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Dopo venticinque anni tornano a farsi sentire gli svedesi Eucharist Dopo venticinque anni tornano a farsi sentire gli svedesi Eucharist Hot

Dopo venticinque anni tornano a farsi sentire gli svedesi Eucharist

recensioni

gruppo
titolo
I Am the Void
etichetta
Helter Skelter Productions
Anno

PROVENIENZA: Svezia 

GENERE: Melodic Black/Death Metal 

FFO: Necrophobic, Dark Funeral, Naglfar, Dissection, Sacramentum 

LINE UP: 
Markus Johnsson - vocals, guitars 
Simon "BloodHammer" Schilling - drums 

TRACKLIST: 
1. Shadows [06:02] =ASCOLTA= 
2. A Vast Land of Eternal Night [04:53] 
3. Goddes of Filth (Tlazolteotl) [06:33] 
4. In the Blaze of the Blood Red Moon [07:27] 
5. Mistress of Nightmares [04:47] =ASCOLTA= 
6. Queen of Hades [06:33] 
7. Nexion [05:12] 
8. Where the Sinister Dwell [05:03] 
9. In the Heart of Infinity [07:42] 
10. Lilith [04:49] 
11. Darkness Divine [07:42] 
12. I Am the Void [09:36] =VIDEO= 

Running time: 1:16:19 

opinioni autore

 
Dopo venticinque anni tornano a farsi sentire gli svedesi Eucharist 2022-03-31 13:51:15 Daniele Ogre
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    31 Marzo, 2022
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Venticinque anni. Questo è il tempo intercorso tra "Mirrorworld" e questo "I Am the Void", disco che segna il ritorno (definitivo?, chissà) degli Echaurist, band svedese che negli anni '90 non ha probabilmente raccolto quanto avrebbe meritato con due dischi meravigliosi come il già citato "Mirrorworld" ed il debut album "A Velvet Creation". Ma è pur vero che i Nostri hanno avuto una carriera attanagliata da cambi di line up, scioglimenti, pause, reunion brevi o meno (ma comunque quasi sempre improduttive), fino a quella che ad oggi è la reunion finale iniziata nel 2015, ma che ha visto l'anno dopo abbandonare lo storico batterista Daniel Erlandsson (Arch Enemy, ex-Brujeria, ex-Carcas... un signore che ha ben poco bisogno di presentazioni); va da sé, è rimasto il solo cantante/chitarrista Markus Johnsson ad occuparsi di tutto, affidandosi per la batteria ad un altro drummer esperto come Simon "BloodHammer" Schilling (Marduk, Panzerchrist, ex-Belphegor, ex-Paragon Belial). Licenziato da Helter Skelter Productions (sussidiaria di Regain Records), "I Am the Void" è dunque il terzo album per l'act scandinavo, anche se - in caso si conoscano i due lavori precedenti - sembra di essere di fronte al primo album di una band totalmente nuova; se gli Eucharist degli anni '90 erano dediti ad un Progressive Death Metal che strizzava l'occhio non poco al Melodic Death di At the Gates ed In Flames, oggi il focus di Johnsson si è spostato totalmente verso un Black/Death che ha rimandi soprattutto verso il versante della Nera Fiamma (Naglfar, Necrophobic, Dark Funeral, Dissection...), cosa che, pensandoci, dopo due decadi e mezzo ci può stare. Il problema è che comunque non si riesce a non raffrontare il passato con il presente: mentre illo tempore la peculiarità degli Eucharist era un comparto musicale irregolare, melodico ed altamente tecnico, che sapeva colpire e sorprendere come pochi, oggi la proposta della creatura di Markus Johnsson è fin troppo regolare e simile a quella di centinaia di altre bands; una certa ripetitività di riff e soluzioni può alla lunga risultare noiosa, complici anche, ovviamente, il gran numero di brani e l'elevatissima durata totale (oltre un'ora e 1/4), seppur con qualche episodio sufficientemente riuscito come "Goddes of Filth (Tlazolteotl)" o il singolo "Mistress of Nightmares", come anche "Lilith", che è probabilmente il brano migliore dell'intero lotto. Nel complesso, ci sentiamo di dare a "I Am the Void" una sufficienza piena, ma più per il valore dell'album in sé per la valenza che può avere nell'essere il ritorno di una vecchia gloria come gli Eucharist, che avrebbe in passato meritato di più.

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