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Opinione scritta da Celestial Dream

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Opinione inserita da Celestial Dream    21 Marzo, 2021
Ultimo aggiornamento: 21 Marzo, 2021
#1 recensione  -  

Era da tempo immemore che non incontravo una band portoghese ed ecco arrivare i Sullen, giovane act che autoproduce questo suo “Nodus Tollens - Act 1: Oblivion”, lavoro che segue il debutto del 2015 “Post-Human” e che miscela al suo interno diverse sonorità.

Progressive potremmo definirlo, visto che sonorità metal dai ritmi ricercati sono le protagoniste assolute durante un ascolto che incontra influenze moderne ed alternative, con la presenza di synth e qualche inserto growl. Un lavoro meditativo ma non certo “leggero”, anzi in alcuni passaggi i riff si fanno sentire eccome! La cosa particolare è che tutti questi cambi di umore e di atmosfere avvengono all'interno di pezzi dalla durata breve - sempre sotto i cinque minuti, con l'unica eccezione dell'ultima traccia che si avvicina ai sette -. Nessuna suite infinita quindi, ma song contenute nei tempi ed altrettanto complesse. "Nodus Tollens - Act 1: Oblivion" è un disco che può piacere, che va ascoltato con concentrazione e costanza, non immediato, e che incontra i momenti migliori sulle atmosfere melodiche e gotiche di “Acheronta Movebo” e nella più prettamente progressiva “Fail Safe”, che chiude il lavoro mostrando tutta poliedricità di questo gruppo.

Band e disco interessanti: se siete alla ricerca di sonorità mai banali, potete tuffarvi con passione sulla proposta dei portoghesi Sullen!

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Opinione inserita da Celestial Dream    21 Marzo, 2021
Ultimo aggiornamento: 21 Marzo, 2021
#1 recensione  -  

I giovani Obscure Obsession nascono solamente nel 2019, ma si mettono subito all'opera per comporre della musica propria che scopriamo grazie ad un Ep di quattro pezzi intitolato “Obsessions and solitudeS”. Hard rock dalle tinte oscure – come è facile intuire dall'artwork e dal titolo - che si affaccia spesso verso scenari più heavy, quasi doom. Il quintetto trevigiano punta su un sound classico che potrebbe portare alla mente i Black Sabbath in alcuni passaggi, come nell'opener “Maybe You Could Understand Me”. L'ugola ruvida di Luca Steel manca di esplosioni sonore e mai si avventura su note alte, ma ben si destreggia attraverso linee vocali più ricercate e teatrali (perfettamente a suo agio, ad esempio, nell'ultimo pezzo della tracklist). Le chitarre la fanno da padrone nella rocciosa “Obsession”, mentre le sonorità diventano più intime ed introverse con “Aurora”. Si ritorna a colpire forte con i ritmi controllati, ma potenti di “Fading Away”, song che mi riporta in mente gli Armored Saint, anche se con un refrain più melodico. Per chi scrive, decisamente il miglior pezzo qui presente!
Una produzione da migliorare al più presto e qualcosa da sistemare per oliare meglio un songwriting a volte leggermente macchinoso, in particolare nelle linee vocali (bene invece alcune soluzioni strumentali); aspettiamo gli Obscure Obsession al loro prossimo passo!

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Opinione inserita da Celestial Dream    21 Marzo, 2021
Ultimo aggiornamento: 21 Marzo, 2021
#1 recensione  -  

Lavoro solista in arrivo per il grande Gary Hughes. “Waterside” mostra il lato più elegante ed introverso della musica firmata dal singer e mastermind dei Ten - autentica super band inglese -, che qui lascia da parte atmosfere epiche e brani complessi, per piazzare un lavoro fatto di calde ed intense melodie.

La sua voce piena ed il songwriting elegante fanno di questa release un'opera immancabile per i fans del cantante inglese. Troverete molti brani lenti, fin dalla partenza con l'apertura affidata a “All At Once It Feels Like I Believe” o con le affascinanti melodie contenute in “The Runaway Damned”, ma anche qualche pezzo più hard rock, come l'accoppiata “Save My Soul” - ”Seduce Me” che ci riporta alle sonorità di album come “Far Beyond the World” e “Return To Evermore”. In generale i ritmi sono molto rilassati, ricordandoci l'ultimo disco solista dell'ormai ex-biondo singer britannico, quel “Veritas” uscito molti anni fa. Il finale è segnato dalla sognante lenta “When Love Is Done”, in cui mister Hughes può disegnare melodie malinconiche ed estasianti.

