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Opinione scritta da Celestial Dream

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Opinione inserita da Celestial Dream    21 Settembre, 2021
Ultimo aggiornamento: 21 Settembre, 2021
#1 recensione  -  

La scena svedese non vuole proprio smettere di sfornare nuove band ed eccoci stavolta a presentare i debuttanti Strÿkenine. Attivi sin dal 2015, il gruppo formato inizialmente dai giovanissimi Andi Sarandopoulos alle chitarre, Henrik Remesaho alla batteria e Jacob Petäjämaa al microfono, spinto dalla passione per le grandi band come Def Leppard, Europe e Whitesnake, si è messo pian piano al lavoro per completare un esordio che oggi vede la luce, ma che mostra degli evidenti margini di miglioramento. Il sound plasmato dall'act nordico punta su melodie affabili con coretti iper-catchy ed una produzione moderna spinta da tastiere sempre ben protagoniste. Ma fin dall'opener “ Once and for All” e passando attraverso brani come “Toxic” e “Falling Down”, ci si trova di fronte all'inesperienza ed alla giovinezza di questi ragazzi ancora lontani dal poter creare dei componimenti davvero accattivanti e con un minimo di personalità. Insomma qualcosa si salva durante l'ascolto (mica male un pezzo come “All About Us”, che mette in mostra le capacità di questi musicisti, o la scoppiettante “Alive” posta in chiusura), ma è evidente che c'è molto di meglio in giro e che gli Strÿkenine dovranno rimboccarsi le maniche se vorranno davvero poter competere in futuro a buoni livelli all'interno di una scena super affollata come quella del Melodic Hard Rock.
Fan di Europe, H.e.a.t., Treat, Art Nation, Wildness ed Eclipse potrebbero trovare pane per i loro denti, ma una dose di personalità e qualche aggiustamento nel songwriting qui sono assolutamente necessari. Una giovane realtà con ampi margini di crescita, sicuramente interessante ma attualmente ancora molto acerba.

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Opinione inserita da Celestial Dream    21 Settembre, 2021
Ultimo aggiornamento: 21 Settembre, 2021
#1 recensione  -  

Hard 'n' Heavy che ci riporta direttamente agli anni '80 con gli Anims, band tricolore che debutta con questo lavoro autoprodotto a nome “God is a Witness”. Francesco Di Nicola – ex Danger Zone e Crying Steel - è il leader di un gruppo che si dimostra a proprio agio cavalcando le sonorità old school in un equilibrato mix tra Hard Rock ed Heavy Metal con brani dall'andatura controllata spinti dai suoi riff e dal cantato convincente e frizzante della frontwoman Elle Noir.
Il disco fila via liscio tra le note della title-track che apre le danze e subito dopo con la più coinvolgente “Freedom” ed i riff vibranti di “Around Me”. I ritmi più sostenuti della dinamica ed epica “Boring Lovers” alzano il livello dell'ascolto che prosegue con le atmosfere più moderne e quasi gotiche di “The Dancers” e finiscono con il riff deciso e corposo di “Like Colours of Flowers”.
Probabilmente una maggiore cura sulle linee vocali e l'inserimento di qualcosa più d'impatto avrebbero reso l'ascolto ancora più convincente, ma gli Anims, spinti dalla passione ben tangibile per il sound più classico, mostrano di avere un buon potenziale che potrebbe esaltarsi ulteriormente in sede live.

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4.0
Opinione inserita da Celestial Dream    20 Settembre, 2021
Ultimo aggiornamento: 20 Settembre, 2021
#1 recensione  -  

Un lavoro elegante e ricco di melodie intense per Peter H. Nilsson, che con questo ritorno in pista, dopo il debutto ”Little American Dream” del 2019, mostra tutte le sue capacità compositive attraverso gli undici brani che compongono questo “Sign Of Myself”. Un disco che suona molto 80's e che segue le atmosfere classiche dell'Aor più ricercato, con un'impronta West Coast piuttosto evidente. La voce calda ed espressiva di Patrik è un bel biglietto da visita durante un ascolto ricco di sfaccettature; dalle percussioni che impreziosiscono la progressiva “Just Like That”, passando per l'impatto altamente zuccheroso di “Sign Of Myself” e la ballatona “Learning To Let Go”. “Fire And Thunder” è un'ispirata intro strumentale che si muove sulle note magiche della chitarra e apre la via alla delicata e soffice “Time To Remember” mentre il finale è segnato dalla spensierata “Don't Stop” e dall'altra lenta, la più classica “Can’t Come Down” .
Un disco da godersi in piena tranquillità, magari sorseggiando dopo cena un buon vino od una birra ad alta gradazione. Consigliato!

