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Opinione scritta da Daniela The Saint

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Opinione inserita da Daniela The Saint    09 Mag, 2020
Ultimo aggiornamento: 09 Mag, 2020
Top 50 Opinionisti  -  

Interessante ed orecchiabile il sound di questi ragazzi francesi, che propongono un metalcore, leggero, che convince forse anche quelli che di solito, sono per generi più hard.
Formatisi dopo anni di vagabondaggi personali, in cui ogni membro ha fatto esperienza decennale sui palchi, nel 2018 i ragazzi decidono di testarsi assieme e mettono su il progetto Nora Lake, che propongono nell’immediato esibendosi in diverse realtà.
Questo EP di 3 tracce, uscito nel 2019, intitolato "Despise", abbraccia quelle sottoculture che spesso vengono tralasciate dai più esigenti amatori del genere “vecchio stampo”.
Dato il momento in cui il live è stato messo in stand by, spero di poterli ascoltare presto con un album completo.
Voto 3 per chi ci tiene a dire la sua in maniera diversa.
Stay temp rock.

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Opinione inserita da Daniela The Saint    09 Aprile, 2020
Ultimo aggiornamento: 09 Aprile, 2020
Top 50 Opinionisti  -  

Nonostante la loro giovane età i Myth of I, meritano assoluto rispetto! Dotati di una grande competenza musicale che si sente in ogni brano, composti magistralmente e in grado di mescolare diversi stili: per questo potrebbero risultare "spocchiosi"? Forse, ma senza stancare.
Nel disco che prende il nome dalla band, i ragazzi che studiano al famoso college di musica Berklee, fondato a Boston nel '45, propongono undici brani strumentali, nei quali si espandono e si fondono l’elettronica (traccia 9, ndr), il fusion-jazz, passando per l’epic metal ad atmosfere più introspettive.
In ogni traccia, si respira forte la preparazione tecnica di ogni componente della band, senza cadere nel drammatico di quelli che “so tutto io”; mi auguro solo che nel tempo non si guastino, diventando troppo “di nicchia”.
Questo primo album proposto (avevano pubblicato un EP di quattro tracce nel 2017, ndr) è assolutamente una prova di stile, certamente, ed è dedicato a chi cerca qualcosa di davvero diverso in una scena musicale purtroppo sempre uguale a sé stessa e che campa ancora su vecchie glorie; in un panorama di questo tipo, un lavoro del genere, oltre che apprezzato, dovrebbe a mio avviso essere accolto sia da chi mastica una cultura del genere già avanzata, sia da chi invece ha dei gusti più “semplici”.
Credo che i ragazzi meritino un ascolto profondo, attento e senza pregiudizi.
Big up! Attendendo atri lavori, intanto godiamoci questo "Myth of I", in uscita su tutte le piattaforme il 10/04/2020.

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Opinione inserita da Daniela The Saint    04 Aprile, 2020
Ultimo aggiornamento: 04 Aprile, 2020
Top 50 Opinionisti  -  

I mantovani dai riff energici e graffianti, The Destroying Laser, si fanno notare subito con il loro primo lavoro, pubblicato nel 2017, imponendosi sulla scena “post-hardcore”, seguita e amata dai più giovani.
Questo album “Oracle” ci fa viaggiare in una dimensione insolita, con una batteria sempre molto presente e dal ritmo incalzante, come fosse una corsa all’ultimo respiro.
Sound frizzante, voci equilibratissime, i ragazzi certo non perdono tempo e ti coinvolgono immediatamente!
Questo secondo lavoro, pubblicato a febbraio, si fa ascoltare tutto d’un fiato e non riesco a decidermi su quale traccia sia la mia preferita; a tal punto che posso affermare esssere l’album nella sua interezza a conquistarmi, composto da 7 tracce e adatto anche ai palati “fini”.
Visto che si ha anche il tempo per sperimentare qualcosa di “diverso”, colgo l’occasione per suggerire ai più esigenti un ascolto leggero perché “Oracle” sta distante da sofisticati meccanismi e ti entra in testa, provare per credere...

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Opinione inserita da Daniela The Saint    21 Marzo, 2020
Ultimo aggiornamento: 21 Marzo, 2020
Top 50 Opinionisti  -  

"You Tomb" dei marchigiani Crepuscolo, è un disco che si “beve” dalla prima all'ultima traccia, me lo sono ascoltato a fondo decretando pure il mio pezzo preferito che è “Monomania” (traccia 8 del disco ndr). Già noti sulla scena (suonano dal 95’), con questo ultimo lavoro confermano ciò che molti di noi sapevamo già: che sanno fare musica e sopratutto sanno tenere con il fiato sospeso gli appassionati del genere.
"You Tomb", racchiude 10 tracce, ognuna con un messaggio ben preciso: ad esempio, quella che mi piace tanto è tratta d un racconto di E.A. Poe, mentre quella che dà il nome al disco è una denuncia contro chi, sempre più spesso, rinuncia a vivere la vita vera, sacrificandola per stare dinnanzi allo schermo di un computer.
Ho sentito la cura per i dettagli, che fanno sempre una grandissima differenza ed ho sentito forte forte la preparazione di chi davvero, con le unghie e con i denti difende ciò che per sé è sacro (per loro certamente la musica) e non potrebbe essere altrimenti, visto che fanno su e giù dai palchi da ben 25 anni!!!!!!!
Direi che, ne meritano altrettanti.

