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Debutto interessante ma ancora acerbo per i portoghesi Downfall Of Mankind Debutto interessante ma ancora acerbo per i portoghesi Downfall Of Mankind Hot

Debutto interessante ma ancora acerbo per i portoghesi Downfall Of Mankind

recensioni

titolo
Vile Birth
etichetta
Lacerated Enemy Records
Anno

PROVENIENZA: Portogallo

GENERE: Slam/Symphonic Deathcore

TRACKLIST:
1. Beneath the aftermath =VIDEO=
2. Faceless (feat. Caleb Branham of LOWLIFE)
3. Murderous Manifesto
4. Vile Birth (feat. Julian Truchan of Benighted)
5. Altered state of consciousness
6. For I am terror (feat. Kyle Anderson of Brand of sacrifice) =ASCOLTA=
7. Maker's Fvneral
8. Noirceur
9. Divine Slaughter (feat. Luis Dias of Counteractt) =VIDEO=

LINE-UP:
Lucas Bishop - Vocals
Sérgio Páscoa - Guitars
Cláudio Melo - Bass
Artur Baptista - Guitars
Oier Cacho - Drums

opinioni autore

 
Debutto interessante ma ancora acerbo per i portoghesi Downfall Of Mankind 2022-05-02 15:51:34 Luigi Macera Mascitelli
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Luigi Macera Mascitelli    02 Mag, 2022
Ultimo aggiornamento: 02 Mag, 2022
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Il trio portoghese Downfall Of Mankind è una realtà giovanissima, nata nel 2019 da membri provenienti dalla scena underground Black e Death del posto. Se da una parte, dunque, il moniker è ai primissimi vagiti, non si può dire lo stesso dei componenti dall'altra, essendo comunque gente che ha un suo background. Logico quindi che questo "Vile Birth", primo full-length della band, sia un disco piuttosto maturo per un gruppo nato solamente tre anni fa. Licenziato da Lacerated Enemy Records - incredibile, un disco Deathcore non prodotto da Unique Leader Records - l'album in questione vuole immediatamente far capire le coordinate stilistiche entro cui inquadrarlo: Deathcore moderno direttamente dalla miglior scuola Mental Cruelty, Lorna Shore e Signs Of The Swarm. Tradotto ulteriormente: bombe atomiche slam intermezzate da bellissime sezioni sinfoniche e melodiche che toccano, di tanto in tanto, anche qualche punta Blackened Death. Tutti elementi che ritroviamo nelle succitate band - le prime due soprattutto - e che senza timore si dispiegano all'interno di nove tracce. Sulla carta abbiamo quindi un biglietto da visita di tutto rispetto, ed effettivamente i Downfall Of Mankind sono riusciti a tirare fuori dal cilindro un prodotto accattivante e per certi aspetti personale. Tuttavia ci sono un paio di elementi che non permettono ai Nostri di emergere al 100%, e sono uno la causa dell'altro: passaggi non sempre all'altezza e fin troppo scolastici ed un conseguente calo dell'attenzione dovuto anche a strutture spesso simili. Da notare, infine, come i pezzi che funzionano di più sono proprio quelli con gli ospiti - stiamo parlando di gente come Julien Truchan dei Benighted -, a testimonianza di come il trio portoghese non sia certamente alle prime armi ma lasci comunque trapelare una certa inesperienza laddove non c'è il supporto degli altri artisti. Possiamo quindi dire che i Downfall Of Mankind si siano voluti buttare nel panorama Deathcore scommettendo maggiormente sui nomi presenti che effettivamente sulla sostanza; o almeno, questo è ciò che si percepisce nei riff proposti. Un disco che riesce a stuzzicare sicuramente l'attenzione ma che necessita di un po' più di ambizione in alcune tracce. Seguiremo lo sviluppo della band con attenzione.

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