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Opinione inserita da Celestial Dream    20 Settembre, 2021
Ultimo aggiornamento: 20 Settembre, 2021
#1 recensione  -  

Il ritorno dei M.ILL.ION dopo anni di assenza è sicuramente atteso dagli appassionati delle sonorità più classiche all'interno della scena Hard Rock. A trent'anni di distanza dalla pubblicazione del debut album, la band ritorna sulle scene con quattro dei membri originari: il singer Hans Dalzon, il chitarrista CT Rohdell, il tastierista Marcus Berglund ed il bassita B.J Laneby. A loro si aggiungono il nuovo e talentuoso chitarrista Henrik Andersson ed il batterista Magnus Rohdell.
“Back On Track” è una sorta di compilation con alcuni brani inediti (tre nuove tracce!), due song riviste e ri-arrangiate pescate dal disco d'esordio e alcuni pezzi rari (b-sides, bonus track etc) ritrovati e ri-registrati per l'occasione. Il disco suona che è una meraviglia a partire dall'opener che ci fa subito capire gli intenti dell'act nordico. “Back On Track” è un classico brano rotondo e dall'impatto immediato che segue le classiche sonorità scandinave con cori canticchiabili e chitarroni robusti. Una partenza positiva che si conferma sulle noti vibranti di “Judgement Day” e nell'esplosione melodica di “Sign Of Victory”. Ma la proposta della band è varia come dimostra la cromata “Mother Earth” che si alterna alla ballatona “Lovely Eyes” fino alla più tagliente e moderna “Tear Down The Walls”.
Un ascolto che piace anche se attendiamo il sestetto nordico all'appuntamento con il vero e proprio nuovo disco in studio. E le premesse sono certamente positive!

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Opinione inserita da Celestial Dream    18 Settembre, 2021
Ultimo aggiornamento: 18 Settembre, 2021
#1 recensione  -  

Attivo fin dal 1997, Newman è un'autentica sicurezza nel mondo del Melodic Hard Rock e si è costruito nel tempo – con tredici dischi all'attivo - una reputazione non da poco. Questo nuovo lavoro mostra quanto l'artista inglese sappia ancora scrivere brani di una certa caratura; il buon Steve si occupa di tutto, dal songwriting passando a praticamente tutti gli strumenti tranne la batteria suonata da Rob McEwen. La partenza è abbastanza convincente con song dall'impatto trascinante e melodico come "Start This Fire" e "Hurricane Sky", ma è con l'anthemico coro di “Icon”, song dalle atmosfere progressive, e con la più muscolosa “Don't Come Runnin'”, spinta da tastiere scoppiettanti e da un assolo di chitarra altamente ispirato, che l'ascolto si infiamma regalando il meglio di sé. La rocciosa “ The Monsters' Playground” farà agitare qualche testa, mentre le note calde e romantiche della ballata “Shadow Of Love” colpiscono in profondità.
Un disco altamente fruibile che mostra la passione di Newman, artista ancora in grado di comporre brani freschi e puri. Un paio di pezzi in meno all'interno della tracklist avrebbero probabilmente giovato l'ascolto ma il pollice è alzato per questo “Into The Monsters Playground”.