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Opinione inserita da Daniela The Saint    21 Marzo, 2020
Ultimo aggiornamento: 21 Marzo, 2020
Top 50 Opinionisti  -  

Finalmente un album che si può ascoltare nella sua interezza, senza skippare il pezzo successivo.
Piaciutissima “Wings of Steel” (4^ traccia dell’album), che le ragazze presentarono come singolo nel 2019.
Le Burning Witches confermano di meritarsi un posto di rilievo nella scena metal, successo che non è certamente dovuto al solo fatto di essere donne, ma anche e soprattutto all’arroganza scenica, alla voce della nuova cantante Laura Guldemond, che riporta in voga uno stile eighties, quasi del tutto scomparso, per fare spazio a suoni più gutturali.
Io l’ho fatto ascoltare anche a mio figlio (che compie 7 anni ad Aprile, ndr) e mi ha chiesto di farglielo ascoltare, ancora e ancora; considerando che la sua (ma anche la mia) band preferita sono i Maiden, credo che si può giudicare questo terzo lavoro delle svizzere Burning Witches, come eccellente.
Per tutti i nostalgici delle sonorità anni ‘80, questo disco sarà un balsamo sul cuore, ogni traccia infatti è accuratamente in tema e si fa apprezzare, facendoci affezionare con una velocità supersonica.
Attendendo tempi migliori, mi auguro di poterle presto vedere su qualche palco con la grinta che le contraddistingue.

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Opinione inserita da Daniela The Saint    13 Marzo, 2020
Ultimo aggiornamento: 13 Marzo, 2020
Top 50 Opinionisti  -  

Californiani di Santa Cruz, i Sepsis ci presentano lo scorso annoil debut album "Interdimensional Decay", e devo dire che a parte un paio di tracce ("Reduced to Sludge" e "Cosmic Coffin", n.d.r.), non mi sono piaciuti particolarmente: mancano di mordente e, a mio avviso, non hanno una specifica personalità, nel senso che somigliano in maniera indefinita a troppe band, senza avere un carattere che li distingua, appunto, dalla massa.
Non ho trovato live online, quindi, non saprei dire come reagiscano al palco, che rapporto possano avere con il pubblico, quindi in riferimento esclusivo all’album la mia opinione, è che debbano ancora fare strada, e molta, marcando sopratutto su una sonorità più aggressiva che li possa far riconoscere, non dico alla prima nota, ma magari alla seconda.

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3.0
Opinione inserita da Daniela The Saint    03 Marzo, 2020
Ultimo aggiornamento: 03 Marzo, 2020
Top 50 Opinionisti  -  

Dalla soleggiata Grecia arrivano gli Exomnia, che ci presentano il loro primo EP. Attendo presto l’album completo, perché dopo aver ascoltato le cinque tracce che lo compongono, mi è rimasta la curiosità di sentire di più.
Amalgama ancora un pochino acerba, visto che si sono uniti alla fine del 2018, grande passione, differenti musicalità per ogni pezzo, che rimandano alla mente le antiche battaglie di cui la terra che dà loro i natali è stata grande rappresentante nei tempi passati. Scene di combattimenti epici con lance, cavalli in corsa, armature e urla di incitamento, ad ogni traccia si sente chiaro il sapore della lotta.
Cinque pezzi ben riusciti, a mio avviso, anche se, come dicevo, con una tecnica che si può facilmente migliorare, sarei felice di vederli “on stage”: chissà che non li ospiteremo presto in Italia.
L’EP è ascoltabile e ben composto in tutte le sue parti. "Tragedy" (seconda traccia) somiglia a qualche pezzo dei Nightwish, mentre "Despair" (terza traccia) entra con un riff di chitarra che mi ricorda alla lontana i Maiden…..
Il mio giudizio, che lo ripeterò fino allo sfinimento è del tutto personale, è di incoraggiamento per questi ragazzi che intendono inserire anche altri strumenti all’interno della band. Mi sento di essere clemente, apprezzando sopratutto l’impegno e la passione che, nonostante le varie difficoltà, hanno comunque messo. Le scene che mi hanno evocato, sono state azzeccate alle sonorità, piacevolissimo l’ascolto, sempre fluido e mai pesante.
Attendo album completo.

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Opinione inserita da Daniela The Saint    20 Febbraio, 2020
Ultimo aggiornamento: 20 Febbraio, 2020
Top 50 Opinionisti  -  

Se vi piacciono i tecnicismi quasi privi di sbavature, allora questo disco è quello che fa per voi.
La band abruzzese si fa notare grazie ai mix sapientemente utilizzati che strizzano l’occhio al jazz come in “Catharsis” (traccia n.6 dell’album, ndr) e ai sofismi di chi ci tiene a mostrare la propria preparazione, peccando, forse, nel restare freddamente concentrato.
Personalmente non mi entusiasma molto chi sacrifica un linguaggio con il pubblico più immediato, per mostrare esclusivamente le proprie capacità tecniche, ma visto il genere, direi che se amate questo tipo di contesti, allora suppongo non vi troverete male ad un loro live.
I pezzi durano in media 6 minuti e la voce del cantante si sente da circa metà pezzo in molte tracce dell’album, ove viene data grande importanza alla parte strumentale, che devo ammettere essere abbastanza di livello, ma ripeto poca interazione con il pubblico.
La traccia n. 9 dell’album, “The Aftermath”, ci proietta in una situazione onirica, che a mio avviso poco ha a che fare con la mia idea di death metal.
Complessivamente, il mio giudizio - che, ripeto, essere del tutto personale - è mediamente buono, piacerà molto ai musicisti più esigenti, ma credo che potrebbe “annoiare” gli utenti che, non avendo una conoscenza tecnica specifica, potrebbero giudicare un poco “pesante”, questa “freddezza” che viene fuori e la parte strumentalmente troppo da “professorini”.

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