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Dopo tredici anni era lecito aspettarsi di più dagli Altaria Dopo tredici anni era lecito aspettarsi di più dagli Altaria Nuovo

Dopo tredici anni era lecito aspettarsi di più dagli Altaria

recensioni

gruppo
titolo
Wisdom
etichetta
Reaper Entertainment
Anno

TRACKLIST:
1. Wisdom
2. Diablo Rojo
3. Without Warning
4. Kissed By The Flames
5. Power To Heal
6. Sometimes
7. Victory Of Winter
8. History Of Times To Come
9. Lost In Time
10. Crimson Rain

LINE UP:
Taage Laiho - voce
Petri Aho - chitarre
J-P Alanen - chitarre
Marko Pukkila - basso
Tony Smedjebacka - batteria

opinioni autore

 
Dopo tredici anni era lecito aspettarsi di più dagli Altaria 2022-09-20 15:00:54 ENZO PRENOTTO
voto 
 
3.0
Opinione inserita da ENZO PRENOTTO    20 Settembre, 2022
Ultimo aggiornamento: 20 Settembre, 2022
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

E chi se lo aspettava? Dopo quasi tredici anni di assenza sono ricomparsi sulla scena Melodic Metal i finlandesi Altaria, una band che non è mai riuscita a fare il grande salto né di popolarità né purtroppo di qualità, rimanendo fissa in quel tragico limbo dove molti colleghi sono finiti e da cui è molto difficile uscirne. Il quintetto comunque non demorde e si ripresenta con questo nuovissimo "Wisdom", che vede anche alcune modifiche nella formazione, ovvero il ritorno del vecchio singer Tapio Laiho (presente nel secondo disco, "Divinity" e nel terzo album, "The Fallen Empire"), più il rientro del bassista Marko Pukkila.
Il precedente disco, "Unholy", aveva dalla sua una certa energia grezza grazie ad una produzione sporca ed un cantato decisamente agguerrito che rendeva le tracce molto godibili. In questa occasione si decide di puntare ad un sound più pulito e cristallino, donandogli una veste maggiormente Hard'n'Heavy cercando un equilibrio fra irruenza e melodia. Se dal lato prettamente tecnico le cose funzionano, dal lato dei risultati purtroppo non tutto funziona. Le tracce hanno in qualche modo la loro identità ma non riescono mai ad incidere come dovrebbero. I buoni ritornelli di brani come “Diablo Rojo”, “Wisdom” o l’Hard Rock melodico in “Sometimes” dimostrano un ottimo lavoro compositivo - oltre che professionale -, ma vengono oscurati da una produzione troppo fiacca che rende tutto eccessivamente morbido, soprattutto nelle ritmiche e nelle vocals. La leggerezza melodica domina in quasi tutto il disco, però ci sono dei piccoli colpi di coda. Il tiro anni ‘80 di “Without Warning” ha una spensieratezza piacevole, “Power To Heal” (che richiama i Deep Purple) è zeppa di attitudine metallica e cori, mentre il picco viene raggiunto con le atmosfere epiche dell’intensità corale a nome “Victory Of Winter” (che riporta alla mente i Diamond Head) e della bella “Kissed By The Flames”, forte di un guitarwork ottimo. Nel mezzo ci sono dei piccoli cali di interesse, specie nella troppo lunga “Crimson Rain” o nella discreta “Lost In Time”, per non parlare delle inutili rivisitazioni dei brani “History Of Times To Come” e “Kingdom Of The Night”.
Non c’è molto da aggiungere. Un disco molto di mestiere che non aggiunge nulla a quanto fatto in passato e difficilmente riuscirà a dare un reale scossone e ciò fa dispiacere.

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