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Ancora una buonissima prova per i deathsters newyorchesi Undeath Ancora una buonissima prova per i deathsters newyorchesi Undeath Hot

Ancora una buonissima prova per i deathsters newyorchesi Undeath

recensioni

gruppo
titolo
It's Time... to Rise from the Grave
etichetta
Prosthetic Records
Anno

PROVENIENZA: USA 

GENERE: Death Metal 

FFO: Cannibal Corpse, Tomb Mold, Cerebral Rot, Undergang, Incantation 

LINE UP: 
Alexander Jones - vocals 
Jared Welch - guitars 
Kyle Beam - guitars 
Tommy Wall - bass 
Matt Browning - drums 

TRACKLIST: 
1. Fiend for Corpses [03:19] 
2. Defiled Again [03:15] =VIDEO= 
3. Rise from the Grave [03:35] =VIDEO= 
4. Necrobionics [03:31] =ASCOLTA= 
5. Enhancing the Dead [03:55] 
6. The Funeral Within [03:45] 
7. Head Splattered in Seven Ways [03:49] =VIDEO= 
8. Human Chandelier [03:53] 
9. Bone Wrought [02:38] 
10. Trampled Headstones [03:58] 

Running time: 35:38 

opinioni autore

 
Ancora una buonissima prova per i deathsters newyorchesi Undeath 2022-04-25 16:41:04 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    25 Aprile, 2022
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Sembrano essere nati per bruciare le tappe gli Undeath, quintetto proveniente da Rochester nello stato di New York formatosi nel 2018 e che dopo un paio di demo ed un live album ha lanciato un primo full-length che ha acceso non poco i riflettori su di loro ("Lesions of a Different Kind", uscito nell'ottobre 2020 su Prosthetic Records). Ed a due anni di distanza sempre per Prosthetic arriva "It's Time... to Rise from the Grave", secondo album che certifica ulteriormente la solidità della proposta dei deathsters statunitensi. Fortemente devoti soprattutto ai Cannibal Corpse del medio periodo - quelli dei primi lavori con Big George alla voce insomma -, gli Undeath ci regalano una seconda opera che come il predecessore risulta essere compatta e quadrata, in cui, a quanto sembra, ai Nostri sembra non piacere alcuna perdita di tempo: dieci brani che nemmeno raggiungono i 4 minuti di durata che passano violenti e ferali come un tornado, distruggendo qualsiasi cosa gli si pari davanti. Il tutto "affinato" - per modo di dire - da una tecnica individuale dei musicisti da non sottovalutare, senza contare la rimarchevole ispirazione del riffingwork: non brilleranno per originalità ok, ma è innegabile come il lavoro di Kyle Beam e Jared Welch colpisca nella propria semplicità, con una cascata di riffoni Death Metal che procedono inarrestabili per tutti i 35 minuti dell'album, coadiuvati da una sezione ritmica tellurica e ricca di pesantissimo groove. "It's Time... to Rise from the Grave" è, riassumendo il tutto, un lavoro solido che saprà soddisfare gli amanti dello US Death Metal più duro grazie a dieci brani tutti di pregevole fattura, ma da cui emergono soprattutto la cavalcata di "Rise from the Grave" e l'innata potenza di "Defiled Again" e "Bone Wrought" con le sue ritmiche spacca collo. Con questo loro secondo album gli Undeath dimostrano perché - a nostro avviso - siano maggiormente meritevoli d'essere tenuti d'occhio rispetto a colleghi altrettanto giovani ma anche decisamente sopravvalutati (e sì, ci riferiamo ai Sanguisugabogg).

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