Un lavoro di qualità certo, ma non per tutti. L'hard rock delicato di “Waterside” è rivolto ai seguaci della voce espressiva e vibrante di Gary e a qualche seguace del rock più melodico ed intenso!

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Opinione inserita da Celestial Dream    20 Marzo, 2021
Ultimo aggiornamento: 20 Marzo, 2021
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Gli Artemisia sono una band interessante; li avevamo incontrati qualche anno fa con la loro precedente release “Rito Apotropaico” ed ora si ripresentano con un nuovo lavoro formato da otto tracce intitolato “Derealizzazione Sintomatica”.

Le coordinate stilistiche della band si muovono principalmente su un hard rock sofisticato, ricco di influenze e cantato in lingua italiana, una musica intensa e dai tratti melanconici come dimostrano le note intense di “Fata Verde”, pezzo lento dove compare come ospite l’ex Timoria Omar Pedrini. Liriche ricercate e profonde ma anche riff decisi che si manifestano in brani come l'energica opener “Ladro d'Anime” e la dinamica “Ombre Della Mente” (da vedere il videoclip girato per questa song!), spinte dal basso puntuale e risoluto di Ivano Bello. Il lato maggiormente progressivo diventa protagonista di “Identità”, song ricercata dove Anna Ballarin si muove con teatralità al microfono mentre atmosfere dark circondano “La Benandante” ed il cupo mid-tempo “Favola”. Riff decisi si scatenano accompagnati dalle note folk donate dalla presenza del flauto all'interno dei tre minuti che compongono la strumentale “Nelle Terre Di Ulisse”, dove trova spazio ancora del prog rock ispirato ed un tocco blues che fan capire tutta la poliedricità del sound firmato Artemisia.

Quaranta minuti scarsi di un buon hard rock intimo ed ispirato, un ascolto di qualità capace di alternare momenti introspettivi a buone scariche di energia musicale.

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Opinione inserita da Celestial Dream    16 Marzo, 2021
Ultimo aggiornamento: 16 Marzo, 2021
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Il nuovo capitolo in casa Sunstorm si è trascinato dietro a sé diverse polemiche, vista l'esclusione del singer Joe Lynn Turner, artista per il quale il progetto nacque diversi anni fa. Insomma l'ingresso di Ronnie Romero (Lords of Black, Rainbow) ed una formazione tutta italiana costruiscono un lavoro potente, dal forte impatto melodico, ma ben lontano dalle atmosfere Aor di scuola Ottantiana che ricordiamo nei primi lavori.

Non è facile valutare e neppure ascoltare una release come questa. Perché se la qualità della musica non si discute troppo, è anche vero che poco ha a che vedere con il monicker Sunstorm e separare le due cose non è mai facile. E allora non sarebbe stato meglio creare un nuovo progetto ad hoc? Scritto dalle sapienti mani di Del Vecchio, “Afterlife” ci regala alcuni momenti notevoli soprattutto quando i ritmi rallentano ed il tasso melodico sale alle stelle. “Stronger” ad esempio è un pezzo caldo e coinvolgente dove il frontman cileno dimostra tutto il proprio talento. E come non menzionare la ballatona strappalacrime “Lost Forever” che da sola potrebbe valere l'acquisto del disco in questione? Una produzione potente e bombastica (lontana mille miglia dal sound ottantiano di cui parlavamo prima) esalta i pezzi più 'powerozzi' come la title-track che apre il disco, in cui trovano spazio gli assoli stratosferici di Mularoni (vedi sulla Gotthardiana “Born Again”), ma poco c'entrano con i Sunstorm in quanto tali. In generale colpisce la prima parte con l'esaltante “One Step Closer”, mentre nel finale si rischia di incrociare qualche passaggio a vuoto con le scontate “Here For You Tonight” e “A Story That You Can Tell”.

