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Slaughter the Giant, ovvero tra le migliori scoperte del 2022 Slaughter the Giant, ovvero tra le migliori scoperte del 2022 Nuovo

Slaughter the Giant, ovvero tra le migliori scoperte del 2022

recensioni

titolo
Depravity
etichetta
Hammerheart Records
Anno

PROVENIENZA: Belgio

GENERE: Melodic Death Metal

TRACKLIST:
1. Depravity
2. World To Come
3. Compliance =ASCOLTA= 
4. Co-ed Butcher =ASCOLTA= 
5. Ritual Abuse =ASCOLTA= 
6. Ecological Collapse
7. The Undead =VIDEO=
8. Dark Days

LINE-UP:
Daan Vangoidsenhoven - Basso
Joren Baert - Batteria
Jeroen Broos - Chitarre
Timi Devos - Chitarre
Benny Ubachs - Voce

opinioni autore

 
Slaughter the Giant, ovvero tra le migliori scoperte del 2022 2022-11-23 15:27:34 Luigi Macera Mascitelli
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Luigi Macera Mascitelli    23 Novembre, 2022
Ultimo aggiornamento: 23 Novembre, 2022
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Cosa succederebbe se si unissero The Black Dahlia Murder, At The Gates, Fleshgod Apocalypse ed Obscura? Esattamente questo "Depravity", primissima creatura dei belgi Slaughter The Giant, ovvero tra le migliori scoperte di questo fine 2022 ed una band che, lo diciamo fin da subito, ha appena dato il via ad una carriera a dir poco sensazionale. I Nostri sono giovanissimi, nati solamente quattro anni fa e con alle spalle solamente un EP nel 2019; ma è con questo debutto che il quintetto è entrato a gamba tesissima nel mondo del Melodic Death moderno. E non si tratta di un semplice ottimo disco questo "Depravity", ma di una vera e propria perla che potrebbe guardare dall'alto verso il basso realtà ben più famose ed affermate. Il motivo è da ricercarsi nel songwriting semplicemente perfetto, assolutamente impossibile da ricondurre ad uno o più dei gruppi sopracitati; piuttosto si tratta di una commistione di stili, influenze e sapori che rendono gli Slaughter The Giant una band con uno stile tutto suo. Se pensiamo, poi, che si tratta solamente del debutto vi lasciamo immaginare cosa potranno fare in futuro questi ragazzi con un bagaglio di esperienza ancora più colmo. Certamente siamo all'interno di stilemi ben noti, dove la scuola americana soprattutto la fa da padrona; non a caso i The Black Dahlia Murder sono indicati come il punto di riferimento maggiore. Tuttavia se da un lato abbiamo delle band che fanno quasi copia/incolla del colosso di Detroit, dall'altro abbiamo realtà come i qui presenti che si rifanno certamente al compianto Trevor e soci, ma più ad un livello di ispirazione. Ecco perché riteniamo gli Slaughter The Giant come il perfetto esempio di gruppo che ha saputo pescare in più punti per poi trarne uno stile tutto suo. Troveremo, dunque, pennellate degli ultimi At The Gates, tecnicismi super raffinati e mai troppo pomposi vicini agli Obscura, fino alle tonalità acide e squillanti degli appena citati TBDM. Il tutto suonato con estrema classe e capacità di scrittura notevoli, tanto che stentiamo a credere si tratti solamente del debutto. Da qui il mezzo punto in più con il quale vogliamo premiare l'estrema bravura e ambiziosità della band per aver dato alla luce questo "Depravity". Per voi fan, invece, un semplice consiglio: ascoltateli e supportateli ad occhi chiusi; siamo di fronte ad una vera e propria rivelazione.

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