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Un grandioso come back per i mortiferi death metallers Father Befouled Un grandioso come back per i mortiferi death metallers Father Befouled Hot

Un grandioso come back per i mortiferi death metallers Father Befouled

recensioni

titolo
Crowned in Veneficum
etichetta
Everlasting Spew Records
Anno

PROVENIENZA: USA 

GENERE: Death Metal 

FFO: Incantation, Immolation, Dead Congregation, early Paradise Lost, Cruciamentum 

LINE UP: 
Justin Stubbs - vocals, guitars 
Derrik Goulding - guitars 
Rhys Spencer - bass 
Amos Rifkin - drums 

TRACKLIST: 
1. Unheavenly Catechesis [04:13] =ASCOLTA= 
2. Salivating Faithlessness [03:22] =ASCOLTA= 
3. Dethroned Enslavement [04:16] 
4. His Throne Decayed [03:07] 
5. Miasmas of Sodom [05:39] 
6. Katabatic Deliverance [04:48] =ASCOLTA= 
7. Enlightenment of Torture [03:39] 
8. Euphoria of Accepted Suffering [00:38] 
9. Utter Abomination [06:29] 

Running time: 36:11 

opinioni autore

 
Un grandioso come back per i mortiferi death metallers Father Befouled 2022-03-25 17:04:26 Daniele Ogre
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    25 Marzo, 2022
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Abbiamo in passato - anche quello recente - detto di come Everlasting Spew Records avesse un talento naturale nello scoprire nuove bands (il primo nome che ci viene in mente è quello dei fenomenali Engulfed); questa volta la label lombarda ha però operato un colpo da 90, andando a mettere sotto contratto dei veterani della scena Death Metal statunitense, considerati tra i nomi di punti dell'underground più violento e pesante: i Father Befouled. Il quartetto di Atlanta guidato come sempre dal cantante/chitarrista Justin Stubbs - che negli ultimi tempi abbiamo visto all'opera anche con Encoffination ed Occulsed - rilascia oggi tramite l'etichetta lombarda "Crowned in Veneficum", quello che è il loro quinto album in una carriera costellata anche da un gran numero di Split. Chi già conosce l'operato del combo proveniente dallo stato della Georgia, saprà già che cosa si ritroverà di fronte: i Nostri infatti sono uno di quei gruppi sempre costantemente fedeli al loro sound, fatto in questo caso di un Death Metal sulfureo e cavernoso che vede in mostri sacri come Incantation ed Immolation i capisaldi d'influenze ben marcate. Un disco che tra repentine accelerazioni e pachidermici passaggi Doom - con rimandi ai primi lavori dei Paradise Lost in primis - riesce a catturare l'attenzione sin dalle prime note delle roboante opening track "Unheavenly Catechesis" e che lascia già un enorme senso di soddisfazione con la seguente "Salivating Faithlessness", a nostro avviso il miglio brano del lotto. Le cavernose vocals di Stubbs si stagliano come un monolite di kubrickiana memoria che si poggia su di un riffingwork granitico ed ossessivo e, soprattutto, su una sezione ritmica formata dal pulsante basso di Rhys Spencer e dalle scosse sismiche provocate dal drumming della new entry (rispetto al precedente album "Desolate Gods") Amos Rifkin, compare di mr. Stubbs negli Encoffination. Non sapremmo definire in altro modo i pezzi che compongono "Crowned in Veneficum" se non come nove monoliti, compresa la breve ed inquietante aria atmosferica di "Euphoria of Accepted Suffering", che fa da prologo alla massiccia "Utter Abomination". "Crowned in Veneficum" è semplicemente un album letale, un disco mortifero, venefico - aggettivo quanto mai azzeccato - che saprà conquistare da subito gli amanti del Death Metal più cupo, sulfureo e pesante. Trentasei minuti da ascoltare tutto d'un fiato: bentornati!

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