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Due album nello stesso giorno per i Trolldom. Questa volta su territori differenti rispetto al gemello Due album nello stesso giorno per i Trolldom. Questa volta su territori differenti rispetto al gemello Nuovo

Due album nello stesso giorno per i Trolldom. Questa volta su territori differenti rispetto al gemello

recensioni

gruppo
titolo
I nattens sken (Genom hemligheternas dunkel)
etichetta
Iron Bonehead Productions
Anno

PROVENEINZA: Svezia

GENERE: Atmospheric Black Metal

TRACKLIST: 
1. Under Vinternattens Dystra Fullmåne
2. Ondskans Svarta Broderskap
3. Nattens Furste
4. Inom Nattens Eviga Rit
5. Nattmörkrets Svarta Skugga
6. Vid Hans Tron Mörkret Villar
7. Dräparen av Livets Veke
8. Till Ruinens Svarta Rike

LINE-UP:
Swartadauþuz - Voicals, Guitars, Bass, Keyboards
Kévin Paradis (Benighted) - Drums (session)

opinioni autore

 
Due album nello stesso giorno per i Trolldom. Questa volta su territori differenti rispetto al gemello 2022-06-22 15:39:05 Luigi Macera Mascitelli
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Luigi Macera Mascitelli    22 Giugno, 2022
Ultimo aggiornamento: 22 Giugno, 2022
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Ed eccoci con il fratello gemello di "Av gudars ätt..." degli svedesi Trolldom uscito in contemporanea: "I nattens sken (Genom hemligheternas dunkel)". Stessa line-up, con lo sconosciutissimo mastermind Swartadauþuz e il micidiale Kévin Paradis dei Benighted come session drummer, e, di conseguenza, stessa qualità, seppur con alcune importanti differenze. Sembrano quasi agli opposti i due lavori della band; a voler esagerare potremmo definirli lo yin e lo yang. Ora, è logico che ci siano non poche analogie tra i due, stiam pur sempre parlando dello stesso artista e, soprattutto, di brani scritti tutti nello stesso periodo; viene da sé che un filo conduttore ci sia: le melodie e le atmosfere maligne e cariche di morte e freddo. Tuttavia se nel primo trovavamo un approccio più "morbido", ragionato e, in generale, orientato nel fornirci un Black Atmosferico più elegante, melodico ed ipnotico, qui la musica cambia in tutti i sensi. Maggiore tecnica - da intendersi come riff più elaborati - e soprattutto un mood Raw e brutale, certamente melodico ed atmosferico come già detto ma meno romantico e cavalleresco. Le sfuriate qui tagliano come rasoi con un costante richiamo alla versione più cruda, mortifera e pura del Black, quella figlia degli anni '90. Se nel primo le tastiere ci offrivano un appoggio quasi etereo sul quale tutto il comparto si appoggiava, qui il paradigma sembra ribaltarsi: il veleno e la furia delle chitarre buca il velo regalandoci un Black molto più oscuro e feroce sul quale le tastiere soffiano vento andando ad accentuare ulteriormente la mancanza di ogni singolo bagliore di luce. Da qui segue il motivo per cui "I nattens sken" abbia ricevuto mezzo punto in meno. Posto che qualitativamente parlando sia un discone degno come il gemello, va detto che tenere testa a 50 minuti di Black frenetico e caustico che non accenna praticamente mai ad attenuarsi - l'altro lo fa - potrebbe risultare impegnativo. Da non intendersi come tracce meno belle, ma semplicemente di più difficile fruizione - scontato dire che poi i gusti son gusti ed ognuno è diverso -. Chiaro, l'impostazione atmosferica delle tastiere aiuta - lo ripetiamo, sono comunque figli della stessa mente - a mandare giù il boccone, ma di base sono le ritmiche martellanti e frenetiche a dettare legge, seconde solamente alla splendida voce del mastermind che, come nell'altro disco, ci regala uno scream super cadaverico e strillatissimo tinteggiato qua e là da qualche sezione in growl.
Quindi che dire, recuperate entrambi i lavori dei Trolldom ed apprezzatene soprattutto i diversi sapori che offrono. Se, poi, siete particolarmente fan del Black Metal, qui troverete del materiale molto interessante da mettere nel bagagliaio.

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