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Caravellus: un po' troppo Caravellus: un po' troppo Hot

Caravellus: un po' troppo

recensioni

titolo
"Inter mundos"
etichetta
Rockshots Records
Anno

TRACKLIST:
1. Visagem
2. Knight of the sun
3. Panis et circenses
4. Triumvirate
5. While I’m still here
6. The ambush
7. Memento mori
8. Incantation
9. Elegia
10. Insurrection
11. Inter mundos
12. Ouroboros
13. So near, so far
14. Vynno d’aqua

LINE-UP: 
Glauber Oliveira - Guitars
Leandro Caçoilo - Vocals
Daniel Felix - Keyboards
Rafael Ferreira - Drums
Emerson Dácio - Bass

opinioni autore

 
Caravellus: un po' troppo 2022-06-18 10:39:25 Ninni Cangiano
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    18 Giugno, 2022
Ultimo aggiornamento: 18 Giugno, 2022
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Avevo conosciuto i brasiliani Caravellus all’epoca del loro interessante “Knowledge machine”, uscito ben dodici anni fa e che avevo avuto modo di recensire sulle gloriose ed ormai estinte pagine di powermetal.it; avevo avuto modo di far notare come il loro sound fosse ricco di contaminazioni di ogni tipo ed anche questa volta, con il nuovo disco “Inter mundos” abbiamo un sound di questo genere. Il Prog/Power di base, infatti, viene contaminato da influenze di ogni genere, dal Pop anni ’80, all’elettronica, passando per ritmi tribali e popolari (in questo cercando di avvicinarsi ai loro connazionali Angra), Rock, musica sinfonica e chi più ne ha, più ne metta. Ecco, forse uno dei problemi di questo disco è proprio quello di essere “troppo” contaminato, troppo eterogeneo e senza un filo conduttore univoco, tanto da far perdere la bussola durante l’ascolto. Il problema principale però non è questo, ma la durata: quasi un’ora e un quarto, divisa in ben 14 tracce, alcune delle quali (come i diversi brevi intermezzi) spesso del tutto superflue - per non dire inutili -, con altre che invece risultano eccessive per via di una sorta di voglia di strafare con le parti soliste. Già, le parti soliste… spesso sono assimilabili a mere esibizioni di tecnica strumentale, finanche un po’ avulse dalla struttura del singolo brano, rischiando di risultare alquanto stucchevoli e poco accattivanti. Non tutti i pezzi sono quindi dello stesso livello qualitativo; se nella prima parte del disco troviamo i migliori, andando avanti con la tracklist qualcosa comincia a scricchiolare, anche per via della predetta eccessiva durata. Emblematica in tal senso “Memento mori”, un monolite di quasi 8 minuti che sarebbe stato anche accattivante se solo fosse durato la metà. Verso la fine poi le contaminazioni aumentano (ma il minutaggio non cala!) e la band è come se avesse perso la direzione da seguire per la voglia di strafare. Ecco forse sarebbe stato utile fare un disco di 8/9 tracce e tenerne qualcuna per un EP, ma si tratta di punti di vista personali che, in quanto tali, sono sempre opinabili. Della formazione che aveva registrato il precedente lavoro, resta solo il leader e mente della band Glauber Oliveira ed il fidato Daniel Felix che è passato dalla seconda chitarra a dedicarsi alle tastiere; gli altri sono tutti entrati nel gruppo di recente e ritengo di dover segnalare il singer Leandro Caçoilo, dotato di un’ugola decisamente poliedrica, espressiva, calda o aggressiva, a seconda delle necessità del singolo pezzo. Accanto a loro, si sono alternati anche numerosi ospiti, fra cui spiccano Felipe Andreoli (Angra), Hugo Mariutti (Shaman), John Macaluso e Derek Sherinian, che hanno militato in miriadi di bands internazionali. Tirando le somme “Inter mundos” non è un disco scadente, tutt’altro! Ma forse i Caravellus avrebbero dovuto limitarsi un pochino ed evitare di essere un po’ “troppo” da ogni punto di vista. Sufficienza sicuramente meritata, ma non oltre.

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