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Opinione scritta da Celestial Dream

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Opinione inserita da Celestial Dream    06 Mag, 2021
Ultimo aggiornamento: 06 Mag, 2021
#1 recensione  -  

Dalla Svezia con una proposta che possiamo inquadrare all'interno della scena hard rock con delle forti influenze blues, i Backwood Spirit con questo loro “Fresh From The Can” ci riportano alle sonorità più classiche degli anni Settanta continuando senza alcuna novità il percorso già intrapreso con il debutto omonimo pubblicato nel 2017.

Nove brani dal sapore retrò che, fin dalle prime note, ci portano in un saloon sperduto in qualche paesino degli Stati Uniti. Il chitarrista e songwriter Kent Engström si avvale di un singer di spessore come Göran Edman (Yngwie Malmsteen, John Norum) che si destreggia alla grande anche su queste sonorità. Innovazione pari a zero, ma un disco piacevole da ascoltare con brani caldi ed intensi come “Catch Your Fire” e la dinamica “Witchwood”, senza dimenticare l'andatura più lenta ed emozionante di “Sweet In The Evening (Lullaby)”. Qualche velata influenza funky fa capolino con “Leavin’” e nel finale sono le note dolci di “Mayflower” ad avvolgere l'ascolto fino alle note finali.

Classic Rock e Bluesy Hard Rock, sentito e risentito tante volte, ma suonato con passione e competenza. Bravi!

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4.0
Opinione inserita da Celestial Dream    06 Mag, 2021
Ultimo aggiornamento: 06 Mag, 2021
#1 recensione  -  

“Fire In The Sky” è una raccolta che unisce in un'unica release il meglio della melodic hard rock band Escape (e non solo), con pezzi datati anche trent'anni che sono stati risuonati dalla nuova formazione.

All'interno della tracklist troviamo un paio di brani come “Blinded By A Lie” e “Walk On Water” addirittura contenuti nel disco solista di Bob Catley “Spirit Of Man”, songs composte da Vince O’Regan diversi anni fa. Parliamoci chiaro: questo disco probabilmente non verrà ricordato negli annali della scena melodic rock, ma sicuramente momenti come la spensierata “Heroes In The Night” e l'elegante “Temptation”, un po' alla FM, mostrano una band dal songwriting elegante e raffinato con melodie capaci di catturare ascolto dopo ascolto e arrangiamenti di classe che vengono messi in evidenza in chiusura con l'epica title-track.

Nessun filler, ma una tracklist intensa dall'inizio alla fine; “Fire In The Sky” degli Escape è un disco davvero degno delle nostre attenzioni, parola di rocker!

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Opinione inserita da Celestial Dream    29 Aprile, 2021
Ultimo aggiornamento: 29 Aprile, 2021
#1 recensione  -  

Melodic hard rock classico che giunge dagli Stati Uniti con i FarCry, band che è attiva sin dal 2006 e che ha successivamente pubblicato due dischi: “High Gear” (2009) ed “Optimism” (2011).

“Balance” contiene dieci tracce che colpiscono con melodie di facile presa, brani poco elaborati e abbastanza diretti, che non colpiscono quindi per personalità né tanto meno per un cantato sopra le righe o una tecnica notevole da parte dei strumentisti, anche se i solos di chitarra sono tra le note più positive che restano all'ascolto. Detto ciò, non vogliamo bocciare un disco che comunque si muove sempre sopra la sufficienza con un sound semplice ma efficace ed una manciata di brani piacevoli come possono risultare la melodica e quadrata “Stay Away” e la rocciosa “Redemption”. Troppo poco per distinguersi nell'attuale mercato discografico ricco di numerose e spesso valide uscite.

“Balance” rientra nella categoria 'dischi dedicati ai fans più sfegatatati del genere'; per tutti gli altri è consigliato guardarsi in giro per spendere meglio i classici 15 euro.

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Opinione inserita da Celestial Dream    27 Aprile, 2021
Ultimo aggiornamento: 27 Aprile, 2021
#1 recensione  -  

Heavy metal puro e diretto con questo “Out of the Ashes into the Fire”, album che segna il ritorno per l'act svedese Axewitch, che pubblicò tre dischi ed un EP negli anni Ottanta prima di sparire.

Ora si rifanno sotto con dieci nuove composizioni di classicissimo heavy che spazia tra brani 'in your face' come l'opener “The Pusher”, a momenti più epici ed elaborati come “In Pitch Black Darkness” e “Going Down”. Ritmi sempre controllati, atmosfere leggermente oscure anche grazie alla produzione e qualche influenza hard rock che si mostra qua e là; questo lavoro mostra ancora tanta passione anche se potrebbe risultare fin troppo legato al passato. Ma tant'è, se amate queste sonorità apprezzerete sicuramente i riff di scuola Accept che conducono “Let Sleeping Dogs Lie” o le sonorità rockeggianti e spensierate di “Losing You”.

