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Opinione scritta da Raffaele Acampa

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Opinione inserita da Raffaele Acampa    18 Aprile, 2015
Ultimo aggiornamento: 18 Aprile, 2015
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Una interessante alchimia musicale quella creata dagli Active Heed che, con il nuovo lavoro, si muovono tra sonorità care a Yes, Marillion, Kansas e Rush, mantenendo però la giusta dose di personalità. Avrete quindi capito che siamo di fronte ad un’opera di progressive rock fatta di atmosfere sospese e viaggi attraverso delicati crescendo emozionali. Higher Dimensions possiede lo stesso spessore artistico del suo predecessore: il lavoro è ben strutturato e le tastiere meritano una menzione particolare per la creatività e l’esecuzione. La sezione ritmica alterna momenti di forte presenza ad altri di puro pathos che lasciano spazio ad ariosi tappeti di synth. La voce si diletta in uno stile recitato, proponendo sicuramente una performance molto personale e ben eseguita ma di non facile fruibilità.
Un cd consigliato agli amanti del genere, coraggioso e lontano dalla scena attuale, ma sicuramente pregno di quella carica emotiva e che rapirà l’ascoltatore.

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Opinione inserita da Raffaele Acampa    12 Aprile, 2015
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Prospettiva, è solo una questione di prospettiva. Guardare la musica attraverso gli occhi dei My Name Is Janet significa mescolare le carte e cambiare le regole del gioco, reinventarsi per poi superarsi. Folli. Parlano di rock, citano il metal, sconfinano nel progressive. Giocano, si divertono. Fanno il verso ai Rush, ai Primus, ai Queensryche, confondono le tue connessioni neurali. Non basterebbero pagine di citazioni. Potrei, anzi voglio terminare qui la recensione. Grandi, geniali!

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Opinione inserita da Raffaele Acampa    01 Marzo, 2015
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La Redazione mi ha fregato. “I Seven Impale sono una band progressive metal” dicevano. I Seven Impale sono una band, punto. Vogliamo definirlo jazz metal? Ok, che jazz metal sia. In ogni caso City Of The Sun è un signor cd, dove la tecnica e la padronanza dello strumento dominano senza compromessi. Se siete abituati al metal “mordi e fuggi”, quello dove melodia o rabbiose sfuriate vi fanno salire l’adrenalina, allora questo cd non fa per voi, rischiate letteralmente la salute mentale. Stiamo parlando di artisti a 360° che con il metal hanno poco a che vedere, ma dove tutta la scuola rock progressive, amalgamata ad un interessante jazz/fusion, instilla la vita ad un lavoro eccelso, di grande tecnica e ricercate melodie. La Norvegia sforna un piccolo capolavoro che dimostra quanto il rock, ma la musica in generale, abbiano ancora da dire, senza limiti di stile o assurdi compromessi commerciali.

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Opinione inserita da Raffaele Acampa    16 Gennaio, 2015
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Iniziamo questo 2015 con la recensione dell’interessantissimo Tellurian dei Soen, band che arriva dalle fredde lande del nord Europa. I Soen sicuramente non sono nuovi alla scena: quando l’ideatore del progetto Martin Lopez (ex batterista degli Ophet e Amon Amarth), convoca il ben conosciuto bassista Steve DiGiorgio, scatta la scintilla che proietta subito la band tra i grandi del prog metal. Non aspettatevi però folli virtuosismi o trame talmente intricate da perdere il filo conduttore, perché i Soen suonano con stile ed eleganza creando un sound che mette in luce l’attenta ricerca delle strutture ritmiche ed armoniche. Tellurian è un album introspettivo, dove la componente rock regala melodie uniche e l’impostazione recitativa della voce disegna momenti di intenso pathos. La sezione ritmica fa un lavoro a dir poco strepitoso, muovendosi a trecentosessanta gradi tra muri sonori e melanconici arpeggi che mantengono alta l’attenzione dell’ascoltatore. Avrete tra le mani un capolavoro, e basterà arrivare alla terza traccia per capire la portata di un simile lavoro: quando il vostro piede inizierà a tamburellare e la vostra testa a muoversi ritmicamente, allora Tellurian vi avrà completamente rapiti. Un grande cd insomma, proprio quello che ci voleva per iniziare questo nuovo anno. Consigliatissimo!

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Opinione inserita da Raffaele Acampa    23 Dicembre, 2014
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Atmosfere gotiche e personalità da vendere in questo Timelapse degli italici Adimiron. Heavy metal permeato da una vena estrema, a tratti progressive, che regala al quintetto un contratto con la Scarlet Records. Un cd complesso nel suo insieme, dove ritmiche “asimmetriche” si fondono alla drammaticità dell’interpretazione vocale, e dove la ricerca compositiva è parte fondamentale del risultato. Al contrario di quanto si possa pensare ad un primo impatto, la band riesce ad inserire momenti strumentali di pregiata fattura, non risparmiando brevi ed interessanti solos di chitarra che rendono il prodotto ancora più ricco. Bisogna comunque tenere in considerazione che Timelapse è il quarto capitolo della band, quindi l’esperienza ha avuto un ruolo fondamentale nella perfetta riuscita di questo lavoro. Un cd sicuramente non per tutti, da ascoltare con attenzione per cogliere tutte le interessanti sfumature che offre. Adimiron, un’altra interessante realtà del panorama metal italiano!

