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Opinione scritta da Ammon's Mask

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3.5
Opinione inserita da Ammon's Mask    24 Ottobre, 2014
Ultimo aggiornamento: 24 Ottobre, 2014
Top 50 Opinionisti  -  

Eccoci quì oggi a parlare di "Suspended At Aphelion", il nuovo lavoro degli statunitensi While Heaven Wept, con influenze che variano dall'epic al progressive, dal doom al metal sinfonico.
I WHW, capitanati dal leader Tom Phillips fin dagli esordi nel lontano 1989, giungono al loro quinto album in studio (più altre vecchie pubblicazioni, split, raccolte e un album live), e dal 2011, con l'album "Fear of infinity", sono prodotti dall'etichetta Nuclear Blast.

Un concept album, diviso in 11 tracce con un unico filo conduttore che lega indissolubilmente le une con le altre.
E' come ascoltare un unico brano diviso in capitoli!
Il titolo dell'album parla da se, scelta meritevole per un profondo significato (umano-filosofico).
Si parla di Aphelion, tradotto in italiano come Afelio, che è il termine che indica il punto di distanza massima di un corpo nel sistema solare rispetto alla posizione del Sole.
Ed è chiaro, il significato che la band voleva attribuire ad esso.

L'album apre con la traccia strumentale Introspectus, meraviglioso brano struggente e emotivamente malinconico, che catapulta l'ascoltatore su quello che sarà la linea seguita dalla band nell'album stesso.
I WHW, vecchie guardie ormai da diversi anni nella scena metal, sanno come riempire gli spazi di vuoto presenti nell'essere umano, con l'impatto delle loro melodie e con la personale introspezione che si affaccia feroce, portando il conto di ciò che è stato e ciò che in futuro verrà.
Un album ricchissimo di diversi richiami sonori, dalla musica classica che Tom Phillips ama per via dei sui innumerevoli studi, e molto altro ancora.
La sinfonia è presente in tutto l'album ed è la chiave di volta di questo lavoro, tecnico, ben eseguito, e sopratutto spontaneo e mai forzato nei modi di esecuzione.
Album come dicevo in precedenza ben eseguito, ottimamente suonato e arrangiato in maniera impeccabile.
Un lavoro in cui prevale la parte sensibile e sincera di questa band, che sfoggia con orgoglio il proprio dolore interiore, tramutandolo in melodie che sanno scaldare anche i cuori piu freddi e indifferenti.

11 tracce di diversi generi che si strizzano l'occhio amichevolmente tra di loro, e che rendono grande, e non scontata, una band come i WHW.
In attesa di ascoltare in un futuro spero non troppo lontano nuovi lavori discografici, promuovo questo nuovo intenso e meritevole album "Suspended At Aphelion".

I brani che ritengo i migliori sono:

Introspectus
Icarus And I
The Memory Of Bleeding
Searching The Stars



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Opinione inserita da Ammon's Mask    18 Settembre, 2014
Top 50 Opinionisti  -  

Gli Arkan sono un band francese, che ci propone il suo oriental metal, ricco di contaminazioni etniche, momenti magici e antichi strumenti orientali.
L'album in questione è Sofia, uscito il 23 Maggio 2014, per l'etichetta Season Of Mist.

Fin dal primo ascolto spicca la voce della cantante Sarah Layssac, una voce calda, malinconica e sensuale allo stesso tempo, un tocco nel passato abilmente inserito in queste traccie.
Album malinconico, pieno di nostalgia, lacrime e dolore, ma che sà dare quella speranza di qui tutti abbiamo bisogno.
Ottime le composizioni, un suono maturo e ben costruito.
Ricca e potente la chitarra elettrica di Mus El Kamal, così anche la sua acustica e gli altri strumenti orientali suonati egregiamente sempre dallo stesso.
Buona performance del bassista Samir Ramila, e del batterista e percussionista Foued Moukid.
Anche la voce maschile di Florent Jannier ha un suo fascino, anche se le sue incursioni vocali non sono troppo presenti e costanti, ma nei momenti giusti. Ed è questo un punto a favore, per non cadere nel banale e scontato.
Un Album davvero affascinante che ti cattura nelle sue magiche note, e ti fa sognare luoghi lontani, lontani come il suono etnico dell'Algeria e Marocco che deriva dalla Genesi di questa band, nella sua massima espressione genetica.

I brani che preferisco sono:
02 My Reverence
03 March Of Sorrow
07 Endless Way
09 Asleep Beauty

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Opinione inserita da Ammon's Mask    21 Agosto, 2014
Ultimo aggiornamento: 21 Agosto, 2014
Top 50 Opinionisti  -  

Da Kharkov in Ucraina arriva il Full-length di debutto degli Elderblood, band che propone, il proprio symphonic black metal con decise ispirazioni Luciferine. L'album è del 2013, dal titolo "Son of the Morning".

