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La maturazione è arrivata per i Symphonity! La maturazione è arrivata per i Symphonity! Hot

La maturazione è arrivata per i Symphonity!

recensioni

titolo
Marco Polo: The Metal Soundtrack
etichetta
Limb Music
Anno

TRACKLIST: 
1. Marco Polo, Pt. 1: Venezia
2. Marco Polo, Pt. 2: Crimson Silk
3. Marco Polo, Pt. 3: The Plague
4. Marco Polo, Pt. 4: Love Theme
5. Marco Polo, Pt. 5: Mongols
6. Marco Polo, Pt. 6: Dreaming of Home
7. Marco Polo, Pt. 7: I Found My Way Back Home
8. Marco Polo, Pt. 8: Prisoner
9. Marco Polo, Pt. 9: Venezia Finale

LINE UP: 
Konstantin Naumenko - vocals
Mayo Petranin - vocals
Libor Křivák - guitars
Tomáš Sklenář - bass
Johannes Frykholm - keyboards
Josef Cigánek - drums

GUESTS: 
Jana Hrochová - soprano vocals on tracks 1 & 9
Herbie Langhans (Firewind, ex-Sinbreed, ex-Seventh Avenue) - vocals on tracks 2, 3, 5 & 7
Sergio Meis - piano on tracks 1 & 6
Radim Večeřa (Dream Patrol, ex-Symphonity) - drums on tracks 2 & 6
Ladislav Šiška - percussions on track 2

opinioni autore

 
La maturazione è arrivata per i Symphonity! 2022-06-13 17:03:47 ENZO PRENOTTO
voto 
 
4.0
Opinione inserita da ENZO PRENOTTO    13 Giugno, 2022
Ultimo aggiornamento: 13 Giugno, 2022
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"Chi non muore si rivede" potrebbe dire qualcuno dopo il ritorno discografico dei Symphonity, band dalla Repubblica Ceca che, fino ad oggi, è riuscita a pubblicare solamente un paio di album in sedici anni di carriera. Esce quindi il nuovo e terzo disco “Marco Polo: The Metal Soundtrack”, un concept album incentrato sulla ovvia figura di Marco Polo e del suo viaggio mitologico da Venezia a Pechino, da cui tornò con un’immensa mole di materiale dettagliato come nessuno mai fece in precedenza e da cui presero ispirazione personaggi importanti come Cristoforo Colombo. La Power/Symphonic Metal band del Centro/Est Europa imbastisce un lavoro ambizioso e dall’anima Prog Metal, infarcendo i brani con melodie provenienti da zone come Persia, Armenia, Mongolia e la stessa Cina.
In realtà queste venature sonore alquanto particolari erano presenti sia nel potente esordio ("Voice From The Silence", fortemente influenzato dai Silent Force) ed in maniera ancora più massiccia nel successivo "King Of Persia". In questo lavoro c’è stato l’ennesimo e massiccio cambio di formazione con l’innesto di ben due cantanti, nuovi bassista e tastierista, più alcuni ospiti. Ne deriva un’opera che mantiene tutti i marchi di fabbrica del combo, ovvero l’amore per le orchestrazioni epiche, impianti corali enormi ed ovviamente il neo-Power Metal di matrice europea, senza comunque dimenticarsi di qualche finezza non così scontata. Passata l’intro narrata “Part.1: Venezia” si entra nel vivo con la cavalcata Power/Prog dai toni esotici di “Part 2: Crimson Silk”, un concentrato di profumi etnici, vocals in bilico fra sporco e pulito ed ovviamente ritornelli da battaglia furente. Nulla di nuovo, potrebbe obiettare qualcuno, e gli si potrebbe anche dare ragione dato che i rimandi a Rhapsody, Kamelot e compagnia sono palesi, eppure, in confronto a molti colleghi attuali, i Symphonity riescono nella difficile prova di non cadere nella scopiazzatura fine a sé stessa. L’energia sprigionata unita alla componente cinematografica sprigionano un impatto notevole e mai banale. I riffs della rocciosa “Part 3: The Plague” offrono il giusto supporto ai cori lanciati a tutta velocità, tirando fuori influenze arabeggianti alla Myrath, inserendo anche duelli di chitarra e tastiera modello neo-classico stile Symphony X nelle mitragliate maestose di “Part 7: I Found My Way Back Home”. Il giusto spazio alla ballads di turno viene dato nella maestosità solenne di “Part 6: Dreaming of Home”, ma la vera perla che riesce a distinguersi dal mucchio è la bellissima “Part 5: Mongols”, un lungo viaggio corale dall’animo Prog Metal pieno di intermezzi folk, assolo celestiali, atmosfere eroiche ed un pathos davvero notevole.
Forse il disco più maturo dei Symphonity, non sicuramente un capolavoro, ma un disco che riesce a tenere vivo un genere affaticato come il Power Metal, sempre più bisognoso di cure per non scadere nel pacchiano.

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