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3.5
Opinione inserita da Celestial Dream    14 Settembre, 2021
Ultimo aggiornamento: 14 Settembre, 2021
#1 recensione  -  

Un mix di metal moderno, thrash, progressive e chi più ne ha più ne metta in questo “Omega”, disco pubblicato dai tedeschi Paradox Community. Un lavoro pregno di carica ed energia che prende spunto da Pantera, Black Sabbath, Alterbridge e Megadeth. Insomma davvero un bel miscuglio sonoro che colpisce con autorità lungo la tracklist con la partenza fulminea di “White Chapel” e passando attraverso le note oscure di “Symbol Of Freedom” e quelle più rabbiose di “Are We Living In A Dream” prima e di “Northern Star” con i suoi riff granitici poco dopo, brani costruiti sull'ugola dinamica di Mirko Mucha. La band sembra essere sempre a proprio agio muovendosi con disinvoltura e creando brani lineari che non danno mai l'impressione di possedere al loro interno idee forzate. Ed un plauso va alla produzione, secca e potente, niente a che vedere con le registrazioni pompose tanto di moda negli ultimi anni; qui sembra di tornare agli anni '80 e '90, con tutti gli strumenti che suonano puliti e sinceri. Il basso di Henk Humberg apre la via della progressiva “Desire 2”, che va a braccetto con le sonorità ricercate di “Until We Never Die”, mostrando un'ulteriore faccia del sound del trio tedesco, che non smette di stupire neanche sulle note più drammatiche di “Silent Sadness”, con la sua partenza sofferente che poi lascia spazio a riff più corposi.
“Omega” miscela con sapienza varie sonorità ed esplode dallo stereo con sicurezza ed audacia. Mancano forse quei brani capaci di fissarsi in testa e ad obbligarti all'ascolto continuo, ma siamo sicuri che questa sia una release capace di accontentare molti ascoltatori.

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4.5
Opinione inserita da Celestial Dream    14 Settembre, 2021
Ultimo aggiornamento: 14 Settembre, 2021
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I The Night Flight Orchestra sono oramai una band di punta all'interno della scena rock nonostante la loro proposta sia ben lontana da ciò a cui siamo spesso abituati. Ma la capacità di questi ragazzi svedesi di scrivere melodie coinvolgenti accompagnate da arrangiamenti eleganti, è sicuramente notevole. Un salto tra il rock-pop e dell'AOR degli anni '70 ed '80 anche stavolta con “Aeromantic II”, disco che segue la via del suo predecessore con la presenza di una dozzina di song dall'impatto immediato e perfette per essere ballate e canticchiate, certamente da sparare a tutto volume; brani luccicanti come l'atmosfera tipica di un disco-club di quegli anni. “You Belong To The Night” e “Chardonnay Nights” sono due esempi lampanti che testimoniano la classe dei Nostri, che sprigionano tutta la loro carica con coretti e tastiere zuccherose. I ritmi controllati di “Midnight Marvelous” fanno pieno centro con un bel refrain che si stampa in testa mentre la successiva “How Long” corre via spedita tra riff di chitarra ed arrangiamenti scoppiettanti. Nel finale brillano le luci sotto i riflettori di “Zodiac” e “White Jeans”, due super hits da ascoltare in loop.
In forma smagliante, i The Night Flight Orchestra riescono a distanza di un anno o poco più, a bissare il successo del precedente “Aeromantic” con un lavoro altrettanto coinvolgente ed ispirato. Da avere!

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Opinione inserita da Celestial Dream    02 Settembre, 2021
Ultimo aggiornamento: 02 Settembre, 2021
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Ancora dalla Svezia con Stefan Berggren, singer stimato nella scena Hard Rock (con trascorsi in band come Uriah Heep e Snakes in Paradise) che con questo suo nuovo disco solista, “These Are the Times”, ci accompagna per una decina di brani attraverso un sound classico che più classico non si può. Hammond e riff di scuola ottantiana acustici ed elettrici, sono le fondamenta su cui vengono costruiti brani come l'opener “Wild Flowers”. La sua voce calda è un altro segno distintivo delle sue composizioni, che tra Deep Purple e Whitesnake si muovono nella più rockeggiante “Burning Burning (Last Band on Earth)”. La malinconica “Super Man” lascia spazio alle immancabili vibrazioni blues di “These Are the Times” e “Happy (Shine Your Love Light on Me)”, mentre a chiudere ci pensa l'intensa e sognante ballata acustica “Blue Skies”.
Stefan si occupa di voci, chitarre e tastiere ma si avvale della presenza di Joakim Svalberg (Opeth) all'organo in quattro brani e del grande Don Airey, leggendario tastierista dei Deep Purple, che dona il proprio talento in "Wild Flowers”. Una prova di classe e maturità destinata agli intramontabili rockers che non riescono a non dimenticare il sound settantiano ed ottantiano.