Pieni di spuntoni, borchie, e truccati da suicidio sono pronti per scendere giù negli inferi, gli Elderblood.
Ci propongono il loro black metal sinfonico, con questo album di 11 tracce, che prende infiniti spunti da bands leggendarie come Emperor, Cradle Of Filth e Dimmu Borgir.
Album compatto, ben registrato ed eseguito in maniera discreta, ma che lascia un po' a desiderare in quanto ad un proprio carattere personale.
Astargh, Odalv, Hagalth ci propongono le loro sfuriate con grandi accellerazioni e cambi di tempo, testi luciferini inneggianti al chaos e all'occultismo, smembrano le orecchie dei più delicati, con riff e vocals affilati come rasoi, pronti per immolarsi in sacrificio a Satana in persona...
La prova vocale la ritengo discretamente ben eseguita, con sfumature più melodiche in alcuni passaggi dei brani, ma che comunque rimane aggressiva e violenta.
Le atmosfere oscure e ben definite ai confini dell'oblio, trionfano con indiscussa supremazia.
Le chitarre si intrecciano abbastanza bene, come tutto nel globale del suono ma, come dicevo prima, manca quel tocco personale secondo il mio modesto punto di vista, quel qualcosa in più che, oltre a far girare bene un album, possa lasciare anche quel segno indelebile come plusvalore aggiuntivo.

Come album di esordio non è male, sicuramente in futuro potranno crescere maggiormente e aumentare i loro punti di forza, per spiccare quel tanto che basta nella propria originalità applicata al loro sound.

I Brani che preferisco sono:

Manifestation ov Dark Essence

The XI-th Angle

Naglfar

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Opinione inserita da Ammon's Mask    18 Luglio, 2014
Ultimo aggiornamento: 18 Luglio, 2014
Top 50 Opinionisti  -  

Oggi si parla dei Dark Mirror Ov Tragedy, e del loro quarto lavoro discografico "The Lunatic Chapters of Heavenly Creatures" del 2014.
Band Coreana, precisamente della città di Seoul, Il nome della band è tratto dalle profezie di Nostradamus, che vide attraverso lo specchio il futuro di oscure maledizioni.

Questa band di ben sette elementi, con anche due fanciulle, quasi come una squadra di calcio per numero, ci propongono il loro dark metal sinfonico con influenze black e gotiche, e non solo...
Bellezza, luce e oscurità affluiscono nelle loro note, sentimenti, esperienze di vita, devastazione e malinconica sensibilità.
Non credevo che la scena metal coreana fosse così ricca di bands musicalmente così valide, e devo ricredermi, i Dark Mirror Ov Tragedy sono le pietre miliari nella loro rarità, e degni rappresentanti.
Il primo brano che ho ascoltato è stato la colossale Intro "Thy Sarcophagus" epica e maestosa, traccia strumentale con archi e cori orchestrali, per poi passare alla seconda imponente traccia "Unwritten Symphony".
Un album estremamente valido, che non si chiude in un solo genere, ma che spazia la loro visione, e il loro personale approccio alla musica.
Musicisti ben preparati tecnicamente, chitarre di prima classe, voce possente, batteria e tastiera vigorose, un basso magnitudo in scala Richter, e violino classico che incrementa il sound in maniera suprema.
Ennesima bella scoperta, questa band è davvero degna di lode!
Sicuramente tra i migliori album del 2014 che personalmente ho ascoltato.
Il loro stile non è ben facile da definire, incline alla progressione sperimentale, ognuno fonde la propria parte di anima in piccoli filamenti, che si ricongiungono in un unica animona grande grande.
Emozionante, intenso, incita e stimola un profondo ascolto e viaggio nei meandri della mente.

Dark Mirror Ov Tragedy da Seoul con furore...


I Brani che ritengo i migliori sono:

Thy Sarcophagus
Unwritten Symphony
Dancing in the Burning Mirror
Virtuoso of the Atmosphere
The Constellation of Shadows

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Opinione inserita da Ammon's Mask    18 Luglio, 2014
Top 50 Opinionisti  -  

Oggi si parla dei Dark Mirror Ov Tragedy, e del loro quarto lavoro discografico "The Lunatic Chapters of Heavenly Creatures" del 2014.
Band Coreana, precisamente della città di Seoul, Il nome della band è tratto dalle profezie di Nostradamus, che vide attraverso lo specchio il futuro di oscure maledizioni.

