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Live Burial: adepti della vecchia scuola Death Metal Live Burial: adepti della vecchia scuola Death Metal Nuovo

Live Burial: adepti della vecchia scuola Death Metal

recensioni

titolo
Curse of the Forlorn
etichetta
Transcending Obscurity Records
Anno

PROVENIENZA: UK 

GENERE: Death Metal 

FFO: Asphyx, Autopsy, Bolt Thrower, primi Death, Unleashed 

LINE UP: 
Jamie Brown - voce 
Rob Hindmarsh - chitarre 
Jake Bielby - chitarre 
Lee Anderson - basso 
Matthew Henderson - batteria 

TRACKLIST: 
1. Despair of the Lost Self [07:16] =ASCOLTA= 
2. The Ordeal of Purification [05:16] =ASCOLTA= 
3. My Head as Tribute [05:06] =ASCOLTA= 
4. Exhumation and Execution [05:32] 
5. Blood and Copper [06:40] =ASCOLTA= 
6. Sepulchre of Collapsed Kingdoms [05:35] 
7. This Prison I Call Flesh [11:42] =ASCOLTA= 

Running time: 47:07 

opinioni autore

 
Live Burial: adepti della vecchia scuola Death Metal 2022-09-23 19:33:48 Daniele Ogre
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    23 Settembre, 2022
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Terzo full-length - secondo su Transcending Obscurity Records - per gli inglese Live Burial, old school Death Metal band di Newcastle upon Tyne che abbiamo già incontrato un paio d'anni fa con il discreto "Unending Futility". Così come nel predecessore, il quintetto britannico punta su di un Death metal della vecchia scuola che vede in Autopsy, Asphyx e Bolt Thrower i propri capisaldi, andando a coprire diversi spettri del genere con una buona fluidità: basti ascoltare già solo l'opening track "Despair of the Lost" per notare come il quintetto sia capace di cambiare registro senza che i vari passaggi sembrino dei pezzi diversi attaccati alla bell'e meglio l'uno con l'altro. Suoni grezzi, una produzione volutamente più sporca del solito, una colata lavica di riff ed una sezione ritmica ora rapida e cruenta, ora pesante e cadenzata, un continuo susseguirsi tra Death Metal della vecchia scuola statunitense ed il Death/Doom di quella centro europea: è fondamentalmente questa la ricetta quanto mai semplice ma anche efficace dei Live Burial. La band inglese non pretende assolutamente d'inventare nulla di nuovo, ma mai per un solo attimo sembra dare l'impressione di voler essere solo una copia carbone dei gruppi da cui trae ispirazione. La già citata opening track, la seguente "The Ordeal of Purification" o "Exhumation and Execution" sono perfetti esempi della funzionalità di questo terzo album dei Nostri. Non aspettatevi chissà quale capolavoro, ma di sicuro possiamo dire che "Curse of the Forlorn" è un disco onestissimo che saprà saziare la vostra fame di Death Metal.

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