in the Splintering Walls" e la assolutamente esaltante "The Lost King and the Heir Apparent", o la preferita del sottoscritto "Debris Wrought from Winter". Sgraziato, grezzo, primitivo... Questi termini nel caso di "Fire. Frost and Hell" vanno presi come dei complimenti: grazie agli Hellfrost and Fire" abbiamo qui, come dicevamo, uno dei migliori e più esaltanti album old school Death degli ultimi anni.

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