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Opinione scritta da Celestial Dream

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Opinione inserita da Celestial Dream    18 Giugno, 2021
Ultimo aggiornamento: 18 Giugno, 2021
#1 recensione  -  

Senza ombra di dubbio uno dei singer migliori in circolazione negli ultimi anni, Kent Hilli ha colpito ogni ascoltatore appassionato delle sonorità melodic hard rock ed Aor con due dischi di assoluto valore firmati Perfect Plan.

Il suo primo lavoro solista, "The Rumble", conferma lo stato di forma del vocalist svedese che con l'aiuto di Mike Palace - il quale ha prodotto il disco - ha composto undici brani frizzanti, melodici, esaltanti spinti dalla sua ugola piena, espressiva e squillante. L'accoppiata formata da “I Can't Wait” e “Don't Say It's Forever” è da K.O. tecnico, due super hit da spararsi a ripetizione cantando a squarciagola. Ma la tracklist è ricca di momenti degni di nota come la favolosa ballata “Heaven Can Wait” ma senza dimenticare la partenza con la coinvolgente “Cold” capace di avvolgere con melodie affascinanti e la rilassata “All For Love” che potrebbe ricordare qualcosa di Hartmann. La possente title-track e la lenta finale “Still In Love” sono altri due brani che splendono ascolto dopo ascolto all'interno di un disco che è un'autentica gemma e che si candida per la top 3 dell'anno in corso.

Amanti di Giant, Survivor e ovviamente Perfect Plan adoreranno una release come “The Rumble”! Kent Hilli è uno dei più grandi talenti attualmente in circolazione all'interno della scena Aor e questo disco non fa altro che confermarlo.

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Opinione inserita da Celestial Dream    03 Giugno, 2021
Ultimo aggiornamento: 03 Giugno, 2021
#1 recensione  -  

Arena rock dalle tinte progressive per questo secondo lavoro firmato Save The World, act che nasce dall'unione di Dan Tracey, polistrumentista e songwriter per alcuni dei maggiori show e film della TV americana (e attualmente nella formazione di Alan Parsons Live Project), e Robert Wright, bassista, batterista e singer.

Un occhio di riguardo a melodie ed arrangiamenti, piuttosto bombastici, ma anche riff di chitarra in evidenza; il duo mostra un sound scoppiettante in alcuni momenti del disco vedi “Man On An Island” e nella conclusiva “Who's That Girl”. Ma sono più presenti momenti soft all'interno della tracklist, che cercano di colpire con linee vocali soffici e raffinate e coretti catchy come succede in “Bones” e “Miss Muse”. Tra le composizioni più riuscite sicuramente “Defenders Of The Faith”, brano che si muove su ritmi medi con un gran gioco di voci che si intrecciano fino ad un refrain davvero spettacolare accompagnato da atmosfere sci-fi e la ballata malinconica “Longer”.

Un disco piacevole e dal tocco personale che potrà appassionare qualche appassionato dell'Aor più ricercato e melodico e di band come Reo Speedwagon e Def Leppard più melodici.

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3.5
Opinione inserita da Celestial Dream    02 Giugno, 2021
Ultimo aggiornamento: 02 Giugno, 2021
#1 recensione  -  

Di cloni dei grandiosi Rhapsody negli anni ne abbiamo incontrati parecchi, molti di poco conto ed alcuni degni di nota (Dark Moor, Fairyland, etc..). Gli Arcane Tales sono il progetto del polistrumentista veneto Luigi Soranno, che dedica anima e corpo a questo lavoro, il quinto in carriera.