Luci ed ombre su “Afterlife”, disco ricco di carica ma con qualche tratto poco incisivo. In ogni caso un lavoro da ascoltare!

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Opinione inserita da Celestial Dream    15 Marzo, 2021
Ultimo aggiornamento: 15 Marzo, 2021
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Defenders amanti dell'heavy più classico e battagliero aprite bene le orecchie, perché il secondo disco firmato Angel Martyr è qui pronto per essere sparato a tutto volume dai vostri stereo. "Nothing Louder Than Silence" è un lavoro esemplare sotto ogni punto di vista, una release capace di esaltare attraverso le note epiche e potenti dei propri brani.

Il terzetto toscano capitanato dal cantante e chitarrista Tiziano Sbaragli colpisce subito duramente con l'opener “The Legion Of The Black Angels”, song epica che presenta il giusto tocco melodico, e subito dopo con “Forgotten Metal”, più tirata e tipicamente heavy. La voce di “Hammerhead” Tiziano è particolare ma ben si adatta al sound che propone il gruppo, mentre la sua chitarra disegna atmosfere epicheggianti. Pugno alzato e pronti a cantare sulle note di “Black Twin Rising” e si corre senza soste sui ritmi spediti della power song “Nothing Louder Than Silence” e con l'esaltante “Reckless Master”. L'incessante carica heavy metal non si arresta neppure nel finale; i dodici minuti che compongono “My Name Is Legion” sono leggendari! Si parte rapidissimi con la sezione ritmica di Dario Rosteni (basso) e Niccolò Vanni (batteria) a spingere come forsennati salvo lasciar spazio poco più tardi ad arpeggi evocativi e ritornare infine a spingere con riff velocissimi.

Un lavoro di livello notevole, un chiaro esempio di ispirato heavy metal classico dalle tinte epiche. Gli Angel Martyr sono una realtà da non perdere!

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Opinione inserita da Celestial Dream    15 Marzo, 2021
Ultimo aggiornamento: 15 Marzo, 2021
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Team già collaudato per supportare “Queen Of Broken Hearts”, nuova release caratterizzata dalla voce soave e pulita di Issa, singer svedese che da tempo collabora con la Frontiers.

Simone Mularoni, Alessandro Del Vecchio, ma anche Andrea “Tower” Torricini (Vision Divine) al basso e Marco Di Salvia (Hardline) alla batteria; il sesto disco della bionda cantante nordica sembra molto più ispirato che in passato con il chitarrista e mastermind dei DGM che accende le sei corde e viaggia spedito con la sua immensa classe. Il melodic rock che esce dalle casse colpisce con melodie ruffiane subito in partenza; “Angels Calling”, “The Way Out” e un po' tutti i pezzi che compongono la tracklist sono piacevoli e dall'impatto pressoché immediato, ma anche poco originali e potrebbero lasciare un po' indifferente un ascoltatore esperto e navigato. Insomma questo lavoro fila via liscio, è suonato e prodotto bene ma non possiede la fiammata che lascia il segno. Arrivati alla fine e tirando le somme probabilmente i momenti migliori si trovano nell'elegante ballata “Blue” e nella melodic power song “Wait For Love”.

Con “Queen Of Broken Hearts” torna l'hard rock melodico firmato Issa, un lavoro piacevole e sicuramente più ispirato che in passato!

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Opinione inserita da Celestial Dream    15 Marzo, 2021
Ultimo aggiornamento: 15 Marzo, 2021
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New entry in casa Frontiers con Chez Kane, nome nuovo per alcuni di noi ed autentica sorpresa se amate le atmosfere più classiche dell'Aor e del melodic rock degli anni Ottanta, con voce femminile e coordinate stilistiche che non possono che portare alla mente Lita Ford, Robin Beck e Saraya.

