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Ottima prova degli svedesi Grand Harvest nel loro primo full-length Ottima prova degli svedesi Grand Harvest nel loro primo full-length Hot

Ottima prova degli svedesi Grand Harvest nel loro primo full-length

recensioni

titolo
Consummatum Est
etichetta
Messor Grandis Productions
Anno

PROVENIENZA: Svezia 

GENERE: Death/Doom Metal 

FFO: My Dying Bride, early Paradise Lost, early Anathema, Novembers Doom, early Katatonia 

LINE UP: 
Dr. Häll – vocals 
F.S. – guitars 
A.L. – guitars 
N.N. – bass, vocals 
R.M. – drums 

TRACKLIST: 
1. Sol Maledictor [06:16] 
2. The Harrow [05:24] 
3. No Paler a Horse [07:15] 
4. As the Vultures Descend [04:42] 
5. Crowns to Ashes - Thrones to Dust [04:42] =ASCOLTA= 
6. My Desolate Sea [07:05] 
7. Fatehammer [04:49] =ASCOLTA= 
8. In Memoriam - Magnus Invictus [00:27] 
9. Consummatum Est [08:21] 

Running time: 50:30 

opinioni autore

 
Ottima prova degli svedesi Grand Harvest nel loro primo full-length 2022-03-29 13:52:51 Daniele Ogre
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    29 Marzo, 2022
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Tagliano il traguardo del primo album gli svedesi Grand Harvest, Death/Doom band proveniente da quel di Malmö che nella sua finora breve carriera è riuscita a farsi notare non poco dagli addetti ai lavori, tanto da essere additati da Martin Carlsson del celebre magazine Sweden Rock (uno dei più importanti di Svezia) come "una delle bands più sottovalutate oggi". E per chi non ha avuto modo di ascoltare prima il quintetto scandinavo, potrà oggi rendersi conto del perché di quelle parole grazie a "Consummatum Est", primo full-length - come dicevamo - dei Grand Harvest licenziato da Messor Grandis Productions. Nove grandiosi tracce di Death/Doom che trae ispirazione dalle sonorità e dalle atmosfere di grandi nomi del passato: ci riferiamo soprattutto ai primi lavori di gente come My Dying Bride, Paradise Lost, Anathema o Katatonia; un Death/Doom dalle atmosfere plumbee e con sapienti melodie che rendono ancor più scorrevole l'ascolto di quanto già non sia, il tutto ammantato da un'aura maligna e luciferina che si riversa nelle liriche: il primo esempio lo abbiamo subito con la parte centrale in latino dell'opening track "Sol Maledictor". Pregio maggiore dei Grand Harvest è però quello di dare una maggiore eterogeneità al loro lavoro: basti prendere le furiose accelerazioni di "The Harrow", ma è solo uno degli esempi. Comunque sia, ciò che risalta maggiormente in "Consummatum Est" - oltre al chirurgico drumming di R.M. - è l'eccelso lavoro delle due asce, F.S. ed A.L., capaci d'imprimere ora un ritmo feroce, tagliente e forsennato, ora tristi melodie ed atmosfere cupe maggiormente vicine all'operato dei My Dying Bride. Il debut album dei Grand Harvest è, senza girarci tanto attorno, una delle maggiori sorprese che potrete trovare in tutta quest'annata metallica; complice anche una produzione sontuosa, "Consummatum Est" è un album che si ascolta tutto d'un fiato: rabbioso quanto malinconico, granitico quanto melodico, ascoltarlo è come ritrovarsi in una corsa di 50 minuti su un ottovolante. Qualche tempo fa, come dicevamo, fu detto di loro che erano troppo sottovalutati: con questa prima opera su lunga distanza la scalata dei Grand Harvest sembra essere cominciata; potrà essere magari lenta, ma non c'è limite a nostro avviso su dove i Nostri possano arrivare

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