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Il Power Metal sopravvive anche grazie agli Anthea! Il Power Metal sopravvive anche grazie agli Anthea! Nuovo

Il Power Metal sopravvive anche grazie agli Anthea!

recensioni

gruppo
titolo
Tales Untold
etichetta
Rockshots Records
Anno

TRACKLIST:
1. Tales Untold
2. Ascendence
3. Song for Winter
4. The Deceiver
5. Sapiens
6. Memoriam
7. Looking Glass
8. Empyrean
9. Sunder Heart
10. In Time

LINE UP:
Diego Valadez - voce, tastiere
Juan Pina - chitarre, voce
Marcos Mejia - chitarre
Eric Guerrero - basso
Peter Vasquez - batteria

opinioni autore

 
Il Power Metal sopravvive anche grazie agli Anthea! 2022-09-20 15:08:13 ENZO PRENOTTO
voto 
 
3.5
Opinione inserita da ENZO PRENOTTO    20 Settembre, 2022
Ultimo aggiornamento: 20 Settembre, 2022
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Forse qualcuno si ricorderà dei Cellador, band Power Metal americana autrice di un paio di buoni album. Nella loro line up figura il tastierista Diego Valadez, che decide nel 2015 di fondare gli Anthea come side project, ispirandosi a gruppi come Nightwish e Kamelot. Ne scaturisce un gruppo dalle forti tinte sinfoniche, ma comunque legate al Metal europeo di matrice Power. Questo "Tales Untold" è il secondo disco, che segue di due anni l’esordio chiamato "Illusion".
Forti di una produzione migliore e di un atteggiamento più battagliero, i nostri sparano subito a raffica una massiccia mole di riffs aggressivi accompagnati da numerosi interventi sinfonici dati dalle tastiere (“Tales Untold”) in maniera ancora più esagerata che in passato. Il binomio voce pulita/screaming c’è ancora, ma il livello raggiunto è decisamente triplicato per pomposità. La componente Metal è aggressiva al punto giusto ed esplode fragorosamente (“Ascendance”) facendo da collante alle ottime melodie e cori presenti nelle tracce. L’epicità è sempre straripante e contagiosa grazie a tastiere enormi (“The Deceiver”) ed una certa venatura cinematografica (“Looking Glass”), oltre che al cantato eroico che sprigiona fierezza ad ogni nota (la Stratovarius oriented “Song For Winter”), specie quando viene accompagnato da imponenti sezioni corali (“Memoriam”). Sicuramente l’album è totalmente prevedibile e derivativo, eppure gli Anthea riescono a fare qualcosa che a molti non riesce: comporre canzoni orecchiabili, cantabili e con la giusta dose di complessità in modo da non renderle banali, come l’arabeggiante “Sapiens” con le sue tinte Prog Metal. La band è compatta ed il sound così deliziosamente sopra le righe funziona alla grande anche nei brani più quadrati come la tripletta “Empyrean”, “Sunder Heart” e “In Time”, perfette nel far convivere energia metallica e sinfonia.
Il Power Metal, sebbene faccia fatica a sopravvivere, dimostra di avere ancora la pelle coriacea anche grazie agli Anthea.

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