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Una nuova band da un manipolo di musicisti esperti: primo album per i Reeking Aura Una nuova band da un manipolo di musicisti esperti: primo album per i Reeking Aura Hot

Una nuova band da un manipolo di musicisti esperti: primo album per i Reeking Aura

recensioni

titolo
Blood and Bonemeal
etichetta
Profound Lore Records
Anno

PROVENIENZA: USA 

GENERE: Death Metal 

FFO: Immolation, Tomb Mold, Demigod, Vastum, Cerebral Rot 

LINE UP: 
Will Smith - vocals 
Ryan Lipynski - guitars 
Terrell Grannum - guitars 
Rick Habeeb - guitars 
Tom Anderer - bass 
Sam Shereck - drums 

TRACKLIST: 
1. Remnant of Obstinate (Flooding Ratholes) [03:54] 
2. Blood and Bonemeal [05:02] 
3. Seed the Size of Spider's Eye [03:23] =ASCOLTA= 
4. Harvesting the Hatchet [06:13] 
5. A Vegetative Mush That Melts Among the Shelves Lined with Meats of Indeterminate Origin [03:12] 
6. Pyramid Shaped Plow / The Caretaker [05:59] =VIDEO= 
7. Grublust [05:49] 

Running time: 33:32 

opinioni autore

 
Una nuova band da un manipolo di musicisti esperti: primo album per i Reeking Aura 2022-07-31 18:02:00 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    31 Luglio, 2022
Ultimo aggiornamento: 31 Luglio, 2022
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Inutile che andiamo a girarci attorno, c'è sempre una grande aspettativa quando esce un album targato Profound Lore Records; aspettativa accresciuta da una netta curiosità quando la leggendaria label canadese pubblica il debut album di una band su cui ha deciso di puntare sin da subito, come accade per l'album qui in esame: "Blood and Bonemeal" degli statunitensi Reeking Aura. Seppur questo nome sia sostanzialmente nuovo a tutti - a parte chi un paio di anni fa ha ascoltato l'EP d'esordio "Beneath the Canopy of Compost" -, i musicisti coinvolti non sono dei novellini, militando un bands più o meno note come Unearthly Trance, Grey Skies Fallen, Thætas, Exsanguinated, Stabbed... ma a spiccare su tutti - non ce ne vogliano gli altri - è sicuramente il nome del cantante Will Smith, noto a qualsiasi deathster che si rispetti per essere la voce di Afterbirth e, fino a poco tempo fa, Artificial Brain, oltre che dei Buckshot Facelift, band in cui militano altri tre membri dei Reeking Aura (i chitarristi Terrell Grannum e Rick Habeeb, ed il bassista Tom Anderer). Lunga premessa doverosa, passiamo a parlare di "Blood and Bonemeal", il primo full-length di questa band proveniente dall'area New York/New Jersey, che si presenta al pubblico definendosi Death/Doom. Affermazione che, allo stato delle cose può starci, anche se è un aspetto un po' più secondario nel sound del sestetto statunitense, con qualche assonanza nei momenti più cupi a gruppi come Coffins, Winter, Krypts, Hooded Menace o Anatomia, mentre di primaria importanza ad influenzare i Reeking Aura sono a nostro avviso Immolation, Vastum e Demigod, band insomma dalle sonorità cupe, oscure, pesanti, ma comunque marcatamente Death Metal. Impressionante è comunque il muro di suono prodotto da Reeking Aura, con un suono altamente corposo che si deve ad una buonissima produzione - molto adatta al genere -, ma anche e soprattutto alla presenza di tre chitarre: sostanzialmente ascoltare quest'opera prima dei Reeking Aura è come attraversare a piedi le Paludi della Tristezza ne La Storia Infinita, basta non farsi prendere dallo sconforto per non fare la fine di Artax. Divagazioni cinefile a parte, in un album che fa della cupezza, della tetraggine il proprio marchio di fabbrica, non mancano episodi più diretti e violenti, che corrispondono in questo caso alla ferocissima "A Vegetative Mush That Melts Among the Shelves Lined with Meats of Indeterminate Origin", a nostro avviso miglior episodio di questo lavoro insieme alla seguente "Pyramid Shaped Plow / The Caretaker". Infine, menzione a parte va fatta a Will Smith, il cavernoso vocione si sposa alla perfezione con i toni scelti dai Reeking Aura, tanto che azzarderemmo anche dire di trovarlo più a proprio agio anche rispetto ad Afterbirth ed Artificial Brain. Tirando le somme finali, possiamo dire che "Blood and Bonemeal" è un lavoro soddisfacente ed un buon biglietto da visita per i Reeking Aura, anche se con la sensazione di fondo che i Nostri siano ancora leggermente "work in progress" e che stiano man mano aggiustando il tiro. Se così fosse, lo scopriremo solamente al loro prossimo lavoro: per adesso, ve li consigliamo sicuramente.

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