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Opinione inserita da Celestial Dream    02 Settembre, 2021
Ultimo aggiornamento: 02 Settembre, 2021
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Power/Heavy Metal che ci ricorda le sonorità di stampo nordico di Saint Deamon, Zonata e Dreamtale per i Season Of Dreams, band che ha debuttato lo scorso anno con “My Shelter” e si rifà già sotto con questo nuovo “Heroes”. Ci piace ritrovare un sound ormai difficile da incontrare nella scena Metal attuale, ma purtroppo il gruppo capitanato dal multistrumentista Jean-Michael Volz e dal singer Johannes Nyberg - proprio ex-Zonata e che ritorna sulle scene con il suo cantato molto personale – non riesce a convincere del tutto pur dando vita ad un lavoro ben oltre la sufficienza. Il disco è un po' lontano dalle produzioni a cui siamo abituati ultimamente con produzioni pompose ricche di cori maestosi. Qui si punta al sodo e potrebbero sorprendere alcune melodie vocali poco tradizionali come quelle che si incontrano durante la title-track, pezzo dedicato al personale medico che sta lottando contro il diffondersi del virus COVID-19. Tastiere ariose nel classico stile nordico accompagnano alcuni brani assieme alla presenza di qualche guest star come Jimmy Hedlund (Falconer), Nils Courbaron (Sirenia/T.A.N.K.), Olivier Lapauze (Heavenly), Mikael Dahl (Crystal Eyes), Emil Norberg (Persuader/Savage Circus) alle voci.
La spedita “Legions of the Werewolves” lascia spazio alla più corposa “Season of Dreams”, ma raramente il disco si accende vuoi per melodie vocali molto particolari, vuoi per la voce che potrebbe risultare indigesta per molti (certo che però nei Zonata funzionava alla grande), fatto sta che il disco pur mostrando buoni spunti non riesce a salire di livello. “Light Comes from the Darkness” riporta alle sonorità sabatoniane – unico momento più “moderno” del disco - mentre fa pieno centro l'epica lenta “If I Die Tomorrow”, song davvero di alto livello in cui l'interpretazione del singer svedese merita tanti applausi.
Un disco destinato ai fan del Power Metal di fine anni '90, quando la scuola svedese iniziava a dominare la scena con tante band di interesse mondiale. Dateci un ascolto!

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Opinione inserita da Celestial Dream    02 Settembre, 2021
Ultimo aggiornamento: 02 Settembre, 2021
#1 recensione  -  

Gli svedesi Proud tornano dopo trentasei anni! Fondati nel lontano 1982 il gruppo nordico diede alle stampe un disco a nome “Fire Breaks the Dawn” prima di sparire nel nulla. Oggi possiamo gustarci “Second Act”, secondo capitolo per il terzetto che ci presenta dieci brani dall'impatto melodico prorompente ed accompagnati da un sound corposo ed elegante. Questo disco è un vero e proprio highlight all'interno della scena melodic rock attuale con brani come “Sail Away” e “Dangerous” che faranno la felicità di tutti i fans di Treat, Fate e Skagarack. La voce calda di Anders Magnell accompagna i momenti più intensi come “Higher” e “Broken Dreams”, ma anche le sfuriate maggiormente rockeggianti di “Crying in the Night” ed il tocco classico ottantiano che arriva con “I’m Ready”. I coretti tutti da cantare di “Hold On” ci avvicinano al finale di un ascolto ricco di ottime vibrazioni, una vera e propria sorpresa all'interno del panorama melodic; “Second Act” è un ottimo esempio di hard rock capace di colpire fin da subito con riff rotondi e linee vocali ricche di pathos. Altamente consigliato!

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