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Böllverk, troppo eterogenei Böllverk, troppo eterogenei Hot

Böllverk, troppo eterogenei

recensioni

gruppo
titolo
"Heading for the crown"
etichetta
Autoproduzione
Anno

TRACKLIST:
1. Ask the angel, listen to the devil
2. Let's ride till dawn
3. Good morning rock'n'roll
4. Heading for the crown
5. The 7th no (Is a KO)
6. Master of thunder
7. Live fast
8. Next level of service
9. Someday we will die

LINE-UP:
Svenja – Vocals
Zahn - Guitars, Vocals
Raphi – Guitars
Tim – Bass
Angelo - Drums

opinioni autore

 
Böllverk, troppo eterogenei 2022-04-18 09:35:27 Ninni Cangiano
voto 
 
2.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    18 Aprile, 2022
Ultimo aggiornamento: 18 Aprile, 2022
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Non ho mai apprezzato i gruppi che suonano musica troppo eterogenea all’interno di un disco ed i tedeschi Böllverk rientrano tra questi. Ma andiamo per gradi. La band viene formata nel 2018 da tre amici, i due chitarristi Raphi e Zahn (anche singer) ed il batterista Markus; una volta completata la formazione con l’arrivo del bassista Sense, la band registra l’EP “Let’s ride till dawn” nel 2020. Alcuni cambiamenti nella formazione, con l’arrivo della validissima vocalist Svenja, del bassista Tim e del batterista Angelo, portano poi alla realizzazione del debut album, questo “Heading for the crown”, registrato con Rolf Munkes (Crematory) negli Empire Studio e uscito in autoproduzione ad aprile 2022. L’album, dotato di piacevole artwork realizzato dall’artista Basti Kraus, è composto da nove tracce per una durata totale di poco inferiore ai 3/4 d’ora. Come dicevo in precedenza, la caratteristica principale di questo disco è l’eterogeneità; ogni canzone è diversa dall’altra, spaziando anche tra diversi tipi di sound, seppur riconducibili tutti alla tradizione dell’Heavy Metal. Ecco, ad esempio, che l’opener “Ask the angel, listen to the devil” strizza l’occhio al Power Metal, mentre subito dopo con “Let’s ride till dawn” ci si avvicina allo Speed Metal, per finire a “Good morning rock'n'roll” che omaggia palesemente (per non usare il verbo “copiare”) i Motörhead con il singer Zahn che imita il mitico Lemmy. E tutto il disco andrà avanti con questo atteggiamento ondivago nel sound; “Live fast”, ad esempio, sembra quasi Country all’inizio, ma poi le chitarre elettriche e la voce sporca e graffiante di Zahn riportano il pezzo su coordinate che ricordano parecchio l’Hard Rock made in USA. Ed alla lunga, tutte queste differenze finiscono per essere troppe ed esagerate e stancano abbondantemente; anche le due voci così diverse tra loro e contrapposte finiscono per essere un’arma a doppio taglio. Cerco di spiegarmi meglio: se Svenja è sicuramente una bravissima cantante, dotata anche di versatilità e della giusta energia ed aggressività, di contro la voce di Zahn è spesso monotona ed in grado di assicurare solo e soltanto un approccio graffiante che, detta sinceramente, sarebbe molto più apprezzabile se limitato esclusivamente al ruolo di backing vocals. Il musicista, infatti, se la cava molto meglio con la sua chitarra con la quale, unitamente al suo amico Raphi, regala parti soliste spesso davvero piacevoli. I Böllverk, insomma, devono migliorare parecchio nel songwriting e scegliere definitivamente una strada da percorrere con convinzione, perché questo “Heading for the crown” è troppo eterogeneo e finisce per risultare poco compatto e decisamente poco convincente. Ciò nonostante, prese singolarmente, le varie composizioni non sono niente male e permettono alla band tedesca di avvicinarsi e sfiorare la sufficienza.

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