Ci si muove su territori classici del power metal sinfonico ed epico con brani spesso diretti, come l'opener “Wall of Shields” e, subito dopo, con la roboante “The Shadow’s Raise”, pezzi ricchi di orchestrazioni e cori da cantare a squarciagola. "Tales From Shàranworld" non punta certo sull'originalità, ma cerca di ricreare quel sound magico creato dai primi Rhapsody ormai più di due decadi fa e che, a dire la verità, un po' ci manca, visto che si tratta di sonorità ormai poco seguite dal pubblico odierno (e che, di conseguenza, pochissime bands propongono). All'interno del disco notiamo una certa maestria del bravo Luigi che ovviamente, occupandosi di tutto, mostra anche qualche pecca; in primis la voce che si lascia ascoltare, ma è ben distante dai grandi nomi del genere, quei singers capaci di elevare con la loro prestazione l'impatto di un brano. Inoltre la produzione, anche questa più che onesta, ma certamente deficitaria se confrontata a quelle che le grandi bands possono permettersi. Aldilà di questo, il disco si lascia ascoltare con piacere e pensare che un solo artista possa comporre, suonare e registrare tutto questo fa impressione. Il lavoro e la dedizione che ci sono dietro sono notevoli ed il rispetto per mister Soranno non può mancare di certo. Tra i momenti migliori del disco è d'obbligo citare i cambi di tempo ed atmosfere di “Mirror of the Dark Side” e, se “Magic Spell” somiglia molto alla nuova “Holy Thunderforce”, nel finale colpisce l'impatto orchestrale e lirico di “Winter Symphony”.

Per i seguaci del power metal sinfonico un disco che potrebbe appassionare; “Tales From Shàranworld” è un lavoro ricco di sfaccettature che manifesta la visione musicale di Luigi Soranno.

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3.5
Opinione inserita da Celestial Dream    02 Giugno, 2021
Ultimo aggiornamento: 02 Giugno, 2021
#1 recensione  -  

A distanza di sette anni dall'ultimo lavoro "Guilty Of Ignorance", i piemontesi Iron Jaws sono pronti a rimettere in moto il loro carro armato sonoro costruito su riff spacca ossa e sul cantato aggressivo e rabbioso del frontman Andrea “Mixy” Finotti. Un heavy-thrash ricco di carica che esplode e mette subito in chiaro le cose già con l'opener “Satan's Bride”.

Questo terzo disco "Declaration Of War” rispetta il titolo scelto; i dodici brani che compongono la tracklist sono spediti in pieno stile speed metal e battaglieri fino al midollo. Certo manca una buona dose di varietà all'interno di questa raccolta, ma questo è ciò che la band voleva ottenere; dodici song che tirano dritte senza mai voltare le spalle. Potremmo citare “Speed Metal Commando” o l'incedere epico della “Evil Bringer” senza dimenticare la tuonante “B.M.W. (Black Metal Wheels)” spinta da una sessione ritmica indemoniata, ma è tutto il disco a dimostrarsi coeso e compatto.

"Declaration Of War” è un must per gli amanti delle sonorità più bellicose all'interno della scena speed-metal ed heavy-thrash. Gli Iron Jaws sono una bomba pronta ad esplodere nel vostro stereo!

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4.0
Opinione inserita da Celestial Dream    01 Giugno, 2021
Ultimo aggiornamento: 01 Giugno, 2021
#1 recensione  -  

I progsters australiani Teramaze non si facevano sentire da un po', da quel “Her Halo” pubblicato nel 2015. Ora, sei anni dopo, è tempo di rimettersi in gioco con questo nuovo “Sorella Minore”, full-length che continua, dal punto di vista lirico, il concept del suo predecessore.

Solamente quattro brani per un totale di quaranta minuti o poco più. Inutile dire che la title-track che apre il disco è anche il punto focale di questa release. Venticinque minuti posti in apertura e ricchi di cambi di atmosfere, melodie intense, passaggi piano-voce che lasciano spazio a momenti più potenti e a tratti aggressivi e moderni, ma mostrando sempre un buon equilibrio. Un pezzo complesso ma piacevole da ascoltare, un'opera che mette in mostra tutte le potenzialità di una band ormai ben navigata. Lo dimostrano anche con il prosieguo della tracklist; la ballata melodica e ricercata “Stone” si stampa in testa facilmente con atmosfere malinconiche, mentre poco più avanti si torna ai ritmi classici del power-prog con “Take Your Shot”. In chiusura il sound più moderno che accompagna la lenta “Between These Shadows”, brano ricco di arrangiamenti ricercati e di melodie raffinate.

