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Dai Rotting Empire un secondo album espressamente per i fans degli Amon Amarth Dai Rotting Empire un secondo album espressamente per i fans degli Amon Amarth Hot

Dai Rotting Empire un secondo album espressamente per i fans degli Amon Amarth

recensioni

titolo
Buried in the Past
etichetta
Rebirth the Metal Productions
Anno

PROVENIENZA: Germania 

GENERE: Melodic Death Metal 

FFO: Amon Amarth, Unleashed, Hypocrisy, Kataklysm, Grave 

LINE UP: 
Danny - vocals 
Sepp - guitars 
Martin - guitars 
Tom - bass 
Wast - drums 

TRACKLIST: 
1. So I [03:52] 
2. Mirror of Society [04:55] 
3. No Regrets [03:48] 
4. Years Without Sunlight [04:58] =ASCOLTA= 
5. Depression [04:27] 
6. Buried in the Past [04:46] =ASCOLTA= 
7. Last Chapter [04:10] 
8. Alive [04:57] 
9. Kill to Survive [03:31] 
10. Journey in to the Past (Outro) [03:46] 

Running time: 43:10 

opinioni autore

 
Dai Rotting Empire un secondo album espressamente per i fans degli Amon Amarth 2022-08-17 15:31:52 Daniele Ogre
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    17 Agosto, 2022
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Secondo studio album per i tedeschi Rotting Empire, quintetto proveniente dalla Bavaria il cui nome ai più probabilmente non dirà tantissimo, anche perché i Nostri hanno rilasciato prima di questo "Buried in the Past" (edito da Rebirth the Metal Productions) solo un Ep nel 2007, "Images of War", ed un album nel 2012, "Sui Generis". Erano quindi dieci anni che i Rotting Empire si erano "dati alla macchia", continuando l'attività live ma senza pubblicare nulla di nuovo fino ad oggi. Tra l'altro, per via dell'agenzia che ci ha inviato il promo in redazione abbiamo avuto un primo approccio straniante a questa seconda release della band teutonica, essendoci stato presentato come un act Death Metal influenzato da Bolt Thrower, Benediction e Grave: forse solo la band svedese ha qualche accenno nelle sonorità dei Nostri, dediti infatti ad un Melodic Death Metal che deve molto - se non proprio tutto - ad Amon Amarth ed Unleashed. Da qui un po' il senso di delusione che lascia questo disco, in cui è fin troppo palese la mancanza di personalità da parte dei Rotting Empire: sin dalle prime note dell'opener "So I", infatti, si ha immediatamente la sensazione di sentire semplicemente degli emuli di Johan Hegg e soci, "chiamati in causa" sostanzialmente in ognuno dei brani che compongono la tracklist di "Buried in the Past". Non che quest'album sia un brutto ascolto sia chiaro, visto che comunque la band bavarese ci mette del suo in termini di passione ed è ben coadiuvata da una produzione ottima, ma il tutto, alla fine, lascia comunque un po' con l'amaro in bocca per i motivi succitati. Nel complesso "Buried in the Past" è un disco che raggiunge la sufficienza a nostro avviso, ma il consiglio spassionato che ci sentiamo di dare ai Rotting Empire è quello di trovare quel pizzico di personalità in più necessaria per poter emergere.

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