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Una bomba di Power Metal chiamata Induction Una bomba di Power Metal chiamata Induction Hot

Una bomba di Power Metal chiamata Induction

recensioni

gruppo
titolo
"Born from fire"
etichetta
Atomic Fire Records
Anno

TRACKLIST:
1. Born from fire
2. Scorched
3. Fallen angel
4. Go to Hell =VIDEO=
5. Embers =VIDEO=
6. Order & chaos
7. The beauty of monstrance
8. Queen of light =VIDEO=
9. I am alive
10. Ghost of silence
11. Eternal silence
12. Sacrifice =VIDEO=

LINE-UP:
Craig Cairns . Voce
Tim Kanoa Hansen - Chitarre
Marcos Rodriguez - Chitarre
Dominik Gusch - Basso
Dominik Zester - Batteria (session)

opinioni autore

 
Una bomba di Power Metal chiamata Induction 2022-11-26 16:09:40 Ninni Cangiano
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    26 Novembre, 2022
Ultimo aggiornamento: 26 Novembre, 2022
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Gli Induction sono il gruppo di Tim Kanoa Hansen, il figlio di Kai Hansen; solo lui, infatti, è rimasto dalla creazione della band (che originariamente si chiamava “Martin Beck’s Induction”) e dalla realizzazione del debut album omonimo nel 2019; tutti gli altri musicisti, infatti, sono arrivati in formazione solo quest’anno, giusto in tempo per rilasciare questo secondo album, intitolato “Born from fire”. L’album è dotato di piacevole artwork realizzato dal prolifico artista ungherese Peter Sallai (Sabaton, Hammerfall, Powerwolf), è composto da dodici tracce per quasi 58 minuti di durata totale. Il sound della band è un piacevole e veloce Power Metal, con diversi tocchi sinfonici, ma soprattutto con tanta attenzione alle melodie. Naturalmente strumento protagonista sono le due chitarre, con il mainman che regala gradevoli parti soliste assieme all’ex-Rage, l’argentino Marcos Rodriguez; molto in evidenza anche il singer inglese Craig Cairns (dai Tailgunner), dotato di voce cristallina e potente. Visto il ritmo sempre frizzante, è molto importante anche la batteria (suonata dal session tedesco Dominik Zester) che è sempre in bella evidenza, mentre il basso di Dominik Gusch svolge il suo compito in sottofondo, ritagliandosi qualche rara parte da protagonista (come in "The beauty of monstrance"). A contraddistinguere il sound è una forte orecchiabilità, che porterà dopo qualche ascolto a memorizzare facilmente le varie canzoni che risultano decisamente ruffiane ed accattivanti; non meravigliatevi, quindi, se sotto la doccia vi troverete a canticchiare il coro di “Go to hell”, oppure della title-track (furbamente posta in apertura), ma anche di “Order & chaos”, tanto per citare le prime che mi vengono in mente. E’ tutto l’album, infatti, ad essere bello compatto e di livello qualitativo sicuramente superiore alla media, tanto che sostanzialmente non esiste alcuna traccia, ma nemmeno alcun singolo momento di qualità inferiore all’eccellente. Se insomma siete fans del Power Metal più classico della scuola nordeuropea, questo “Born from fire” degli Induction sarà sicuramente pane per i vostri denti, dato che obiettivamente è tra i migliori dischi nello specifico settore uscito in questo 2022!

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