Questa band di ben sette elementi, con anche due fanciulle, quasi come una squadra di calcio per numero, ci propongono il loro dark metal sinfonico con influenze black e gotiche, e non solo...
Bellezza, luce e oscurità affluiscono nelle loro note, sentimenti, esperienze di vita, devastazione e malinconica sensibilità.
Non credevo che la scena metal coreana fosse così ricca di bands musicalmente così valide, e devo ricredermi, i Dark Mirror Ov Tragedy sono le pietre miliari nella loro rarità, e degni rappresentanti.
Il primo brano che ho ascoltato è stato la colossale Intro "Thy Sarcophagus" epica e maestosa, traccia strumentale con archi e cori orchestrali, per poi passare alla seconda imponente traccia "Unwritten Symphony".
Un album estremamente valido, che non si chiude in un solo genere, ma che spazia la loro visione, e il loro personale approccio alla musica.
Musicisti ben preparati tecnicamente, chitarre di prima classe, voce possente, batteria e tastiera vigorose, un basso magnitudo in scala Richter, e violino classico che incrementa il sound in maniera suprema.
Ennesima bella scoperta, questa band è davvero degna di lode!
Sicuramente tra i migliori album del 2014 che personalmente ho ascoltato.
Il loro stile non è ben facile da definire, incline alla progressione sperimentale, ognuno fonde la propria parte di anima in piccoli filamenti, che si ricongiungono in un unica animona grande grande.
Emozionante, intenso, incita e stimola un profondo ascolto e viaggio nei meandri della mente.

Dark Mirror Ov Tragedy da Seoul con furore...


I Brani che ritengo i migliori sono:

Thy Sarcophagus
Unwritten Symphony
Dancing in the Burning Mirror
Virtuoso of the Atmosphere
The Constellation of Shadows

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Opinione inserita da Ammon's Mask    12 Luglio, 2014
Ultimo aggiornamento: 12 Luglio, 2014
Top 50 Opinionisti  -  

Il 14 Aprile 2014 è la data di esordio dei "The Scarlet Embrace", band Ucraina con il loro primo album "Talio", sotto contratto con la Metal Scrap Records.
Questa band fonde in maniera originale e ineccepibile diversi generi nel loro sound:
un pizzico di folk, accenni di pianoforte di musica classica e un death metal prog/sinfonico consono con il loro sound.
Difficile da definire in maniera unica e assoluta, per chi ama dare per forza un'etichetta al genere, ne rimarrà deluso dalla quasi impossibilità di precisazione.
Ma fatto sta che trovo questo album ben riuscito, solerte e suonato discretamente.
Un album che gira amabilmente e non annoia mai.


Capitanati dal cantante Roman Sukhonos, che mette in risalto tutte le sue qualità armoniose con vocalizzi puliti e altri più duri e pungenti.
Nel brano "King Of Wonders" ricorda molto Kai Hansen dei Gamma Ray, questa la dice lunga sul suo background personale e la sua capacità di mutazione.
Le chitarre di Stas Prokopenko suonano alla grande, riff ben studiati e ritmiche al fulmicotone che sparano decibel di potenza distorta e non, ottima la linea di basso di Kirill Grinevich, come ben suonata e percossa con rabbia la batteria del loro compagno di avventure Eugen Kulikovskiy.
Christian Shershun si dedica alla tastiera in maniera sublime, con degli splendidi stacchi all'interno dei brani, con chiari riferimenti alla musica classica, che trova una propria dimensione attraverso le sue mani.
Non conoscevo questa band prima dell'ascolto di questo album e, fin dalle prime note, ho avuto subito la sensazione che questo disco sarebbe stato un grande lavoro, fuori dagli schemi ordinari, fuori da una precisa definizione e fuori dalla fottuta volontà di voler sempre e per forza catalogare un genere.
L'uso di archi e di cori colpisce, così come la voce femminile nel brano "Three Coasts".
Accattivante non poco è "Talio" il folkeggiante intro di apertura a tratti decisamente oscura, che appunto, prende il nome di questo album, una breve traccia degna di una colonna sonora cinematografica di un film drammatico.


Grandi le capacità nell'insieme, come anche le individualità di ogni membro della band con il proprio strumento.
Band capace di esporre il proprio stile, in modo del tutto personale, senza barriere, e questo è solo che un ulteriore punto di vantaggio a loro favore.
Attendo con molta curiosità l'uscita del loro secondo album, che sarà, spero, la conferma del loro sound di qualità.


I brani che ritengo i migliori sono:

Blood tied Rose
Earth's Sigh
In The Name Of Fathers
Three Coasts

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