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Sempre fedelissimi ai Decapitated gli svedesi Soreption in questo quarto album Sempre fedelissimi ai Decapitated gli svedesi Soreption in questo quarto album Hot

Sempre fedelissimi ai Decapitated gli svedesi Soreption in questo quarto album

recensioni

gruppo
titolo
Jord
etichetta
Unique Leader Records
Anno

PROVENIENZA: Svezia

GENERE: Technical Death Metal

TRACKLIST:
1. The Artificial North =VIDEO=
2. The Forever Born
3. Prophet
4. Each Death More Hollow =ASCOLTA=
5. A Story Never Told
6. The Chasm
7. The Nether Realm's Machinery
8. Död jord =ASCOLTA=

LINE-UP:
Fredrik Söderberg - vocals
Rikard Persson - bass
Tony Westermark - drums

GUESTS:
Ian Waye - guitars (rhythm & lead)
Stefan Nordlander - guitars (lead)
John Matos (Abiotic) - guitars (lead)
Malcolm Pugh (Inferi) - guitars (lead)
Joe Haley (Psycroptic) - guitars (lead)
Dean Lamb (Archspire) - guitar solo on track 8
Tobi Morelli (Archspire) - guitar solo on track 8
James Carey (The Dark Alamorté) - keyboards

opinioni autore

 
Sempre fedelissimi ai Decapitated gli svedesi Soreption in questo quarto album 2022-06-28 14:34:18 Luigi Macera Mascitelli
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Luigi Macera Mascitelli    28 Giugno, 2022
Ultimo aggiornamento: 28 Giugno, 2022
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Tornano sotto l'egida di Unique Leader Records i Soreption, trio svedese che sin dagli esordi ci propone un Death Metal tecnico che molto, anzi moltissimo, deve ai Decapitated. Non c'è da stupirsi, dunque, se questo quarto disco "Jord" non si discosti affatto dall'ormai consolidato stile della band di Sundsvall, con tutti i pro e i contro. Personalmente ho sempre visto i Soreption come la classica band che è brava ma non si applica, con parecchi ingredienti interessanti nel repertorio ma poco sfruttati. Di base i Nostri funzionano perché ciò che propongono è stato già ampiamente sentito e portato allo splendore dai già citati Decapitated. Ora, sarebbe ingiusto definirli come un gruppo copia/incolla dei polacchi, ma va puntualizzato come i Soreption nemmeno ci provino così tanto a togliersi di dosso questa etichetta. Dicevamo come "Jord" sia fondamentalmente un disco perfettamente in linea con il loro modus operandi: moltissimi momenti groovy tra i quali la batteria si inserisce a suon di doppia cassa martellante ed ipnotica e mid tempo. Le chitarre seguono a ruota l'andamento, senza districarsi in eccessivi orpelli ma senza, dall'altro lato, risultare troppo monotone. Di base sono due i grossi pregi di questo disco: l'essere orecchiabile ed equilibrato e la presenza di numerosissimi ospiti che di fatto arricchiscono l'intera proposta. Dagli Archspire, agli Inferi o agli Abiotic abbiamo un esercito vero e proprio di ospiti tutti provenienti dal filone Technical Death. Eppure su quest'ultimo punto ci sarebbe da fare una riflessione in più: perché, nonostante risentano in positivo delle varie collaborazioni, ai brani manca comunque quel qualcosa per esplodere veramente? Ed è proprio qui che subentra l'ormai consolidato grossissimo difetto dei Soreption: si adagiano da sempre troppo sugli allori perché capitati nel posto giusto ed al momento giusto. Dicasi anche "comfort zone". Ma, come si diceva all'inizio, prendere o lasciare; i Nostri nel bene o nel male hanno comunque saputo ritagliarsi una loro fetta di pubblico, soprattutto se tra di voi c'è gente che li segue dall'inizio o se è nuova. Per tutti quelli che invece mangiano pane e Technical Death, passate tranquillamente oltre.

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