Ben composto e piacevole, perfetto per un tuffo nelle sonorità più classiche: bentornati Axewitch!

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4.0
Opinione inserita da Celestial Dream    27 Aprile, 2021
Ultimo aggiornamento: 27 Aprile, 2021
#1 recensione  -  

L'atteso secondo capitolo del progetto denominato Sweet Oblivion, che vede coinvolto Geoff Tate – storico e celebre singer dei Queensryche nell'epoca d'oro – giunge nelle nostre mani con il titolo di “Relentless”.

Un sound che va a riprendere le atmosfere proprio dei primi dischi firmati Ryche, stavolta composto dal mastermind Aldo Lonobile (Secret Sphere, Timo Tolkki's Avalon, Archon Angel) il quale riesce nel compito non facile di mettere a proprio agio ed ispirare la voce del frontman americano. Inutile dire che se avete amato la prog metal band di Seattle questo disco fa per voi. La partenza fulminea di “Once Again One Sin”, i ritmi cadenzati e progressivi che troviamo in “Strong Pressure”, la malinconica ed elegante “Let It Be”, poste in partenza, sono subito un biglietto da visita imponente. Tra i momenti migliori del disco è d'obbligo menzionare la melodica “Remember Me” che ben si destreggia attraverso linee vocali accattivanti, l'intensa ballad acustica “I'll Be The One” ed “Aria” song interamente cantata in italiano.

“Relentless” è un lavoro di classe, suonato e cantato molto bene. Non un capolavoro, ma una release che segna senza dubbio questa prima parte dell'annata metallica in corso.

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3.5
Opinione inserita da Celestial Dream    21 Aprile, 2021
Ultimo aggiornamento: 21 Aprile, 2021
#1 recensione  -  

SickWalt è rock'n'roll senza fronzoli, diretto, a tratti alternativo ma sicuramente ricco di adrenalina.

Il gruppo che nasce nel 2014 a New York mette sul piatto tanta passione ed energia, anche se magari poca innovazione. Dietro al mastermind "Sick" Walt Novak al microfono, si aggiungono musicisti esperti come ad esempio il batterista Eric Arce (The Misfits, Murphy’s Law, Skarhead, Maximum Penalty). “Shove ‘n Love” è il disco d'esordio per l'act newyorkese che parte deciso con il sound classicissimo di “Die Like Belushi” e “Song For Johnny” che lasciano spazio all'impatto punk rock di “Punk Almighty” o all'energia di puro stampo rock “Demand The Stage” senza dimenticare il tocco psichedelico di “Butchers Dog” o l'impronta crossover di “Hey Devil”, tutti brani altamente godibili, dalla breve durata e che sapranno soddisfare la vostra sete di rock d'annata!

Insomma varietà ce n'è eccome all'interno dei dieci pezzi che compongono questo debutto frizzante e sicuramente piacevole per chi segue la scena rock degli anni Settanta ed Ottanta con un pizzico di punk e blues e tante contaminazioni.

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Opinione inserita da Celestial Dream    21 Aprile, 2021
Ultimo aggiornamento: 21 Aprile, 2021
#1 recensione  -  

Bomba a mano in arrivo dalle solite terre del nord con i Temple Balls. Siete amanti degli H.E.A.T.? Beh qui troverete un concentrato di hard rock potentissimo e dal tasso melodico imponente.

Il gruppo nasce in Finlandia e questo “Pyromide” è il terzo disco della carriera, prodotto proprio da Jona Tee (H.E.A.T.). La potenza che esce dalle casse fin dalle prime note con l'opener “Thunder From The North” è degna di nota e continua frizzante a testa bassa con la quadrata “T.O.T.C.”. Ritmi alti che non si fermano e colpiscono anche grazie alle melodie catchy di “Fallen Youth” e della favolosa “Unholy Night”. Il cantato spumeggiante e grintoso di Arde Teronen ben supportato da coretti sempre ben assestati sono un punto di forza in questa release. Le composizioni costruite sulle chitarre di Jiri Paavonaho e Niko Vuorela non hanno nessuna intenzione di concedere un attimo di respiro. La festosa “Bad Bad Bad” dal vivo saprà aizzare gli animi mentre la carica esplosiva di “You Better Run” è quasi incontrollabile. Il compito di chiudere il disco tocca alla ballata di turno con una composizione matura come “If Only I Could” ed alla successiva “Something To Die For”, con il suo coro da stadio.

