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I De Profundis si confermano tra le più interessanti bands del sottobosco Death europeo I De Profundis si confermano tra le più interessanti bands del sottobosco Death europeo Hot

I De Profundis si confermano tra le più interessanti bands del sottobosco Death europeo

recensioni

titolo
The Corruption of Virtue
etichetta
Transcending Obscurity Records
Anno

PROVENIENZA: UK (Inghilterra) 

GENERE: Death Metal 

FFO: Death, Edge of Sanity, Obscura, primi At the Gates, Akercocke 

LINE UP: 
Craig Land - voce 
Shoi Sen - chitarre 
Paul Nazarkardeh - chitarre 
Steve Woodcock - basso 
Tom Atherton - batteria 

TRACKLIST: 
1. Ritual Cannibalism [03:34] 
2. Sectarian Warfare [04:08] 
3. Relentless March [04:46] =ASCOLTA= 
4. Weaponised Rape [04:07] =ASCOLTA= 
5. Embrace Dystopia [04:34] =ASCOLTA= 
6. Desecrating Innocence [04:55] 
7. Religious Cancer [03:20] 
8. Scapegoat [04:02] 
9. The Sword Verses [04:58] 

Running time: 38:24 

opinioni autore

 
I De Profundis si confermano tra le più interessanti bands del sottobosco Death europeo 2022-10-07 18:14:42 Daniele Ogre
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    07 Ottobre, 2022
#1 recensione  -   Guarda tutte le mie opinioni

Quattro anni fa rimanemmo piacevolmente impressionati dagli inglesi De profundis ed il loro "The Blinding Light of Faith", disco che presentava un mix di diverse sonorità ben messe insieme dal quintetto londinese. Quasi un lustro dopo rieccoli tornare sempre per Transcending Obscurity Records per denunciare i controsensi delle varie religioni con "The Corruption of Virtue", sesto studio album per la band che prende il nome da una canzone degli Abruptum. Come avevamo scritto quattro anni or sono, i De Profundis sono nati come una band Doom/Death, per poi passare ad un Progressive Black/Death ed infine ad un Death Metal infarcito di varie influenze; ebbene in "The Corruption of Virtue" ritroviamo bene o male le stesse impostazioni del precedente album, ma questa volta ad onor di cronaca la componente Progressive Death prende decisamente il sopravvento, con tra l'altro il nuovo bassista Steve Woodcock che non fa rimpiangere il suo predecessore Arran McSporran, anzi il suo stile sembra avvicinarsi leggermente di più a quello di Obscura, Beyond Creation e compagnia. Ma a parte questi, le influenze principali dei De Profundis che vediamo impegnati in "The Corruption of Virtue" sono senz'altro da ricercare in Death ed Edge of Sanity. Quel che abbiamo davanti è insomma un lavoro dall'elevato tasso tecnico, ma in cui i De Profundis sanno anche quando spingere sull'acceleratore picchiando come fabbri: ed è in quei momenti che il riffingwork si fa anche più melodicamente tagliente, richiamando gli At the Gates dei mitici primi album (vedasi "Weaponised Rape", "Ritual Cannibalism", "Relentless March"...). Nei quasi 40 minuti di quest'album e con pezzi come quelli già citati o anche "Religious Cancer" o "Desecrating Innocence", possiamo notare come i De Profundis siano uno di quei casi abbastanza rari di una band che sa essere rabbiosa (contro il cattolicesimo o comunque le religioni in generale), ma con innata classe, affrontando argomenti anche abbastanza delicati: vi rimando al testo di "Weaponised Rape". Ancora una volta i De Profundis "parlano" a più frange di fans del Death Metal: "The Corrpution of Virtue" potrà piacervi sia se vi piace il progressive Death più tecnico, sia se preferite un approccio melodico, sia un sound che sappia essere duro. Sono tutte componenti che la band londinese sa come inserire nelle proprie composizioni, sfornando di volta in volta lavori sempre interessanti.

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20
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