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Tornano dopo un solo anno le rigide sperimentazioni sonore dei Veilburner Tornano dopo un solo anno le rigide sperimentazioni sonore dei Veilburner Hot

Tornano dopo un solo anno le rigide sperimentazioni sonore dei Veilburner

recensioni

titolo
VLBRNR
etichetta
Transcending Obscurity Records
Anno

PROVENIENZA: USA 

GENERE: Experimental Black/Death Metal 

FFO: Deathspell Omega, Dødheimsgard, Nachtmystium, Blut Aus Nord, Imperial Triumphant  

LINE UP: 
Chrisom Infernium - voce 
Mephisto Deleterio - tutti gli strumenti 

TRACKLIST: 
1. VI (Vulgar Incantations) [06:16] =ASCOLTA= 
2. Envexomous Hex [05:34] 
3. Interim Oblivion [06:02] =ASCOLTA= 
4. Lo! Heirs to the Serpent [05:18] =ASCOLTA= 
5. Burning the Veil [05:25] =ASCOLTA= 
6. Unorthodoxagon [05:26] 
7. Repulsed by the Light [06:41] =ASCOLTA= 
8. None so Hideous [05:27] 
9. Exhibitionism in Limbo [02:48] 
10. Ruin [07:19] =ASCOLTA= 

Running time: 56:16 

opinioni autore

 
Tornano dopo un solo anno le rigide sperimentazioni sonore dei Veilburner 2022-12-03 14:09:38 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    03 Dicembre, 2022
#1 recensione  -   Guarda tutte le mie opinioni

E' passato solo un anno dal nostro ultimo incontro con i Veilburner, che ecco rivediamo tornare il duo americano con il suo Black/Death dissonante e sperimentale alle prese con un nuovo full.length, il sesto in carriera per Chrisom Infernium e Mephisto deleterio: "VLBRNR", licenziato sempre da Transcending Obscurity Records. La vena sperimentale e le caratteristiche stranianti insite nelle sonorità dei Nostri sono sempre ben presenti: un Black Metal di base con (alcune) venature Death in cui possiamo trovare avanguardismi che rimandano in primis ai Deathspell Omega, ma anche a gente come The Ruins of Beverast o Nachtmystium, una grossa spinta sperimentale à la Imperial Triumphant (a nostro avviso anche migliore rispetto al ben più celebrato gruppo connazionale) e "storture" Industrial sulla scia dei migliori Blut Aus Nord. Tutti nomi fatti per cercare di far capire dove i Veilburner vogliano andare a parare sul piano stilistico, ma va detto che col tempo il duo della Pennsylvania sia cresciuto tantissimo sul piano della personalità, facendo notevoli passi avanti anche rispetto ad un "Lurkers in the Capsule of Skull" uscito solo l'anno scorso. Ad esempio, nonostante le algide atmosfere o il forte uso di theremin in un'ottima traccia come "Envexomous Hex", i Veilburner abbiano avuto in questa loro sesta fatica su lunga distanza un occhio ben attento ad un Black/Death nella più pura accezione del termine, come possiamo vedere in tracce come "Interim Oblivion" e "Lo! Heirs of the Serpent" (se chiedessimo a chi non sente echi dei Behemoth in queste due tracce di alzare la mano, sappiamo che non ne vedremmo nemmeno una). Ma appunto, i Veilburner sono una band che fa della sperimentazione il proprio vessillo e pur non esagerando come in passato i Nostri sanno ancora sorprendere, vedasi la parte centrale proprio di "Interim Oblivion" con fraseggi acustici jazzati o le glaciali digressioni Industrial che fanno capolino di tanto in tanto durante la tracklist. I Veilburner continuano ad essere uno di quei gruppi che non sono propriamente adatti a tutti: ci vuole una certa predisposizione per potersi godere gli oltre 50 minuti di questa loro ultima fatica, in cui possiamo comunque notare un'ulteriore crescita dei Nostri rispetto ad un passato anche molto recente. Se più avanti riusciranno in qualche modo ad essere anche solo un po' meno frenetici, potremmo facilmente trovarci davanti ad un'ultima evoluzione dei Veilburner che potrebbe portarli persino ai vertici della frangia più sperimentale del Metal estremo.

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