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Le garanzie della vita: i Sinner! Le garanzie della vita: i Sinner! Nuovo

Le garanzie della vita: i Sinner!

recensioni

gruppo
titolo
Brotherhood
etichetta
Atomic Fire Records
Anno

TRACKLIST:
1. Bulletproof
2. We Came To Rock
3. Reach Out
4. Brotherhood
5. Refuse To Surrender
6. The Last Generation
7. Gravity
8. The Man They Couldn't Hang
9. The Rocker Rides Away
10. My Scars
11. 40 Days 40 Nights
12. When You Were Young (CD, bonus track, The Killers Cover)

LINE UP:
Mat Sinner - voce, basso
Tom Naumann - chitarre
Alex Scholpp - chitarre
Markus Kullmann: batteria

GUESTS:
Dave Ingram, Erik Martensson, Giorgia Colleluori, Lisa Müller, Mark Basile, Neil Witchard, Oliver Palotai, Ralf Scheepers, Ronnie Romero, Sascha Krebs, Stef E., Tom S. Englund

opinioni autore

 
Le garanzie della vita: i Sinner! 2022-09-20 16:14:52 ENZO PRENOTTO
voto 
 
3.5
Opinione inserita da ENZO PRENOTTO    20 Settembre, 2022
Ultimo aggiornamento: 20 Settembre, 2022
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Si sa, nella musica Metal ci sono molte leggende, ma spesso i nomi che rimangono nel tempo sono quelli che non hanno mai smesso di andare avanti nonostante le mille avversità affrontate. Può sembrare una frase fatta ma nel caso del buon Mat Sinner è perfettamente adeguata. Il musicista tedesco è uno si quei personaggi fatti di carne e sangue e non è da tutti marchiare a ferro e fuoco il mondo Hard'n'Heavy con bands come i Sinner fin dagli anni ‘80 (in seguito avrebbe fondato anche i Primal Fear). Il nuovissimo "Brotherhood" (il diciottesimo album) segna il ritorno dopo circa tre anni dal precedente ed ottimo "Santa Muerte" e vede la coppia d’oro Mat Sinner/Tom Naumann nuovamente assieme con in più una nutrita schiera di ospiti oltre alla formazione degli ultimi dischi.
I Sinner nel bene e nel male sono sempre una garanzia di costanza e potenza ed in fondo non serve nulla di più. Il loro modo di fare musica è sempre improntato sulla potenza e sui ritornelli corali ed anche questo "Brotherhood" non fa eccezioni. Il mastodontico tiro alla Judas Priest dell’opener “Bulletproof” butta giù qualsiasi muro a suon di riffs melodici e serrati, con dei duelli di chitarra che sono puro piacere. Le vocals fiere ed i cori trascinanti non fanno altro che confermare lo stato di grazia dei Sinner, che nonostante non inventino nulla riescono sempre a risultare efficaci inserendo anche qualche piccola variazione: le finezze chitarristiche della rocciosa “We Came To Rock” (gli assolo sono infuocati), i cori da battaglia di “Refuse To Surrender”, le ritmiche assassine della bestiale “The Man They Couldn't Hang” o le tentazioni melodiche di “Reach Out” (richiama il progetto Allen/Lande) per non parlare delle sfumature sinfoniche nella lunga e drammatica “The Last Generation”. Tutti esempi di dinamicità che rendono l’ascolto appagante, per poi dedicarsi a pezzi più diretti e quadrati come il coro trascinante della title-track “Brotherhood” e gli assalti veloci a nome “Gravity” e “The Rocker Rides Away”. Verso la fine c’è qualche caduta di tono: “My Scars”, la cover dei The Killers “When We Were Young” e la prevedibile ballad “40 Days 40 Nights” non hanno lo stesso impatto delle altre tracce ma riescono comunque a farsi ascoltare. La band è affiatata e soprattutto nessuno si mette in mostra o tenta di prevalere lasciando che sia la musica a parlare.
Un disco sicuramente di mestiere, eppure fa il suo egregio lavoro e mette in ombra moltissimi gruppi più giovani. Ritorno bomba!

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