Complessa l'apertura con la lunga title-track alla quale seguono tre pezzi di facile presa, ma non per questo banali; “Sorella Minore” è un disco ben bilanciato che mostra tutta la classe di una band come i Teramaze, a cui manca davvero poco per fare l'ultimo passo.

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2.5
Opinione inserita da Celestial Dream    01 Giugno, 2021
Ultimo aggiornamento: 01 Giugno, 2021
#1 recensione  -  

In arrivo da Murcia, i Reylobo sono una band dedita ad un melodic power metal elegante, cantato in lingua spagnola, che inserisce nel proprio sound parti di pianoforte, accelerazioni, ritornelli canticchiabili ed un tocco sinfonico ricordando senza dubbio i conterranei Avalanch.

Attivi solamente dal 2019, il gruppo capitanato da Pedro Gallego, chitarrista e songwriter, e dal frontman Nacho Fernández debutta ora con “El Octavo Pecado”, disco che dimostra quanta strada ci sia ancora da fare per il quintetto spagnolo che convince poco nella fruibilità dei brani. Piace il fatto che si cerchi di creare diverse situazioni all'interno della composizioni con cambi di atmosfere, qualche orchestrazione ed una certa eleganza anche sul lato strumentale, vedi gli assoli. Ma tutto sembra ancora molto confuso e la produzione del disco non aiuta di certo. “El Hombre Inquieto” che è probabilmente uno dei momenti migliori che si incontrano durante l'ascolto, lascia qualche dubbio per quanto riguarda le linee vocali e proprio sulla voce di Nacho che non sembra mai ben allineata con i compagni. E si potrebbe dire lo stesso per altri brani come “Águilas Blancas” ad esempio, mentre si lascia ascoltare con piacere la lenta “Sidonie”.

Troppo confusionario ancora il melodic power metal dei Reylobo, un sound ancora da raffinare per la giovane band che se avrà dedizione potrà fare sicuramente di meglio in futuro.

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3.5
Opinione inserita da Celestial Dream    27 Mag, 2021
Ultimo aggiornamento: 27 Mag, 2021
#1 recensione  -  

Gli Eco nascono in Galizia, Spagna, nel 2004 grazie al lavoro della coppia formata da Alberto Cereijo e Roberto Espinosa. “Replica”, che vide la luce nel 2007, fu un'autentica sorpresa all'interno della scena iberica, un disco di melodic metal/hard rock davvero riuscito.

Questo nuovo “Los Años Del Silencio” vuole essere una prosecuzione proprio di quell'esordio, riprendendo quelle melodie intense e calde che contraddistinguevano il disco d'esordio. E così tutti i brani della tracklist hanno un impatto forte non tanto nella potenza ma per quanto riguarda linee vocali morbide ed avvolgenti, impreziosite dall'ugola sgargiante di Roberto. Song teatrali, capaci di appassionare come “Donde Estan Ahora” e la ballatona dall'alto tasso emotivo “5 Minutos”, si alternano a momenti più potenti ben costruiti su riff maggiormente in evidenza e da arrangiamenti sinfonici come “Axodo” e la conclusiva, malinconica “Lagrimas”. Tra gli altri momenti da ricordare, merita sicuramente la title-track che si muove subito in apertura su ritmi medio/alti ed atmosfere spensierate andando a colpire con un bel refrain,

Un disco davvero piacevole, che non sorprende né inventa nulla, ma che ci mostra una band ricca di passione e tanta carica melodica.

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4.0
Opinione inserita da Celestial Dream    26 Mag, 2021
Ultimo aggiornamento: 26 Mag, 2021
#1 recensione  -  

Cosa può nascere da un progetto, fortemente voluto dai piani alti della Frontiers Music, che unisce due figure importanti della scena hard&heavy americana come Tracii Guns (LA Guns) e Michael Sweet (Stryper)? Ne nasce un disco potente e tumultuoso che colpisce forte con le chitarre del musicista statunitense viaggiando con ardore ricordando qualcosa di Black Sabbath e Judas Priest ma con melodie di facile presa grazie ad il lavoro eccelso, come al solito, di mister Sweet.