La giovane artista inglese mostra da subito un talento mica da ridere e se n'è accorto per primo Danny Rexon dei Crazy Lixx, che l'ha subito segnalata all'etichetta partenopea. Questo debutto solista sancisce l'unione musicale dei due con Danny che si è occupato interamente del songwriting. Un disco radio friendly, ma capace di trasmettere un pathos importante. “Better Than Love” inizia subito con melodie ruffiane e la presenza del sax, mentre “All Of It” rincara la dose con sonorità più quadrate e rockeggianti esaltate da un coretto da stadio. Il tutto è condito dalla versatilità vocale di Chez: espressiva e potente la sua prestazione. Le note allegre e spensierate di “Get It On” scivolano via che è un piacere mentre le melodie catchy di “Too Late For Love” e “Defender Of The Heart” ci rispediscono dritti all'era d'oro di questa musica. Si torna ad agitare la testa rockeggiando sui ritmi spediti di “Midnight Rendezvous” e atmosfere più attuali si stampano nel finale con “Die In The Name Of Love”.

Un'autentica sorpresa questo debutto firmato Chez Kane! Nessun filler, ma un un disco compatto e cantato davvero bene, che farà la gioia di tutti i die-hard fan di queste sonorità.

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Opinione inserita da Celestial Dream    10 Marzo, 2021
Ultimo aggiornamento: 10 Marzo, 2021
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Monicker come tanti altri (fantasia dove sei?), l'immagine della band che forse non trasmette troppa fiducia, copertina che ci soddisfa poco: insomma, le premesse prima di premere il tasto play di questo disco non erano esaltanti e invece...

“Psychosomatic” è il secondo lavoro della band fondata dal tastierista e chitarrista canadese-americano Gabriel Guardian con il singer brasiliano Carlos Zema. Power metal tecnico e dal tocco neoclassico con rimandi a Dragonforce e Malmsteen, ma con evidenti influenze prog (DGM, Symphony X) che esplodono subito dalle casse sulle note iniziali della title-track e subito dopo con “Read Between the Lines”. Assoli rapidi che caratterizzano ogni pezzo ma senza dilungarsi eccessivamente; la musica degli Immortal Guardian è ben equilibrata e punta su melodie vocali ben composte supportate dal buon lavoro dietro al microfono di Carlos. Ritmi oscuri avvolgono la potente “Phobia” mentre una delle hit del disco arriva con “Clocks”, brano frizzante che esplode con la chitarra fiammante di Gabriel. Se “Goodbye to Farewells” ci riporta a quel power metal di scuola svedese ora un po' fuori moda (ma che ha contraddistinto la scena metal una ventina di anni fa), il finale è ancora notevole prima con la più elaborata “Find a Reason”, poi con la maggiormente canonica “New Day Rising”.

Per gli amanti del power metal melodico e dinamico questo è un lavoro da non trascurare. Non certo un masterpiece ma visti i tempi che corrono è raro trovare di meglio!

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Opinione inserita da Celestial Dream    10 Marzo, 2021
Ultimo aggiornamento: 10 Marzo, 2021
#1 recensione  -  

Probabilmente in pochissimi daranno una chance a questi The Veith Ricardo Project, con una release che non possiede certamente un impatto commerciale importante. Ma è un vero peccato, perché all'interno di “Storm Warning” c'è davvero della buona musica.

Innanzitutto non siamo di fronte ad un lavoro facile da classificare; la stessa “Running Away”, che apre il disco, è davvero un insieme di tanti stili e trova spazio persino un bridge che si spinge fino al crossover (sonorità che poi ritroviamo in “Eruption Of Corruption”). La base rimane però un US Metal (qualche rimando, seppur da lontano, coi Jag Panzer, anche se raramente qui ci si scatena su brani veloci o ultra potenti, anzi), ma troviamo influenze progressive rock, con l'utilizzo di coretti evocativi, come nella bellissima title-track. Insomma questo full-length sembra più una metal opera in stile Savatage, vista la sua complessità ed intensità lungo l'ascolto. Sono molti i passaggi acustici con il pianoforte a farla da padrone, come nella lenta “Always”, ma anche con alcuni passaggi all'interno di pezzi più lunghi ed elaborati come “Longing For Home”. E pensare che questo disco getta le sue basi nel 2005, anche se finì poco dopo chiuso in un cassetto. Solo nel 2020, a causa della pandemia, Vincent Veith e Juan Ricardo si sono rimessi al lavoro per completare il progetto.

Non convince del tutto la voce e qualche momento cala leggermente, ma per il resto questo “Storm Warning” è una gradita sorpresa che gli amanti dei Savatage in particolare potranno apprezzare non poco!

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