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Di sicuro soddisfacente il secondo album degli australiani Golgothan Remains Di sicuro soddisfacente il secondo album degli australiani Golgothan Remains Hot

Di sicuro soddisfacente il secondo album degli australiani Golgothan Remains

recensioni

titolo
Adorned in Ruin
etichetta
Sentient Ruin Laboratories
Anno

PROVENIENZA: Australia 

GENERE: Death Metal 

FFO: Immolation, Incantation, Dead Congregation, Suffering Hour, Ulcerate 

LINE UP: 
Matthieu Van der Brande - vocals 
Matt Hillman - guitars 
Adam Martin - bass 
Aled Powell - drums 

TRACKLIST: 
1. Veneration of Carnal Blasphemy [04:08] =ASCOLTA= 
2. A Shrouded Longing for Promethean Fire [04:24] 
3. Wandering Through Chambers of Deathlike Void [04:38] 
4. Opulent Incarnation of Persevering Torment [04:14] 
5. The Malign Hordes of Abhorrence [04:28] 
6. Forgotten Lores of Hatred and Bloodshed [04:57] =ASCOLTA= 
7. …Of Morbid Blood and Serpent Skins [03:20] 
8. Void II: Towards the Joyless Elysium [01:29] 
9. On Lifeless Wings of Malice [05:55] 

Running time: 37:33 

opinioni autore

 
Di sicuro soddisfacente il secondo album degli australiani Golgothan Remains 2022-04-05 14:10:50 Daniele Ogre
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    05 Aprile, 2022
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Una delle cose migliori di scrivere per una webzine è quella di scoprire molte nuove realtà interessanti che altrimenti sarebbero potute passare inosservate, andando poi a recuperare, come in questo caso, anche il materiale precedente; ci riferiamo in questa sede agli australiani Golgothan Remains, quartetto proveniente da Sidney che dopo un ottimo primo album ("Perverse Offerings to the Void", uscito indipendente nel 2018 e su Sentient Ruin Laboratories nel 2019), torna a quattro anni di distanza sempre per Sentient Ruin Laboratories (e Brilliant Emperor Records per il formato MC) con il secondo full-length "Adorned in Ruin": poco meno di 40 minuti di Death Metal tetragono, monolitico, in cui si può notare come i Nostri abbiano fatti loro gli insegnamenti di gente come Immolation ed Incantation, ma anche Suffering Hour e Dead Congregation per le continue sferzate Blackened Death che danno un'aura ancor più malsana e maligna al loro operato. Il riffingwork serrato ed il drumming forsennato potrebbero lasciar facilmente intendere che i Golgothan Remains siano votati alla più becera e primordiale violenza sonora, cosa non del tutto vera: ok che il leitmotiv di "Adorned in Ruin" è un attacco frontale che mette in risalto l'attitudine violenta - musicalmente parlando - dei Nostri, ma alcuni passaggi come in "Wandering Through Chambers of Deathlike Void" o l'incipit della seguente "Opulent Incarnation of Persevering Torment" lasciano intravedere spiragli che rimandano anche ad Ulcerate o Deathspell Omega, con arpeggi che da un lato danno un macabro accenno di melodia, ma dall'altro risultano essere anche tra i momenti più inquietanti dell'album. Un album che ha come fondamenta i due maestosi singoli "Veneration of Carnal Blasphemy" e "Forgotten Lores of Hatred and Bloodshed", su cui poggiano come pilastri i restanti brani della tracklist, attorno cui viene costruita una struttura fatta di muraglie sonore che paiono inaccessibili. Ed a contribuire a ciò ci si mette anche la buonissima prova vocale di Matthieu Van den Brande, capace di passare da un growl cavernoso a screaming ferali, fino ad affascinanti parti spoken (in francese) come nella già citata "Wandering Through Chambers of Deathlike Void". Insomma, per i fans delle bands succitate la scoperta di una band come i Golgothan Remains potrà essere una sorpresa più che piacevole: "Adorned in Ruins" si candida senza il minimo problema ad essere tra i migliori lavori dell'underground estremo di quest'annata.

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