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Sorprende in positivo per la maturità compositiva questo secondo album dei Mortuous Sorprende in positivo per la maturità compositiva questo secondo album dei Mortuous Nuovo

Sorprende in positivo per la maturità compositiva questo secondo album dei Mortuous

recensioni

gruppo
titolo
Upon Desolation
etichetta
Carbonized Records / Extremely Rotten Productions
Anno

PROVENIENZA: USA 

GENERE: Death Metal 

FFO: Incantation, Demilich, Autopsy, Rottrevore, Demigod 

LINE UP: 
Colin Tarvin - voce, chitarre
Mike Beams - chitarre, voce, piano 
Clint Roach - basso 
Chad Gailey - batteria 

Andrea Morgan - violino (session/guest) 

TRACKLIST: 
1. Carve [04:34] 
2. Nothing [05:45] 
3. Metamorphosis [04:20] =ASCOLTA= 
4. Days of grey [05:04] 
5. Defiled by Fire [03:43] 
6. Burning Still... [03:17] 
7. Ash and Dismay [04:51] 
8. Graveyard Rain [05:54] =ASCOLTA= 

Running time: 37:28 

opinioni autore

 
Sorprende in positivo per la maturità compositiva questo secondo album dei Mortuous 2022-09-20 17:35:21 Daniele Ogre
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    20 Settembre, 2022
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Sono passati già quattro anni da quando abbiamo incontrato per la prima volta i Mortuous, band fondata nel 2009 da Colin Tarvin (Evulse, ex-Acephalix) cui si è unito un anno dopo l'ex-Exhumed Mike Beams. Quattro anni in cui i Nostri hanno fatto netti passi in avanti per quanto concerne il songwriting: lo stile dei Mortuous resta ancorato ad un Death metal della vecchia scuola riconducibile ai vari Incantation/Rottrevore/Demigod, ma in questo "Upon Desolation" possiamo notare sin da subito una maggior attenzioni ad aspetti più melodici - nelle parti soliste di chitarra o per la presenza del violino in un brano già di per sé ottimo come "Nothing" -, oltre ad un accrescimento del tasso tecnico che sovente rimanda ai mitici Demilich (l'opener "Carve", la già citata "Nothing", "Ash and Dismay"...). In generale, "Upon Desolation" è un lavoro 'ondivago', composto da brani che si muovono su diversi piani senza mai perdere in durezza, a tratti anche complessi pur senza mai perdere di vista un approccio quanto mai diretto. La cascata di riffoni pesanti che permeano l'intera opera vanno a sposarsi alla perfezione con i repentini cambi di tempo o anche di registro: prendere "Metamorphosis", nella cui parte finale i Mortuous riprendono i toni solenni e marziali dei Bolt Thrower, per passare subito dopo ad una vera e propria mazzata tra capo e collo con la violenza primitiva di "Days of Grey", il tutto con una fluidità ed una consapevolezza dei propri mezzi di cui tenere decisamente conto durante l'ascolto dell'intera tracklist. I Mortuous ci sanno quindi sorprendere in positivo con un lavoro che riesce ad essere al contempo semplice - nel suo essere un disco di Death Metal della scuola US - e complesso - tra derive a volte quasi 'my-dying-bridiane' e tecnicismi mai fini a sè stessi -. "Upon Desolation" è in definitiva un album da ascoltare con particolare attenzione dall'inizio alla fine, cercando di coglierne tutte le varie sfumature, ma allo stesso tempo lasciandosi trasportare da un'ondata di piena di Death Metal nudo e crudo. Davvero ben fatto!

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