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Sublime, poetica e disperata: la quarta meravigliosa opera degli austriaci Ellende Sublime, poetica e disperata: la quarta meravigliosa opera degli austriaci Ellende Hot

Sublime, poetica e disperata: la quarta meravigliosa opera degli austriaci Ellende

recensioni

gruppo
titolo
Ellenbogengesellschaft
etichetta
AOP Records
Anno

PROVENIENZA: Austria

GENERE: Post-Black Metal

TRACKLIST:
1. Ich bin
2. Unsterblich
3. Ruhelos ft. J.J. (Harakiri for the Sky) =ASCOLTA= 
4. Hand aufs Herz
5. Someday
6. Freier Fall =ASCOLTA=
7. Abschied =VIDEO=
8. Verletzlich

LINE-UP:
L.G. - voce, chitarre, basso, tastiere, piano
P.F. - batteria (session)

opinioni autore

 
Sublime, poetica e disperata: la quarta meravigliosa opera degli austriaci Ellende 2022-10-03 17:26:22 Luigi Macera Mascitelli
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Luigi Macera Mascitelli    03 Ottobre, 2022
Ultimo aggiornamento: 03 Ottobre, 2022
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Il Black Metal è probabilmente - gusti personali a parte - il genere che più di tutti riesce a penetrare in profondità nell'animo umano e a portare a galla sentimenti, emozioni e stati d'animo molto spesso ritenuti perfino innaturali. Soprattutto i filoni più moderni del genere, in particolare Post-Black e Blackgaze, si concentrano maggiormente sulla potenza evocativa della musica combinando la cruda ferocia del genere con una disperata quanto languida e triste melodia. Questo ossimoro apparentemente insolubile è invece fonte di tanta, tantissima pelle d'oca, poiché diventa persino indescrivibile il ventaglio di sensazioni che si riescono a provare. Ecco, gli austriaci Ellende, one man band creata dal mastermind L.G. undici anni fa, riescono perfettamente in questo intento proponendoci una musica che negli anni è diventata sempre più riconoscibile e stratificata tanto che, ad oggi, assieme ai loro connazionali Harakiri For The Sky possono essere considerati tra le più importanti realtà del Post-Black Metal. A testimonianza di quanto affermato subentra "Ellenbogengesellschaft", quarta meravigliosa opera firmata Lukas Gosch e probabilmente la più bella, stratificata ed emotivamente potente di tutta la sua carriera. Mai ci saremmo potuti aspettare un qualità di questa portata, considerando anche lo strepitoso lavoro svolto con i capitoli precedenti. Eppure il buon L.G. è riuscito nell'intento di regalarci un viaggio ultraterreno nel quale la tristezza, la gioia, l'amore, l'odio, la disperazione e la spensieratezza si uniscono in un solo piano esistenziale senza che ogni singola componente si possa riconoscere. "Ellenbogengesellschaft" è esattamente quel tipo di album che metti in cuffia al buio o quando passeggi nei boschi e vuoi isolarti completamente dove nessuno può vedere le lacrime uscirti dagli occhi. Non è un caso, tra l'altro, che nel brano "Ruhelos" sia presente proprio il vocalist degli Harakiri For The Sky, come a voler testimoniare che le due realtà siano imprescindibili nel bagaglio culturale di chi ama questo genere. Andando più in profondità in questi 50 minuti di ascolto, possiamo notare come la musica degli Ellende tenda ad avere sempre quella vena più morbida e meno spigolosa; lavoro reso possibile dalla costante presenza del pianoforte e delle tastiere che alleggeriscono la sferzata morente delle chitarre. Di contro queste ultime ci offrono uno spettro compositivo notevole: dall'incanto degli arpeggi alla teatralità dei riff più dal sapore Black fino alle struggenti melodie in acustico... Una potenza evocativa che raramente la s'incontra in un disco, soprattutto se è sempre costante quel sapore Progressive che dà all'ascolto il suo fascino ipnotico ed imprevedibile, come se da un momento all'altro ti aspetti un determinato passaggio, ma poi ne giunge un altro. Ecco, giocando su questo mood altalenante L.G. è riuscito ad imbastire un'opera d'arte di una bellezza indescrivibile nel quale la struggente tristezza di sottofondo fa da contraltare ad un'eleganza e teatralità quasi regali. Eppure ciò che resta alla fine è l'angoscia d'aver concluso il viaggio, colmi di lacrime e con la voglia di ripeterlo ancora e ancora in un loop infinito nel quale poter scorgere le infinite sfaccettature che gli Ellende hanno da offrirci. E forse è questa la capacità più grande che va riconosciuta alla band: l'estrema eterogeneità che, tuttavia, punta sempre e comunque verso un'unica direzione, come un veliero distrutto che continua incessante verso la sua rotta...la bellezza del nulla. Complimenti!

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