Ed è evidente già dalle prime note, quelle che esplodono con la rocciosa opener “Life” e nella successiva “Take Me Away”. Riff potenti e assoli fulminei che incontriamo anche in “Born To Win”, altro pezzo da headbanging assicurato. Il singer americano cerca a tratti di inserire un cantato più aggressivo ma è inconfondibile il suo stile ed i rimandi ai suoi Stryper sono inevitabili. Si rallenta un attimo con le note più delicate della lenta “Been Said And Done” ma si ritorna subito alla potenza di brani come “Stronger Than Before” e soprattutto della conclusiva “They Fought”.

Un disco compatto e ricco di adrenalina, composto e suonato con sapienza al quale manca forse solamente un paio di pezzi indimenticabili che anche finito l'ascolto continuano a girare in testa. In ogni caso, pollice alzato!

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4.5
Opinione inserita da Celestial Dream    13 Mag, 2021
Ultimo aggiornamento: 13 Mag, 2021
#1 recensione  -  

Sonic Haven è una nuova band dietro la quale si cela un singer spesso fin troppo poco considerato all'interno della scena power metal europea. Herbie Langhans ha segnato alcune ottime release come quelle firmate Sinbreed e nei recenti Firewind, senza dimenticare le collaborazioni con Avantasia, Voodoo Circle e Beyond The Bridge.

Con la sua voce roca, potente e corposa, il frontman tedesco cosparge di adrenalina l'intero ascolto fin dall'opener “Vagabond” e nella successiva “Back To Mad”. Gamma Ray ma anche appunto Sinbreed e Seventh Avenue, il sound dei Nostri è di chiaro stampo teutonico con cavalcate dai ritmi sostenuti ed un sound massiccio che si aprono su ritornelli e cori iper-melodici. E tutto pare girare al meglio anche grazie all'apporto di alcuni musicisti di larga esperienza come il batterista André Hilgers (Bonfire, Rage, Silent Force), il chitarrista Carsten Stepanowicz (Radiant) ed il bassista Dominik Stotzem (Beyond The Bridge). La scoppiettante e maideniana “Nightmares” apre la via alla fast-song “End Of The World” a cui fanno seguito l'epico mid-tempo “The Darker Side”, che colpisce con melodie azzeccate e la classica e veloce “I Believe”. Nel finale fa pieno centro la riuscitissima power ballad “Save The Best For Last” mentre per le ultime note si torna a spingere sull'acceleratore con “Striking Back”.

Un lavoro potente e dinamico, ricco di ottime aperture melodiche e accompagnato da una produzione piena e corposa; difficile trovare difetti a questo “Vagabond”, senza dubbio uno degli highlights in campo power metal per quanto riguarda questo 2021!

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Opinione inserita da Celestial Dream    13 Mag, 2021
Ultimo aggiornamento: 13 Mag, 2021
#1 recensione  -  

Solamente cinque brani in questo “V”, release che segna il ritorno dei canadesi Antioch, gruppo dedito ad un heavy metal classico con qualche sfumatura Us Power.

Formato nel 2013, il gruppo proveniente dall'Ontario mostra di avere una dedizione degna di nota con la possente partenza affidata ai ritmi elevati di “Hang The Eagle”. Ma il quartetto canadese lascia spazio a varie influenze; la melodica “Demon Wick” convince fin dai primi ascolti mentre tra NWOBHM ed hard rock si muove la conclusiva “Cloven Hooves”. Il classic metal di “On A Ledge” è un ottimo esempio della propensione sonora della band, e presto lascia spazio all'esplosione metallica che prende spunto da Priest e Manowar con l'ispirata “A Facade At The Third Castle”, sette minuti che colpiscono con urletti, cori e ritmi forsennati.

Il quinto capitolo in casa Antioch è un breve ma succulento assaggio del potenziale del gruppo canadese. Gli amanti delle sonorità classiche farebbero bene a darci una chance!

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