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Nuovo disco per i Thanateros: quando il Folk incontra il Gothic Nuovo disco per i Thanateros: quando il Folk incontra il Gothic Nuovo

Nuovo disco per i Thanateros: quando il Folk incontra il Gothic

recensioni

titolo
On Fragile Wings
etichetta
Echozone Records
Anno

TRACKLIST:
1. Kybalion (Time To Fly)
2. Burn
3. On The Barricades
4. Coven Of The Drowned
5. Passengers
6. Black Forest Calling
7. We Are The Ravens
8. Source Of It All
9. Solitude
10. Fading
11. Nothing Lasts Forever
12. Running Up That Hill

LINE UP:
Ben Richter - voce
Chris Lang - chitarre
Chris Ryll - basso
Christoph Uhlmann - violoncello
Markus Felber - batteria

opinioni autore

 
Nuovo disco per i Thanateros: quando il Folk incontra il Gothic 2022-09-20 14:40:27 ENZO PRENOTTO
voto 
 
4.0
Opinione inserita da ENZO PRENOTTO    20 Settembre, 2022
Ultimo aggiornamento: 20 Settembre, 2022
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

La Germania è sempre stata legata al Folk Metal sia nei lontani anni ‘80 con maestri come i Falkenbach, sia in tempi più recenti grazie a nomi importanti come In Extremo, Equilibrium, Wolfchant e Odroerir. Nel mezzo ci sono comunque dei colleghi che, pur non raggiungendo la notorietà, si sono distinti per una qualità non così scontata e fra questi ci sono i Thanateros, attivi da oltre vent’anni e provenienti da Berlino. Nonostante gli innumerevoli cambi di formazione il combo teutonico capitanato dal singer Ben Richter, ritorna sulla scena con il nuovo "On Fragile Wings", che segue di tre anni il precedente "Insomnia".
Anche in questa release il quintetto prende spunto dal Folk Metal nordico proponendo atmosfere molto più peculiari rispetto alla massa, seppure legate ad alcuni paletti inossidabili come una certa glacialità sia nel cantato che in alcune soluzioni chitarristiche oltre che melodiche. L’assalto metallico di “Burn” pesca a piene mani nella migliore tradizione Metal tedesca, però vira molto su di una malinconia ed una cupezza molto marcate soprattutto grazie all’ottimo lavoro di violino che sprigiona note dolenti ed evocative (“On The Barricades”), isolandosi dall’atteggiamento festaiolo tipico di molti colleghi, andando a scavare nel profondo alla maniera di certi Elvenking. Il guitarwork è cupo e tragico e sorregge un modo di cantare nuovamente freddo ed aggressivo, prodigandosi anche in delicati ricami acustici (“Coven of the Drowned” con i suoi magici cori), devastanti bordate ai limiti dell’estremo (“Passengers”) e pure pennellate colme di pathos che trasportano l’ascoltatore in sensazioni pregne di furore nordico (“Source of It All”). Dopo tanti anni la band riesce comunque ad essere compatta, con ognuno dei musicisti che contribuisce a creare delle belle canzoni senza strafare e lo dimostrano le sfumature sinfoniche di “Black Forest Calling”, la crudezza di “Fading”, il dramma sonoro a nome “Nothing Lasts Forever” ed il coro epico del manifesto “We Are the Ravens”, tutte tracce passionali e suonate con il cuore, magari anche imperfette (in certe occasioni l’attenzione cala, soprattutto nell’ultima parte del disco), eppure il risultato finale appaga notevolmente e dispiace che i Thanateros siano ancora ingiustamente lasciati da parte in favore di gruppi spesso ai limiti del ridicolo per atteggiamenti e composizioni banali.
C’è ancora tempo per rimediare. Supportateli sia se siete amanti del Folk Metal sia se apprezzate un certo sound oscuro dalle tendenze gotiche.

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