Energia allo stato puro, altro che le bevande energetiche che alcuni di voi bevono per fare attività fisica. Sparatevi “Pyromide” in cuffia a tutto volume ed iniziate a rockeggiare come si deve!

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Opinione inserita da Celestial Dream    19 Aprile, 2021
Ultimo aggiornamento: 19 Aprile, 2021
#1 recensione  -  

Primo disco autoprodotto per Dama, un tuffo all'interno dell'universo rock e metal visto che questo “Mountain” contiene parecchie influenze a 360 gradi. Tutto nasce da Damiano Guarnieri, appunto Dama, nato a Lugano e che si appassiona presto di questo mondo, inizia a suonare e a comporre musica e ad accumulare esperienza fino ad arrivare a questo progetto solista.

Brani potenti a tratti anche rapidi come attraverso l'impatto notevole di “This Is All We Are”, che lascia spazio subito dopo all'intensa, nostalgica e sognante “Dreams”, fino alle sonorità più alternative della title-track. Echi di Gotthard, Alter Bridge, Bon Jovi, il tutto accompagnato da un buon gusto melodico. Non stiamo certo parlando di un capolavoro, ma di un ascolto più che piacevole grazie alla prorompente e oscura “Cradle To The Grave”, che colpisce con atmosfere moderne, alla metallica “Calm The Storm” ed alla ballata dal retrogusto alternative “Friday Night”.

Un ascolto, almeno, ve lo consigliamo: “Mountain” racchiude il percorso musicale di un musicista, Dama, che è riuscito a comporre un full-length interessante.

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Opinione inserita da Celestial Dream    19 Aprile, 2021
Ultimo aggiornamento: 19 Aprile, 2021
#1 recensione  -  

Arrivano da Torino i Red Giant, ma non abbiamo molte informazioni su di loro; quel che è certo è che al quartetto piemontese non manca la passione per l'hard rock più classico, ma lasciandosi trasportare anche da influenze che arrivano dagli anni Novanta e anche più attuali.

Questo “The One” pubblicato nel 2020, è un disco che ha tutto in regola per far breccia nel cuore e nello stereo di ogni rocker. Ci sono i brani, che sono composti con passione ed evidenti capacità, c'è una registrazione pulita e potente (nonostante si tratti di una autoproduzione), ci sono le capacità di questi musicisti, dove in particolare spicca la voce di Marco Fano che ben ne interpreta ogni passaggio. Whitesnake, Gotthard ma anche un tocco più moderno quasi grunge qua e là. Insomma il classico ed il moderno, due facce che trovano un buon equilibrio in questa release. La ruggente “The Lesson” si muove su territori più hard rock con Marco al microfono che ricorda il compianto Steve Lee (Gotthard), ma con pezzi come l'opener “Free” e nella frizzante ed irriverente “Winter Flower” escono fuori influenze più alternative, a tratti quasi funky. La breve e malinconica “A Lie In The Snow”, il bell'incedere di “Why” e l'acustica ballata finale “What Is Left” sono altri buoni momenti all'interno dell'ascolto.

Insomma un bel dischetto che scorre con autorevolezza, che contiene sostanza e che mette in mostra una band interessante come i Red Giant.

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Opinione inserita da Celestial Dream    17 Aprile, 2021
Ultimo aggiornamento: 17 Aprile, 2021
#1 recensione  -  

Tempo di ristampe in casa AOR Heaven, che stavolta ci teletrasporta nel 1984 quando Stephan Crane cercava di dare alle stampe “Kicks”, disco di raffinato AOR che molto deve ai Toto e non a caso alcuni membri della band compaiono nella line-up. Inoltre la produzione è opera proprio di Steve Lukather (Toto) e Jai Winding (Le Roux), due nomi che fanno parte della lunghissima lista degli ospiti illustri coinvolti nella registrazione di questo lavoro.

Il disco fu quasi ignorato all'epoca della sua pubblicazione e di conseguenza anche dagli ascoltatori, passando in sordina. L'occasione è quindi ghiotta visto che l'etichetta inglese ne stamperà solamente 500 copie in edizione limitata. L'alternarsi di brani ragionati e affascinanti come “Joanne” e “Back On My Feet Again” a momenti più elettrizzanti - vedi “ I’ll Take Care Of You” e “Headed For A Heartbreak” (quest'ultima con un leggero tocco sci-fi) - rendono l'ascolto scoppiettante, mentre a chiudere troviamo la raffinata ballatona strappalacrime “Crying Don’t Look Good On You”.

La voce di Stephen è espressiva e ben si adagia sulla musica elegante che caratterizza i dieci pezzi che compongono la tracklist. Un lavoro interessante da scoprire o riscoprire.

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