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Metal sinfonico alquanto convenzionale per questo primo album dei Fortis Ventus Metal sinfonico alquanto convenzionale per questo primo album dei Fortis Ventus Hot

Metal sinfonico alquanto convenzionale per questo primo album dei Fortis Ventus

recensioni

titolo
Vertalia
etichetta
Rockshots Records
Anno

TRACKLIST:
1. Between Love and War
2. Birth of Sadness
3. Vertalia
4. Cave of Glass
5. Living Thorns (prelude)
6. Gothecia
7. Unveiling Path
8. My Death Is My Devotion
9. Door to the Unknown (prelude)
10. Reflections of Myself
11. The Eagle’s Chase
12. Homeland 

LINE UP:
Nancy Mos – Vocals
George Halliwell – Keyboards, Programming§
Gregory Koilakos – Electric, Classical & Bass Guitars

GUESTS:
Drum Recordings – Gregory Giarelis
Male & Choir Vocals on “Between Love & War” – Dee Theodorou
Backing Vocals on “Reflections of Myself”- Michalis Artz
Violin on “Birth of Sadness” & “The Unveiling Path” – Phedon Vriniotis
Cello on “Reflections of Myself”- Maria Mazaraki -Ainianos
Choir parts on “Between Love and War” & “Gothecia” – Nancy Mos, George Halliwell
Additional Male vocals on “Reflection of Myself” – George Halliwell

opinioni autore

 
Metal sinfonico alquanto convenzionale per questo primo album dei Fortis Ventus 2022-07-08 16:39:28 Virgilio
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Virgilio    08 Luglio, 2022
Ultimo aggiornamento: 08 Luglio, 2022
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I Fortis Ventus si formano nel 2015 ma, dopo un EP di debutto, a causa soprattutto di divergenze artistiche, la band si spacca, tanto che restano nel gruppo solo il tastierista George Halliwell e la cantante Nancy Mos. La line up viene completata a quel punto con l'innesto del chitarrista Gregory Koilakos e iniziano i lavori per il primo full-length. Per questo primo album dei Fortis Ventus è stato scelto il titolo di "Vertalia": si tratta di un concept fantascientifico e il nome è quello di un immaginario pianeta, da cui proviene il protagonista della storia. Lo stile della band è un Metal sinfonico, dove si erge sicuramente protagonista la voce della cantante Nancy Mos (che in alcuni passaggi opta anche per un cantato operistico), ma con un approccio generale alquanto "cinematico", al punto che le orchestrazioni talvolta finiscono per prendere un po' il sopravvento rispetto agli altri strumenti, come avviene ad esempio già per buona parte nel brano di apertura, "Between Love And War" o in "Unveiling Path", una traccia di oltre dieci minuti di durata. Anzi, in un certo qual modo, si riscontra la tendenza da parte della band ad inserire lunghi intermezzi atmosferici o orchestrali che spesso finiscono per spezzare il ritmo del brano, oltre ad alcune strumentali vere e proprie che invece fungono da preludio, quali "Living Thorns" e "Door To Unknown". Nelle parti più propriamente Metal, il gruppo ellenico si inserisce su schemi abbastanza consolidati nel genere, senza particolari invenzioni. In un paio di tracce, si ritrovano anche voci maschili: così nella già citata "Beetween Love And War", dove la Mos duetta con Dee Theodorou dei connazionali Illusory o in "Reflection Of Myself", dove lo stesso Halliwell si dedica alle seconde voci, affiancando la cantante. Ad ogni modo, quest'ultima si rivela abbastanza convincente nelle sue performance, spesso alquanto teatrali: apprezzabile, ad esempio, in "Cave Of Glass", "My Death Is My Devotion" o in "Gothecia", brani che possiamo annoverare tra gli highlight del disco. Diciamo che i Fortis Ventus dimostrano un buon potenziale, ma non si ravvisa ancora un equilibrio ottimale tra i vari elementi che animano il loro stile, per cui ci aspettiamo qualche progresso in tal senso per i prossimi lavori.

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