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3.5
Opinione inserita da Raffaele Acampa    20 Dicembre, 2014
Ultimo aggiornamento: 20 Dicembre, 2014
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Seeker è un progetto solista ad opera del chitarrista Andrea Lombardelli e questo lavoro, intitolato "Losing Time", è figlio di una attenta ricerca tecnica e compositiva. Un four-tracks in cui le sonorità progressive la fanno da padrone ma, allo stesso tempo, scorrono piacevolmente, nonostante la complessità armonica, segno questo che nulla è lasciato al caso. Andrea viene coadiuvato da Corrado Bertonazzi alla batteria e il prodotto finale è un buon debutto. Migliorando leggermente la produzione si può puntare sicuramente ad un mercato più ampio ed è proprio questo che ci aspettiamo dal prossimo lavoro. Insomma, una nuova e promettente realtà italiana che ci potrà offrire grandi sorprese!

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Opinione inserita da Raffaele Acampa    30 Novembre, 2014
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Un mix di hardcore di stampo americano e progressive metal questo Descending Patterns degli italiani Epis Theme. First-act della band, tutto è ben congegnato: le linee aggressive e i frequenti cambi di tempo rendono il lavoro interessante e in linea con gli standard attuali, pur mantenendo una identità ben definita. Sicuramente un cd di non facile approccio visto il sound permeato da una vena oscura e malinconica: la voce è potente, graffia con cattiveria su una sezione ritmica che picchia duro, le incursioni soliste sono efficaci e ben integrate nel struttura, nulla è lasciato al caso. Richiami stilistici cari a band come gli Opeth completano l’opera, stemperando il carattere aggressivo del genere e regalando momenti di pathos che delineano ancor di più la padronanza compositiva dei cinque musicisti. Epis Theme, un’altra piacevole scoperta di questo 2014 che volge al termine.

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2.5
Opinione inserita da Raffaele Acampa    29 Novembre, 2014
Ultimo aggiornamento: 29 Novembre, 2014
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Si definiscono post-progressive metal, ma è dura trovare assonanze con un qualsivoglia sottogenere progressive. In bilico tra doom e avantgarde, i polacchi Defying presentano il loro primo lavoro ufficiale intitolato Nexus Artificial: il genere in se stesso non prevede grandi dimostrazioni tecniche e stilistiche, ed è votato ad un uso intenso della sperimentazione, ma di sperimentale o innovativo non riesco a trovare nulla. A parte qualche sporadico episodio, la band dimostra una capacità compositiva poco articolata, senza particolari scelte armoniche o esecutive. Le tracce scorrono noiosamente e ci si chiede se tale risultato sia dovuto ad una scelta ben precisa o ai reali limiti dei musicisti. Non boccio questo lavoro perché, nella sua estrema semplicità, non disturba, ma nel mercato attuale ci vuole ben altro per potersi affermare.

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2.0
Opinione inserita da Raffaele Acampa    23 Novembre, 2014
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Dediti ad un heavy metal con aperture dal sapore power, gli italiani Ibridoma ci presentano Goodbye Nation, nine-tracks senza né infamia né lode. Dalla biografia della band si può notare una certa esperienza pregressa che, però, non si traduce in risultati reali: in un mercato come quello moderno, dove il livello dei musicisti è molto alto, un lavoro del genere non può conquistare i giusti spazi. Ma quali sono i problemi di cui risente questo cd? Innanzitutto il cantato che, pur avendo una personalità timbrica ben definita, non è precisissimo, soprattutto nella traccia in italiano dove la perfomance è al limite.
La parte strumentale, invece, non presenta soluzioni tecnico/compositive degne di nota: tutto è già sentito, c’è poca personalità, e i solos peccano della giusta qualità esecutiva. Tutto è troppo monotono, le tracce non riescono a rapire l’ascoltatore, nemmeno la produzione aiuta, troppo piatta e senza quella giusta spinta che dia l’impatto dovuto. In alcuni momenti si tende a strafare ottenendo il risultato opposto a quello probabilmente voluto.
Ho riascoltato il cd per ben cinque volte, troppe cose non mi quadravano, e davvero non riesco a capire il connubio tra questo lavoro e le tante releases, partecipazioni, live ed endorsement che vengono presentate nel curriculum della band. Mi dispiace per gli Ibridoma, ma purtroppo questo cd sarebbe più adatto ad essere presentato come una demo che come un lavoro ufficiale.

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4.5
Opinione inserita da Raffaele Acampa    01 Novembre, 2014
Ultimo aggiornamento: 01 Novembre, 2014
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C’è classe nell’hard rock dei bulgari F.A.C.E. che, con il loro primo cd intitolato A New Light, ci regalano un lavoro fortemente impregnato dal meglio del genere, non mancando comunque di esibirsi in evoluzioni fusion di pregiata fattura. La scelta, sicuramente coraggiosa, di bilanciare momenti puramente strumentali con altri dove il cantato ruba la scena, rende il lavoro ancora più interessante, grazie anche ad una produzione di ottima qualità che però non rinuncia ad un gusto squisitamente vintage. Creatura partorita dalla eclettica mente di Villy Neshev, i F.A.C.E. possiedono un know-how alle spalle di tutto rispetto: il quintetto non ci risparmia evoluzioni compositive ed esecutive di alto livello, dimostrando di essere musicisti a 360° con una verve artistica di un certo spessore. Il perfetto connubio tra melodia e tecnica, la ricercatezza degli assoli e delle tastiere, una sezione ritmica pregna di un groove trascinante, ed un cantato che interpreta alla perfezione lo spirito della band, sono l’arma vincente di questo lavoro. Se volete farvi un regalo di grande valore artistico, A New Light è quello che fa per voi.

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