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Whirlwind, una perla ispirata ai Running Wild Whirlwind, una perla ispirata ai Running Wild Hot

Whirlwind, una perla ispirata ai Running Wild

recensioni

gruppo
titolo
"1714"
etichetta
Fighter Records
Anno

TRACKLIST:
1. 1714 (Intro)
2. The call
3. Under siege
4. Rebels arise! =ASCOLTA=
5. Torture, knife & fire
6. Gallows tithe =ASCOLTA=
7. Cannons of infuriation
8. The bastard duke
9. Immortal heroes =ASCOLTA=
10. Red september
11. Echoes of time

LINE UP:
Mark Wild – Chitarra ritmica
Artur – Chitarra solista
Héctor Llauradó – Voce
Jordi - Batteria

opinioni autore

 
Whirlwind, una perla ispirata ai Running Wild 2022-11-27 18:32:13 Ninni Cangiano
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    27 Novembre, 2022
Ultimo aggiornamento: 27 Novembre, 2022
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I Whirlwind sono un progetto parallelo ai Körgull The Exterminator di Mark Wild, che nel 2012 iniziò a scrivere canzoni fortemente influenzate dall’era d’oro dei Running Wild (per capirci, anni ’80 e ’90). Reclutati i fratelli Julió (Jordi il batterista ed Artur il chitarrista solista) ed il singer Héctor Llauradó, è stato registrato questo debut album intitolato “1714”, edito in questo mese di novembre dalla madrilena Fighter Records (divisione Heavy Metal di Xtreem Music); al gruppo si è unito anche il bassista spagnolo Philip Graves (all’anagrafe P.J. Toro), che però non figura nella formazione della band (non è quindi chiaro se abbia, o meno, partecipato alla registrazione). L’album è composto da dieci canzoni (cui si aggiunge la solita inutilissima intro), ha una durata totale di 51 minuti esatti ed ha un piacevole artwork che raffigura una battaglia, credo della guerra di successione spagnola. Come detto, il sound dei Whirlwind è palesemente ispirato ai Running Wild ma, ascoltando questo disco, viene subito da pensare “magari i Running Wild suonassero ancora così!”; già, perché il gruppo spagnolo si ispira alla migliore produzione di Rock’n’Rolf Kasparek & C. e non alla mediocrità che stanno propinando da quasi un ventennio a questa parte. Come nel caso dei mitici Blazon Stone, è evidente anche in questo caso che gli allievi hanno abbondantemente superato i maestri. E questo non può che far piacere a tutti i fans di questo particolare tipo di sound, definito dai più “pirate metal”! Naturalmente, per apprezzare tutto ciò, non dovete assolutamente pensare a concetti come originalità ed innovazione, perché sono vocaboli del tutto sconosciuti per questi gruppi che, al contrario, vogliono suonare solo e soltanto la musica che amano, incuranti di mode o altre amenità del genere. Se, quindi, anche voi ve ne fregate bellamente di discorsi simili, potrete sicuramente apprezzare alla grande questo disco, composto da dieci canzoni una più bella dell’altra, una più tirata dell’altra, una più ricca d’energia e più trascinante dell’altra. Davvero, ho trovato estremamente complicato non mettermi a saltare ed a sbattere il capoccione (con sommo gaudio delle martoriate vertebre cervicali!) in furiosi headbangings praticamente su tutti i pezzi dell’album! Già, perché in questo disco non c’è nemmeno una canzone inferiore qualitativamente all’altra (sorvoliamo sulla futilità dell’intro) ed è solo un piacere ascoltare e riascoltare l’intero full-length tutto d’un fiato! Si potrà disquisire che la voce di Héctor Llauradó non sia nulla di eccezionale, ma del resto anche il sommo Rock’n’Rolf non ha mai avuto un’ugola particolarmente apprezzabile. Quello che conta è la somma delle varie componenti, l’energia che sprizza da ogni nota e quanto piacere derivi dall’ascolto e questo “1714” dei Whirlwind ha indiscutibilmente tutte queste qualità! Da non perdere!!

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