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Cosmo Zeta, per il futuro servirà di meglio Cosmo Zeta, per il futuro servirà di meglio Hot

Cosmo Zeta, per il futuro servirà di meglio

recensioni

titolo
“Visioni di Andromeda”
etichetta
Autoproduzione
Anno

TRACKLIST:
1. L’Ammiraglio
2. Destino
3. Olympia
4. Il viaggio del guerriero
5. La follia
6. Athena
7. Irruenza
8. Heroes
9. Jack la notte
10. Esmeralda

LINE UP:
Claudio Massara - chitarre, voce
Cristian Basile - chitarre, voce
Alfonso Sala  - batteria
Marco Corbetta - basso (session)

opinioni autore

 
Cosmo Zeta, per il futuro servirà di meglio 2022-11-01 10:44:32 Ninni Cangiano
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    01 Novembre, 2022
Ultimo aggiornamento: 01 Novembre, 2022
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Cosmo Zeta è un progetto nato poco prima della pandemia per iniziativa di tre amici che si conoscono da tanti anni, tutti ormai di non più verde età (un po’ come quasi tutti i recensori di allaroundmetal.com!); in aggiunta al terzetto è presente anche un altro amico che si è occupato del basso in questo disco. L’album è intitolato “Visioni di Andromeda”, è dotato di piacevole artwork (se ne ignora l’autore) ed è composto da dieci pezzi per una durata totale di poco inferiore ai 40 minuti. Cosmo Zeta è descritto come “un posto immaginario nell'universo in cui rifugiarsi” ed il gruppo ha pensato di comporre una musica particolare, a causa del cantato in italiano, idioma da sempre alquanto ostico per la musica Metal. Nel caso dei Cosmo Zeta (nonostante loro si presentino come gruppo Metal), il cantato italiano non dispiace più di tanto perché di musica Metal effettivamente in questo album se ne sente poca (giusto qualche accenno in “Olympia” e poco altro), dato che il sound del gruppo italiano è fondamentalmente un robusto Rock ispirato dalla mitica scena di fine anni ’80 e degli anni ’90. Lo stile ricorda, infatti, molto da vicino i Timoria dei meravigliosi primi dischi (“Ritmo e dolore”, “Storie per vivere” e “Viaggio senza vento”), ma anche qualcosa dei Negrita e vagamente anche qualche accenno ai Diaframma. Purtroppo per i Cosmo Zeta, però, oltre ad essere un po’ fuori tempo massimo (ma, se la musica è ben fatta, non c’è epoca!), il problema principale è quello di non avere in formazione un cantante in grado anche solo di reggere il confronto con un Francesco Renga, tanto per fare un nome a caso; per questo genere è fondamentale avere una voce che faccia la differenza e, da quello che ho potuto ascoltare, né il buon Claudio Massara e nemmeno Cristian Basile (che si alternano al microfono) sono in grado di farsi notare in positivo, ma risultano un po’ troppo “normali”, per non dire “anonimi”. E devo dire che questo mi dispiace davvero tanto, dato che la musica dei Cosmo Zeta è davvero bella ed in grado di affascinare soprattutto chi, come il sottoscritto, quel periodo d’oro del Rock italiano l’ha vissuto nella propria gioventù. Canzoni come la già citata “Olympia”, ma anche l’opener “L’Ammiraglio” o “Athena” (un altro dei brani in cui qualche riff di chitarra Metal si sente ogni tanto), sono davvero affascinanti e, se ci fosse un cantante di livello qualitativo superiore alla media, sarebbero decisamente intriganti. Il songwriting dei Cosmo Zeta è convincente e questo “Visioni di Andromeda” si lascia ascoltare gradevolmente, a patto di essere avvezzi a certe sonorità più “morbide” e decisamente poco o niente Metal; aspetto la band ad un prossimo disco, sperando possa trovare un vocalist che possa consentire di uscire dall’underground. Sufficienza sicuramente meritata, ma in futuro servirà qualcosa in più.

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