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Anvil: nonostante un po' di ruggine, l'incudine resiste. Anvil: nonostante un po' di ruggine, l'incudine resiste. Hot

Anvil: nonostante un po' di ruggine, l'incudine resiste.

recensioni

gruppo
titolo
“Impact Is Imminent”
etichetta
AFM Records
Anno

LINE-UP:
Steve “Lips” Kudlow - Vocals, Guitars
Robb Reiner - Drums
Chris Robertson - Bass, Vocals

TRACKLIST:
1. Take A Lesson
2. Ghost Shadow
3. Another Gun Fight
4. Fire Rain
5. Teabag
6. Don't Look Back
7. Someone To Hate
8. Bad Side Of Town
9. Wizard's Wand
10. Lockdown
11. Explosive Energy
12. The Rabbit Hole
13. Shockwave
14. Gomez

opinioni autore

 
Anvil: nonostante un po' di ruggine, l'incudine resiste. 2022-05-28 15:53:54 Corrado Franceschini
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Corrado Franceschini    28 Mag, 2022
Ultimo aggiornamento: 29 Mag, 2022
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Nel 1981 la ventata d’aria fresca portata dalla N.W.O.B.H.M. è stata aspirata in tutta Europa e nel mondo. Le band inglesi riscuotono il dovuto successo; almeno quelle che ce l’hanno fatta, e altre sono alle prese con il loro primo disco. È in questo quadro generale che dal Canada, terra che ha dato i natali a gruppi quotati e famosi come Rush e Triumph, arriva il ciclone Anvil con l’album di debutto dal titolo “Hard ‘N’ Heavy”. Quarantuno anni dopo Steve “Lips” Kudlow (chitarra e voce) e Robb Reiner (batteria), affiancati dal bassista Chris Robertson, entrato nella formazione nel 2016 ai tempi di “Anvil Is Anvil”, fanno uscire il nuovo lavoro dal titolo “Impact Is Imminent”. Dopo l’introduzione parlata a cura di Dave Grohl parte “Take a Lesson”: un cazzotto sferrato in pieno volto, con un testo in cui Lips se la prende con i detrattori degli Anvil e con quanti, a torto, non hanno creduto in loro. “Ghost Shadow” è un poco confusa a livello di produzione, ma va veloce come un treno trainata come è dalla terremotante batteria di Reiner che segna il ritmo. “Another Gun Fight” alterna ritmi e solismi di chitarra eseguiti in maniera più che sufficiente. In “Fire Rain” ritroviamo la primigenia grinta degli Anvil dell’esordio discografico, conclamata mediante ritmi cadenzati, batteria tracotante, e soli di chitarra prolungati. “Tea Bag” è un bellissimo esempio di canzone in cui il terzetto trova modo di sfogare il proprio estro e “presentarsi” musicalmente (tenetelo a mente per dopo N.d.A.). “Don’t Look Back” è un pezzo Heavy Rock cadenzato, con cambi che lo velocizzano. “Someone To Hate” ha delle buone idee che però, a livello di compattezza e di carica, non risaltano come dovrebbero. “Bad Side Of Town” è bella, serrata, e con un ritornello molto valido. Curioso il particolare del piccolo fraseggio che ricorda “Born To Be Wild” degli Steppenwolf. “Wizard’s Wand” è un Heavy cadenzato in cui, di nuovo, troviamo delle buone idee che sono state sfruttate malamente. Non si capisce come, al solo di Lips alquanto sciatto, faccia da contraltare una chitarra che nella seconda fase del pezzo, si esprime in maniera più che valida. “Lockdown” assume una cadenza pesante supportata da più chitarre ma, ancora una volta, il solo lascia alquanto a desiderare. “Explosive Energy”, come da titolo, riporta gli Anvil sulla strada dell’Heavy Metal grintoso e in media cadenza. “The Rabbit Hole” possiede un buon ritmo parzialmente mutuato dalle movenze care ai Motörhead. “Shockwave” segue lo stile Hard portato alla ribalta da gruppi come Black Sabbath e del Ronnie James Dio di “Egypt (The Chains Are On) ”. La conclusiva “Gomez” è in pratica “Teabag” ma con altro titolo e con un sax scoppiettante che fa allegria e rende il pezzo ancor più interessante. Nonostante alcuni episodi sotto tono, l’album è discreto e si merita un bel sette.

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