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Lutharö: finalmente il full-length, ma ci lascia un po' di amaro in bocca  Lutharö: finalmente il full-length, ma ci lascia un po' di amaro in bocca Hot

 Lutharö: finalmente il full-length, ma ci lascia un po' di amaro in bocca

recensioni

gruppo
titolo
Hiraeth
etichetta
Autoproduzione
Anno

TRACKLIST:
1. Introspection 1
2. To Kill Or To Crave
3. What Sleeps In Your Mind
4. Phantom
5. Worship Your Path
6. Hopeless Abandonment
7. Valley Of The Cursed
8. In Silence We Reign
9. Eclipse
10. Lost In A Soul

LINE UP:
Krista Shipperbottom – Vocals
Victor Bucur – Guitars, Vocals
John Raposo ­ Guitars
Duval Gabraiel – Drums
Chris Pacey – Bass

opinioni autore

 
Lutharö: finalmente il full-length, ma ci lascia un po' di amaro in bocca 2022-03-19 11:27:20 Gianni Izzo
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Gianni Izzo    19 Marzo, 2022
Ultimo aggiornamento: 19 Marzo, 2022
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Primo full-length dei canadesi Lutharö, che arriva dopo tre EP, ad otto anni dalla fondazione del gruppo, perlomeno sotto questo moniker, perché la prima fase della band risale al 2012 quando si facevano chiamare ancora Incarnadine, che poi usarono come titolo per il primo EP, cambiando il proprio nome in quello di oggi. Mi sono imbattuto nei Lutharö nel 2020, recensendo in modo molto positivo il loro EP “Wings Of Agony”: immaginateli come un misto tra Arch Enemy, ma non quelli alla canna del gas, e The Agonist, che poi sono le due band che accomunano la cantante Alissa White-Gluz, a cui immagino si ispiri anche la vocalist della band, Krista Shipperbottom.
I Lutharö del 2021, per la prima volta alle prese con un full-length, non sono malaccio, ma sulla lunga distanza, per quel che mi riguarda, non sembrano reggere come nel lavoro precedente. Intendiamoci, i musicisti sono tecnicamente ineccepibili, e le canzoni incamerano il meglio che ci si possa aspettare tra Melodic Death Svedese tecnico, ed un Hardcore non scontato: twin guitars, ritmiche serrate, melodie, riff taglienti, breakdown improvvisi, se dovessimo valutare “Hiraeth” solo per questo saremmo vicini al voto massimo, perché strumentalmente funziona tutto. Sono le clean vocals della Shipperbottom che questa volta vanno a corrente alternata. Non so se su “Wings Of Agony”, essendoci meno materiale, era tutto meglio dosato, ma qui mi sembra che i Lutharö abbiano fin troppo esagerato con le clean vocals, anch’esse mai banali, ma dopo le buone prove su “To Kill Or To Crave” e “What Sleeps In Your Mind”, si ha la sensazione che indeboliscano il più delle volte i brani invece di esaltarne la bellezza. Inoltre anche la prestazione propriamente tecnica in clean della vocalist non è quella che ho sentito sul precedente CD, ed a questo punto non so se ci fosse più aiuto all’epoca da parte dell'altro singer, il chitarrista Victor Bucur o meno, rimane il fatto che la voce di Krista, perfetta negli screaming ed in generale, in ogni parte del canto estremo, perda grinta ogni volta che punta alle clean, troppo acute in alcuni momenti da farle risultare esili per supportare l’ottimo lavoro fatto dagli altri strumentisti. Peccato, perché la verità è che qui ci sono continui ottimi spunti, dall’epicità di “Valley Of The Cursed” alle sinistre contorsioni tecniche di “In Silence We Reign”, fino all’ultima ottima “Lost In A Soul”. Se fosse stato cantato tutto in screaming, o se fosse stato dosato meglio il lato melodico, “Hiraeth” avrebbe avuto un valore aggiunto e se la sarebbe giocata su voti ottimi, così tentenniamo, sicuramente sufficiente, ma con un po’ di amaro in bocca.

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