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Come (quasi) sempre i veterani non deludono ed i Krisiun non fanno eccezione Come (quasi) sempre i veterani non deludono ed i Krisiun non fanno eccezione

Come (quasi) sempre i veterani non deludono ed i Krisiun non fanno eccezione

recensioni

gruppo
titolo
Mortem Solis
etichetta
Century Media Records
Anno

PROVENIENZA: Brasile 

GENERE: Death Metal 

LINE UP: 
Alex Camargo - vocals, bass 
Moyses Kolesne - guitars 
Max Kolesne - drums 

TRACKLIST: 
1. Sworn Enemies [03:46] =ASCOLTA= 
2. Serpent Messiah [04:37] =VIDEO= 
3. Swords into Flesh [04:19] =VIDEO= 
4. Necronomical [04:12] 
5. Tomb of the Nameless [04:28] 
6. Dawn Sun Carnage (Intro) [01:33] 
7. Temple of Abattoir [05:22] 
8. War Blood Hammer [04:07] =ASCOLTA= 
9. As Angels Burn [03:08] 
10. Worm God [04:41] 

Running time: 40:13 

opinioni autore

 
Come (quasi) sempre i veterani non deludono ed i Krisiun non fanno eccezione 2022-07-31 16:54:49 Daniele Ogre
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    31 Luglio, 2022
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Tornano i tre fratelli provenienti dalla regione di Rio Grande do Sul, la maggior band Death Metal proveniente dal Sudamerica, veterani con oltre trent'anni di carriera e, ad oggi, dodici album... in una parola: Krisiun. Consolidando il sodalizio con Century Media, il trio brasiliano arriva oggi nei nostri stereo con "Mortem Solis", la loro dodicesima fatica su lunga distanza, come dicevamo; un disco che a discapito dei proclami iniziali - Moyses Kolesne aveva promesso un disco più diretto -, questa nuova release targata Krisiun segue perfettamente le sonorità dei loro ultimi lavori: sono lontanissimi ormai i tempi di spietata violenza degli esordi, ma lontani sono anche le sperimentazioni solenni e marziali di "The Great Execution". Con "Mortem Solis" abbiamo quello che semplicemente è un disco che suona 100% Krisiun, con probabilmente un'attenzione più particolare al lato compositivo rispetto i più recenti predecessori: fatto sta che la band brasiliana, soprattutto nelle prime battute dell'album, letteralmente annichilisce l'ascoltatore con un fiume in piena di riff che non sapremmo definire in altro modo che cazzutissimi ed una sezione ritmica votata all'arrembaggio totale. Non crediamo sia un caso che l'unico brano che convince meno rispetto gli altri è quello in cui i Nostri offrono forse la miglior prova tecnica ma che al contempo risulta meno fluido, "Necronomical". Ma a parte quest'episodio, "Mortem Solis" è una continua mattonata nelle gengive: se pure qualcuno avesse avuto qualche dubbio (perché poi?) su quest'opera, basta la tripletta iniziale a strappare più d'un sorriso di compiacimento, con la traccia No.2 "Serpent Messiah" che riteniamo sia tra i migliori pezzi scritti dai Krisiun nella loro trentennale attività. Ma dicevamo di una più particolare attenzione sul piano compositivo: ed è qui che possiamo notare varie sfumature che riempiono "Mortem Solis", dando una maggior varietà e rendendo più fluido l'ascolto, tra (brevi) aperture ariose (in conclusione di "Tomb of the Nameless" ad esempio) o toni più combattivi ("Serpent Messiah", per l'appunto); il tutto ha però alla base quel granitico Death Metal della vecchia scuola che ha reso i Krisiun quello che sono oggi, vedasi le quanto mai 'classiche' "Sworn Enemies" o la spietata "War Blood Hammer". Sul piano personale, posso dire che da grande fan dei tre fratelli di Ijuí ho trovato per l'ennesima volta esaltante ascoltare un loro lavoro; in una visione più ampia da critico, non si può semplicemente non consigliare l'ascolto di "Mortem Solis" a qualsiasi amante del Death Metal (con quella leggera venatura thrashy tipica soprattutto di Krisiun e Vader) nella sua accezione del termine più pura. Promossi senza alcuna riserva, e che arrivi presto dicembre per le loro date italiane!

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