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Una piacevole scoperta quella dei Rebel Souls ed il loro secondo full-length Una piacevole scoperta quella dei Rebel Souls ed il loro secondo full-length Nuovo

Una piacevole scoperta quella dei Rebel Souls ed il loro secondo full-length

recensioni

titolo
Dawn of Depravity
etichetta
Blood Fire Death
Anno

PROVENIENZA: Germania / Spagna 

GENERE: Death Metal 

FFO: Bloodbath, Suffocation, Krisiun, Hour of Penance, Hate Eternal 

LINE UP: 
Stefan Hielscher - voce, basso 
Alex Guerrero - chitarre, voce 
Tornay - chitarre 
Arnau Martí - battieria 

TRACKLIST: 
1. Dawn of Depravity [04:21] 
2. Trophonios [02:50] 
3. Poisoner of the Harvest [04:54] 
4. Corrupting the Lambs [02:42] 
5. Sea of Crises [03:55] 
6. Three Thousand Screams [04:19] 
7. Nihil Infinitum [03:09] =VIDEO= 
8. Beneath the Veneer [04:41] =VIDEO= 
9. Rebel Souls [05:31] 
10. Virulent [05:11] 

Running time: 41:33 

opinioni autore

 
Una piacevole scoperta quella dei Rebel Souls ed il loro secondo full-length 2022-11-23 15:43:03 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    23 Novembre, 2022
#1 recensione  -   Guarda tutte le mie opinioni

Formatisi in Germania ed attivi nei primi anni degli anni 2000 - periodo in cui hanno pubblicato diversi demo -, i Rebel Souls danno una spinta definitiva alla loro carriera dopo essersi riformati nel 2014: da allora la band si divide tra Germania e Spagna e ha debuttato su lunga distanza nel 2017 con "The Forces of Darkness"; a distanza di cinque anni l'act ispanico-tedesco torna col secondo full-length "Dawn of Depravity", rilasciato da Blood Fire Death: una quarantina di minuti - senza alcuna in utile intro - di Death Metal in quella che è forse la sua più pura accezione del termine. Basta vedere le bands indicate come influenze nelle info sheets che accompagnano il promo e che sono riportate qui sopra: magari in minor dose i nostri Hour of Penance, ma Bloodbath, Krisiun e Suffocation (così come Hate Eternal, Malevolent Creation, Deicide) hanno giocato un ruolo fondamentale nella crescita stilistica del quartetto. I Nostri dimostrano di avere una buonissima tecnica di base, che è però messa al servizio di un impatto rigorosamente d'urto, concedendo ben poco tempo per far rifiatare l'ascoltatore (vedasi la breve parte centrale di "Poisoner of the Harvest"). La buona prova vocale di Stefan Hielscher viene qui decisamente ben supportata da due chitarristi che in quanto a riffingwork sembrano - come si suol dire - carichi a pallettoni, ma soprattutto da una sezione ritmica in stato di grazia con la prova tellurica di Arnau Martí dietro le pelli ed il basso pulsante dello stesso Hielscher. Magari "Dawn of Depravity" sarà uno di quegli ormai tantissimi album che non brilla per originalità, ma non possiamo negare che il lavoro dei Rebel souls non annoia per nulla, ma anzi riescono sempre a mantenere alta la tensione delle composizioni con una prova rabbiosa e votata alla mattanza sonora ("Corrupting the Lambs", "Sea of Crises", "Nihil Infinitum"...). Per quanto ci riguarda, consigliamo caldamente "Dawn of Depravity" ai collezionisti incalliti di CD Death Metal: questo secondo full-length dei Rebel Souls si lascia ascoltare che è un piacere.

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